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Filar, storie che camminano su un filo: Antonella D’Ascenzi al festival Immagina

Filar (ph: Helio Mendes)

Filar (ph: Helio Mendes)

Quinta edizione della manifestazione romana dedicata al teatro di figura, che ha ospitato lo spettacolo

Come un filo che crea relazioni, si è svolta a maggio, nei luoghi di cultura e teatro romani, la quinta edizione del festival internazionale di teatro di figura Immagina.
Un appuntamento diffuso che ha coinvolto l’intera città, grazie alla collaborazione dei Teatri in Comune insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà con l’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, due istituzioni del Ministero della Cultura, al Teatro Verde e allo Spazio Rossellini.

Quattro giorni dedicati interamente all’immaginazione e alla creatività, non solo attraverso spettacoli ma anche laboratori, mostre e incontri, un filare di relazioni e scambi necessari nel panorama artistico e culturale. Ogni evento è stato programmato per passare attraverso le generazioni: come filo conduttore la fantasia e quel mondo immaginifico necessario per la sopravvivenza e la crescita di ognuno di noi.
Un festival pensato quindi per un pubblico di tutte le età, che ha portato nella capitale venti artisti provenienti da sei Paesi: Italia, Francia, Spagna, Polonia, Ucraina e Danimarca, per dieci spettacoli in 28 repliche, conducendo verso il pubblico di giovanissimi i linguaggi più innovativi e poetici del teatro di figura, genere troppo spesso legato al preconcetto di un immobilismo tradizionale.

Durante l’ultima giornata è andato in scena lo spettacolo spagnolo “Filar, storie che camminano su un filo” allo Spazio Rossellini, all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, che l’ATCL ha trasformato dando nuovo volto e destinazione agli studi in cui aveva girato il grande regista.
Produzione italo-spagnola ideata e interpretata da Antonella D’Ascenzi, lo spettacolo trova un armonico connubio tra marionette, danza contemporanea e poesia visuale.
La performer italiana, trasferitasi in Catalogna dal 2010, sviluppa il suo progetto teatrale rivolto sia ai bambini che al pubblico adulto, entrando in dialogo con il corpo, gli oggetti e le immagini. D’Ascenzi ha una densa formazione di danza contemporanea, che non segue una traiettoria accademica ma costruita attraverso lo studio con grandi danzatori e coreografi. Un percorso importante, che scopre nel dialogo con la scena e le marionette una finestra di possibilità originali, di forte profondità ed impatto emotivi.

A Roma, città dei suoi esordi, ha presentato “Filar” davanti ad un pubblico gremito di emozionati bambini e adulti, attenti e coinvolti spettatori.
Il racconto trasforma fili in storie, storie in grovigli di relazioni e solitudini.
“La storia di Filar narra di un mondo che si costruisce ogni giorno e che all’improvviso crolla – racconta l’artista – Quando c’è una crisi, come possiamo ricostruire la comunità e avere la sensazione di vivere in una rete di fili e relazioni? I fili creano una connessione invisibile fra tutto ciò che accade, ci uniscono alle nostre famiglie, ai nostri amici o alle persone con cui condividiamo il nostro cammino. I fili mantengono la connessione a distanza”.

Lo spettacolo, complesso nella lettura dei significati, legati alle tematiche di solitudine, paura, sentirsi accolti e apprezzati, potrebbe di primo acchito apparire distante dal pubblico dei più piccoli, conquistando invece, intellettualmente ed emotivamente, quello degli adulti.
Ma la forza delle immagini, al di là della concettualizzazione del significato, riesce a superare questa apparente barriera, lasciando inchiodati sulle sedie, in religioso silenzio, anche i più piccoli. Ogni bambino accetta la sfida. Ognuno costruisce la propria storia, non necessariamente legata a quella proposta dall’artista.

In un mondo disabituato a lavorare di immaginazione, in cui la fantasia e la creatività, anche quella dei più piccoli, è mediata da schermi, guidata, costruita e messa in atto dagli adulti, ritrovare quel meraviglioso sforzo creativo, voler costringere a costruire storie dietro ad immagini proposte, stimoli visivi e sonori, appare improvvisamente come atto rivoluzionario. Pensiero educante e delicatamente formativo.

Da un palloncino sfuggito di mano si ritrovano emozioni perdute. Fili che costruiscono disegni attraverso una grafica digitale proiettata sulla scena, disegni che conducono a loro volta ai personaggi.
Una marionetta malinconica, sola e indifesa, per le fattezze del suo volto magari non così piacevole per i piccoli spettatori preoccupati, si rivela necessaria nel passaggio emotivo verso la felicità e nel far parte, scena e pubblico, di una stessa realtà di condivisione.
Così si torna al filo del palloncino perduto, al suo trasformarsi in altalena nel suscitare ricordi per i grandi e piacere nei bambini, associando l’abbraccio materno ad un abbraccio collettivo. Quello del teatro.

FILAR
storie che camminano su un filo
ideazione e interpretazione Antonella D’Ascenzi
consulenza coreografica Toni Mira
creazione e realizzazione della marionetta Antonella D’Ascenzi
con la consulenza di Damiano Privitera
creazione del video e disegno delle proiezioni Guillem Muñoz
disegno luci Elena Piscitilli
edizione sonora Roger Blasco
costumista Cristina Robledillo
foto di scena Carles Decors
musica Adrian Berenguer
video dello spettacolo Julian Waisbord
tout public • dai 5 anni

durata: 45’

Visto a Roma, Spazio Rossellini, l’11 maggio 2025

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