
Quest’anno infatti, per la prima volta, Fabbrica Europa entra al Teatro dell’Opera con la prima europea del coreografo tibetano Sang Jijia con una coproduzione del 77° Maggio Musicale Fiorentino: “As If to Nothing”, affidato alla City Contemporary Dance Company di Hong Kong. Questa novità, che chiuderà in gran bellezza il festival il 27 e 28 giugno, bene evidenzia le riflessioni della direzione artistica di quest’anno, e il fil rouge che le lega fra loro: la “memoria contemporanea” e la “condizione umana”, la precarietà dei ricordi ricercata qui nel corpo attraverso il corpo.
Una prova coreografica a cui Fabbrica Europa collega anche un workshop/audizione con la CCDC, che si terrà il 25 giugno negli spazi dell’Opus Ballet e s’inserisce all’interno di un programma collaterale di residenze artistiche per la danza.
Ma questa non è che la punta di diamante della sezione danza, che porta a Firenze dal mondo, e al mondo parla di Firenze.
Dalla Francia arriva uno spettacolo storico di Xavier Le Roy, l’assolo del 1998 “Self Unfinished” (14, 15 maggio – Cango Cantieri Goldonetta), e la prima assoluta di “Singspiele” di Maguy Marin (16, 17 maggio – Teatro Goldoni), una traversata dell’individualità nella molteplicità, interpretata da David Mambouch con la scenografia di Benjamin Lebreton.
L’americana Meg Stuart sarà invece alla Stazione Leopolda il 14 e 15 maggio con “Violet” e la sua ricerca sulla fragile ‘condition humaine’, mentre il triplice solo e spazio di “Home”, creato da Louise Vanneste insieme allo scultore Arnaud Gerniers e al compositore Cédric Dambrain, sarà a Cango il 17 maggio in prima nazionale.
Tante anche le produzioni italiane: da “Robinson” di Mk con Michele Di Stefano (Teatro Cantiere Florida, 18 maggio), neo vincitore del Leone d’Argento alla Biennale, a “7th Sense” di National Centre of Aesthetics/Small Theatre/Versiliadanza (Teatro Cantiere Florida, 21maggio), passando per Samuele Cardini e Monica Baroni, il riallestimento di “Terramara” di Abbondanza/Bertoni per il progetto RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni ’80-’90.
E ancora: la nuova produzione ispirata al Macbeth della Compagnia Simona Bucci e la versione site specific di “Gut Gift” di Francesca Foscarini con Yasmeen Godder (9,10 maggio – Sala Vetrate/Le Murate).
Per finire il progetto di danza e arte contemporanea “Fate Presto”, ideato dall’artista Massimo Barzagli con le coreografe Luisa Cortesi e Marina Giovannini, ispirato a uno dei più famosi Headlines di Warhol ma anche al Living Theatre, e arricchito da una residenza coreografica iniziata a gennaio spazi di Cango e proseguita al Teatro Era di Pontedera. “Fate presto” verrà presentato nello spazio Alcatraz della Stazione Leopolda (dal 13 al 16 maggio). Due caratteristiche dei lavori italiani presentati quest’anno: saranno infatti la natura site specific dei progetti o del loro riallestimento e il collegamento con l’arte contemporanea.
Veniamo ora al teatro, dove la prospettiva si concentra su quattro spettacoli da giocarsi tra la Stazione Leopolda e il Teatro Cantiere Florida. Alla Leopolda: “Il Gabbiano” di Checov nella tanto attesa lettura di Tomi Janežič con il Teatro Nazionale Serbo (9-11 maggio), e il Kamerni 55 di Sarajevo diretto da Dino Mustafic con “La notte di Helver”, pièce interpretata dall’attrice prediletta da Kusturica Mirjana Karanović e il giovane Ermin Bravo (17 e 18 maggio).
Al Teatro Cantiere Florida il 10 e 11 maggio arriva il teatro politico di Lubiana con “Maledetto sia il traditore della sua patria!”, della compagnia Slovensko Mladinsko Gledališče, mentre nelle sere del 15 e 16 maggio la scena contemporanea rumena si misurerà con “Diario di un pazzo” di Gogol, che la regia di Felix Alexa affida alla voce di Marius Manole e alla musica di Alexander Balanescu.
Sempre site specific è la progettazione e la presentazione di “Era delle cadute”, prima parte di un grande spettacolo collettivo della Fondazione Pontedera e di nuovi gruppi teatrali (Biancofango, Carrozeria Orfeo, LeVieDelFool, Lo Sicco/Civilleri, Macelleria Ettore, Ossadiseppia, Scenica Frammenti, Teatro delle Bambole e Teatro dei Venti) che sarà in scena al Teatro Era il 13 e 14 giugno.
Insomma, tutto pronto per questa diffusione di poetiche e visioni a Firenze e in Toscana, una diffusione che parte sempre da quello che è il luogo simbolo di Fabbrica Europa: la Stazione Leopolda.
E se la direzione coincide con la realizzazione del proprio personale destino, quale miglior occasione per un luogo di transito polivalente come un festival e come una stazione per aprirsi, l’8 maggio prossimo con “AttoRitratto. Opera scenica” di Marco Bagnoli e le sue nove mongolfiere monumentali, alla leggerezza e alla ricerca del “buon luogo”.
