Endgame: Giancarlo Cauteruccio

Cauteruccio in Trittico Beckettiano (ph: M. Buscarino)
Cauteruccio in Trittico Beckettiano (ph: M. Buscarino)

Se ne è andato a 69 anni Giancarlo Cauteruccio, regista, attore, scenografo e direttore artistico, per tanti anni, del Teatro Studio di Scandicci

“Il teatro tradizionale non esiste più: le comode poltroncine in cui lo spettatore annegava la sua sonnolente funzione passiva sono state smontate e portate via dal Teatro Studio di Scandicci, per arrivare alla creazione di un luogo aperto, di un quadrilatero delimitato da quattro grandi pedane oblique che diventano palcoscenici, spazi di proiezioni, luogo del corpo.

Al centro dello spazio sventrato, su una pedana e una sedia a rotelle rotante, la voce “off” dello stesso Cauteruccio che, su questa sedia recante sul retro la scritta “regista”, torna sulle sue passioni testuali di sempre: da Bataille a Majakovskij, da Pessoa a Beckett, per accarezzare Petrarca e citare, in un monco “Io so”, quella consapevolezza pasoliniana che, nel suo apodittico affermarsi, ragiona sull’impossibilità di contemplare il conosciuto in un’epoca in cui tutto è partito, fatto a pezzi, dilaniato”.

Dal nostro archivio, vi riproponiamo una videointervista a Giancarlo Cauteruccio, fra i protagonisti dell’avanguardia teatrale dalla fine degli anni ’70, che si è spento oggi a 69 anni.
Realizzata nel 2011 da Renzo Francabandera, ci riporta al Teatro Studio di Scandicci, che ha diretto dal 1991 al 2015: “Il figlio che non ho mai avuto” lo considerava. Da una ex scuola di periferia a un laboratorio delle arti che vide passare, fra gli altri, dei giovani Fanny & Alexander, Sotterraneo, Kinkaleri, Motus…

Ma KLP non può non ricordarlo anche per il suo amore per Samuel Beckett e i lavori con il fratello Fulvio, nati in seno alla Compagnia Krypton che fondò con Pina Izzi nel 1982.

Nel 2021 aveva lasciato l’amata Toscana ed era tornato nella sua Calabria, dove si è spento oggi, a Sibari.

LA VIDEOINTERVISTA

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