Francesco Alberici firma la regia dello spettacolo a cui hanno collaborato anche Enrico Baraldi e Nicola Borghesi
Era circa un anno fa, quando, dieci giorni prima di compiere quarant’anni, a Ermelinda Nasuto è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio.
Artista che seguiamo e apprezziamo da tempo, Ermelinda ci aveva confidato la malattia.
Con tutto il pudore e la paura necessaria per raccontare una storia così dolorosa, l’attrice e drammaturga ha sentito il bisogno intimo di metterla in scena attraverso l’arte di cui è padrona, il teatro.
Ed eravamo di nuovo insieme ad Ermelinda, quando, ad Albenga, lo scorso agosto, abbiamo assistito, in occasione del festival Terreni Creativi, al primo studio dello spettacolo, diretto da Francesco Alberici con la consulenza drammaturgica di Nicola Borghesi e di Enrico Baraldi (Kepler-452).
Cinque mesi dopo siamo tornati a Bologna, al Teatro delle Moline, per assistere alla forma definitiva dello spettacolo.
“Dedicato” parla di un momento in cui la vita cambia: mentre prima tutto l’essere di una persona era proiettato verso un futuro pieno di aspettative, dopo diventa occupato dal solo pensiero della malattia e della sua cura.
In scena con Ermelinda Nasuto, a farle da contraltare, l’attrice Olga Durano, che di anni ne ha settanta e che la segue spesso con l’aiuto di una sedia a rotelle.
Sulle note di “Instant Crush” dei Daft Punk, Nasuto si fa truccare e nasconde i suoi bei capelli neri sotto una sorta di caschetto biondo, che la fa sembrare un’altra donna, manifestazione di quell’improvviso sdoppiamento.
Da subito sappiamo però che non ci troviamo davanti al trionfo del male; attraverso il teatro cercheremo di capire le ragioni emotive e le intime sensazioni della persona di cui questo male si è impossessato, per con-viverne tutte le implicazioni. Ma sopra a tutto si erge indissolubile e violento l’assioma: “Tutto ciò che vive, vuole vivere!”.
Seguiamo quindi con Ermelinda le lotte per vincere la malattia, le cure subitanee, le cose minime che gli altri fanno e lei non può più fare, i rapporti con chi le sta intorno, la scelta dei cibi giusti, l’adesione a gruppi di supporto e perfino un corso di teatro.
E’ un flusso continuo di emozioni, spesso contraddittorie, ad abbattersi sullo spettatore, che cerca insieme alla protagonista risposte a domande che in tanti si pongono in contesti analoghi: perché a me? Sono stata cattiva? Perché odio le persone anziane? E se morissi, a chi lascerò le mie cose?
Per esorcizzare la situazione arrivano anche momenti ironici, con il canto rap a squarciagola contenente tutte le medicine assunte, dai nomi impossibili. E poi la canzone di Loredana Bertè, che ha ispirato il titolo dello spettacolo “A chi ha cercato la maniera e non l’ha trovata mai, alla faccia che ho stasera, dedicato a chi ha paura e a chi sta nei guai…”.

Ora il carcinoma pare non ci sia più: Ermelinda si trova in una zona di mezzo, ma la paura è sempre presente, si avverte nell’aria.
E alla fine l’artista chiede alla compagna di scena, che indossa un paio d’ali, e che seguendola le ha infuso la voglia di stare su quel palco, che l’ha aiutata ad avere coraggio di mostrarsi a noi come impavida guerriera, persino munita di spada, di leggere al pubblico un piccolo discorso che aveva preparato: quello della fine.
“Dicono che gli inizi siano difficili, ma lo dicono solo perché non sono ancora arrivati qui, e non hanno idea di quanto sia difficile la fine… Qui, alla fine, ci sono tanti pensieri strani che mi attraversano la mente. Ad esempio mi chiedo: cosa ho pianto a fare quella volta? E perché ho pianto poi? Forse, alla fine, quella volta ho pianto perché ero felice…”.
“Dedicato” è uno spettacolo che risulta davvero dedicato allo spettatore, a noi, per ricordarci, in modo poetico e tutto sommato leggero, come la nostra vita sia legata ad un filo sottile, sempre pronto a spezzarsi. L’importante è non lasciarsi mai andare, perché “Tutto ciò che vive, vuole vivere!”.
Dedicato
testo di Francesco Alberici, Ermelinda Nasuto
con Olga Durano, Ermelinda Nasuto
regia Francesco Alberici
dramaturg Enrico Baraldi, Nicola Borghesi (Kepler-452)
luci e scene Enrico Baraldi
assistente alla regia Ivana Xhani
elementi scenici Officina Scenotecnica degli Scarti
produzione La Corte Ospitale, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Cranpi
con il contributo del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
si ringraziano per la collaborazione Ateliersi, Archiviozeta
durata 1 h
Visto a Bologna, Teatro delle Moline, il 21 febbraio 2026
