DanzaMI porta in strada Enzo Cosimi e Andrea Costanzo Martini

Pas de cheval di Andrea Costanzo Martini (ph: Federica Musella)
Pas de cheval di Andrea Costanzo Martini (ph: Federica Musella)

Ospiti della rassegna estiva di Milano Dancing City, fra gli altri, “V.V.A. Venere incontra Adone” e “Pas de cheval”

Sul finire di agosto, in una Milano ancora semivuota e accessibile, prende forma DanzaMI, tre giorni dedicati alla danza e al movimento all’interno della summer edition di Milano Dancing City, il progetto di promozione della danza ideato da Centro ArteMente. Una manifestazione che porta la danza negli spazi quotidiani della comunità – dalle case di quartiere ai cortili dei palazzi – non limitandosi alle mere esibizioni, ma creando anche momenti di condivisione e movimento collettivo. La risposta della cittadinanza del Municipio 3, nella tregua dal caldo afoso, è positiva, con la presenza di un pubblico variegato ed entusiasta.

VVA di Cosimi (ph: Luca del Pia)
VVA di Cosimi (ph: Luca del Pia)

Il primo giorno assistiamo a “V.V.A. – Venere incontra Adone”, performance site specific che riprende e rielabora “Venere vs Adone”, la creazione della Compagnia Enzo Cosimi debuttata il 20 luglio 2024 al Festival Civitanova Danza.
Nell’auditorium Stefano Cerri, con poche luci e un fondale totalmente rosso che si accosta al tema della performance diventandone quasi elemento scenografico, “V.V.A.” riprende il poemetto shakespeariano in cui la dea si innamora di Adone, troppo preso però dalla caccia per cedere alle sue avance, e lo trasporta nel presente con pochi elementi essenziali.

Adone è oggi ossessionato dal proprio fisico, dall’alimentazione, dai muscoli, dalle prestazioni, e l’amore di Venere si fa sempre più disperato. Le tensioni sono animalesche, voraci: la disperazione di Venere, interpretata da Alice Raffaelli, passa sia dai movimenti che dalla voce, usata con parsimonia nei testi curati da Maria Paola Zedda insieme allo stesso Cosimi.
Adone, danzato da Leonardo Rosadini, resta statico e funzionale: il suo allenamento si tramuta in danza per poi tornare esibizione, in un corpo ritmato, coerente, reso “utile” come quello di un trainer.

Su una piattaforma sonora ipnotica curata dallo stesso Cosimi, l’elemento video viene integrato con parsimonia e attenzione: dagli inserti puramente narrativi, sempre a cura del coreografo, alle riprese dal vivo, a cui si alternano gli stessi performer. “VVA” (spettacolo in fieri, che tornerà a Milano nella sua versione teatrale il 3 dicembre al Teatro Fontana) porta così il poemetto shakespeariano in una dimensione urbana, vivida e cittadina, con una poeticità concreta che coinvolge lo spettatore senza nascondergli nulla del proprio significato.

L’altro spettacolo a cui assistiamo è “Pas de Cheval” di Andrea Costanzo Martini, ospitato in una location particolarmente rara per la danza: il cortile del CAG Rizzoli, tra le bici elettriche dei rider, persone affacciate ai balconi e passanti con cani al guinzaglio che attraversavano il fondo della scena con quella leggera incuranza che rende certi momenti irripetibili.

“Pas de Cheval” è una coreografia peculiare, un duetto – danzato dallo stesso Costanzo Martini con Francesca Foscarini – che indaga in modo ironico e leggero il parallelismo tra l’animale (il cavallo, appunto) e la condizione del performer.
Dopo un avvio serrato, fatto di movimenti rapidi, netti, decisi, la musica cede progressivamente il passo al solo suono dei corpi: schiocchi di lingua, respiri, affanni. E, allo stesso modo, la coreografia comincia a perdere pezzi, velocità, ritmo. Ma i corpi dei performer, come quelli dei cavalli, restano spinti all’azione, costretti a esibirsi: la sirena li richiama, e loro riprendono con la stessa faticosa intensità. Tra una crepa e l’altra della struttura cominciamo a sentire i pensieri sussurrati dei performer – dai passi dimenticati alle stanchezze e ai dolori confidati, fino a divertenti aneddoti sulla quotidianità di chi danza.

Nel flusso di pensieri che accompagna la seconda parte della coreografia trova spazio anche una domanda sul suo stesso senso: perché i cavalli? Può un lavoro ironico e divertente essere anche concettuale?

Il pubblico ride; una signora sui settant’anni, in prima fila, ha gli occhi lucidi, divertita ed entusiasta. Il concetto arriva, esposto con poche semplici battute, quasi un dialogo da camerino, e rielaborato concretamente in una coreografia ripetuta, in quei corpi maturi che si esibiscono fieri. «È una performance per bambini?», chiede Francesca in quel dialogo sussurrato di pensieri. E dopo, cosa viene?

È forse quello che il critico John Martin, fra i primi teorici della danza moderna, chiamava metacinesi: la sensazione che il corpo di chi guarda venga attraversato da un movimento «potentially producible by any human body» (potenzialmente riproducibile da qualsiasi corpo, quindi anche dal proprio), fino a rivivere quel gesto nella propria esperienza muscolare presente, come se fosse suo. È in questa immediata, incolta complicità tra platea e performer che la danza, portata fuori dai teatri e dentro un cortile o un auditorium di quartiere, ritrova il suo fascinoso potere popolare e trasversale.

Venere incontra Adone
Regia, coreografia, scena, video Enzo Cosimi
Drammaturgia Maria Paola Zedda, Enzo Cosimi
Interpreti Alice Raffaelli, Leonardo Rosadini
Disegno luci Giulia Belardi, Enzo Cosimi
Costumi Alessandro Lai
Realizzazione costumi Giuseppina Angotzi/Sartoria Il Costume
Sculture Daniela Dal Cin
Sound designer Enzo Cosimi

durata: 30′

Pas de cheval
idea, coreografia Andrea Costanzo Martini
interpreti Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini
luci Yoav Barel
musiche Angelo Badalamenti, Ennio Morricone
testi Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini
produzione realizzata con il sostegno di Artisti Associati Gorizia, Tanzhaus Zürich, NOD – Nuova Officina della Danza Torino
in collaborazione con Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza Scenario Pubblico/CZD

durata: 25′

Visti a Milano, Municipio 3, il 26-28 agosto 2026

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