E’ scomparsa ieri mattina, dopo una lunga malattia che non le ha mai tolto la passione per il suo lavoro, la drammaturga e regista
Viareggio, 23 aprile 1963 – 28 giugno 2026
“E ora sdraiamoci, sentiamo la terra sotto di noi, l’erba verde e sotto le radici. Un giorno questo prato scomparirà, come ogni cosa conosciuta, ma ora è qua, ci sostiene, ci ospita, ci rinfresca. E noi consegnati a questo fazzoletto di piacere, ascoltiamo una favola bella, durata molti e molti anni e che ci si augura resista per molti anni ancora, spinta dal desiderio e dalla volontà, grandi risorse umane a cui aggrapparsi ancora di più in momenti di confusione.
Sopra di noi, da qualche parte, la luna, che abbiamo invocato in questa ultima avventura”.
Sono le ultime parole che Sonia Antinori, scomparsa ieri mattina in Toscana dopo una lunga malattia, ha lasciato all’associazione Malte (Musica, Arte, Letteratura, Teatro, Etc) di Ancona, che aveva fondato nel 2006 e di cui era direttrice artistica.
Autrice, attrice e regista teatrale, tra le voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo, vincitrice di numerosi premi, aveva fatto delle Marche il centro della sua vita, professionale e non solo, dopo aver studiato fra Italia e Germania, ed essere stata diretta – tra gli altri – da Ugo Chiti e Carlo Cecchi. Aveva lavorato anche con Valter Malosti, Serena Sinigaglia e Carmelo Rifici, solo per citarne alcuni.
La vogliamo ricordare attraverso la videointervista che le facemmo in occasione del suo progetto “Nella giungla delle città. L’irruzione del reale“, vincitore del bando MigrArti del Mibact, nato per lavorare sui processi d’integrazione con gli immigrati di prima e seconda generazione. Proprio in quella videointervista, oltre a parlare del progetto, ci narrò anche di sé: delle sue vacanze da bambina in Svizzera (in cui trovava cartelli appesi con il divieto di entrata agli italiani – divieti che troppo presto abbiamo dimenticato) o del suo risiedere, per qualche anno, all’isola di Pasqua, con una riflessione sul transculturalismo e su come i palcoscenici d’Italia siano luoghi di resistenza.

Che notizia tristissima… Mancherà 🫂💜