Kamikaze. Il teatro interattivo e provocatorio di Giulio Santolini e Lorenza Guerrini

Kamikaze
Kamikaze

Teatro dell’Argine ospita lo spettacolo che mette al centro il rapporto tra performer e pubblico per riflettere su successo, fallimento e giudizio

Una performance ironica e irriverente, che canzona i canoni e gli stereotipi del teatro contemporaneo, proponendo una drammaturgia frammentata, flessibile e ramificata, mai uguale a sé stessa: è questo “Kamikaze”, di e con Giulio Santolini, che aveva debuttato quest’estate al Teatro Sociale di Gualtieri e ora ha raggiunto il pubblico bolognese.

In una scena vuota (solo un tavolo per il tecnico live sulla destra e un microfono a sinistra), una voce fuoricampo apre lo spettacolo. Maschile, nitida, chiara, microfonata. Si rivolge alle persone presenti in sala, augura loro “buonasera” e commenta quel che si vede in scena: un palco vuoto, una figura che cammina, il tecnico che finge di controllare l’attrezzatura… A questo flusso di pensieri si aggiunge un volto, e poi un corpo: è l’attore, che cerca di farsi coraggio ma è in preda all’ansia prima d’entrare in scena. C’è la paura di fallire, di mettersi a nudo nelle proprie fragilità: come ci si lancia nelle “grinfie” della platea? Come si cammina su un palco? Come si inizia uno spettacolo nel modo più efficace?
Nell’incapacità di scegliere, ecco allora una raffica frenetica di inizi possibili, plausibili o assurdi e non sense. In un battibaleno la platea viene catapultata negli ingranaggi della drammaturgia, con il compito di votare, premiare o punire le esibizioni del performer, che spaziano tra i linguaggi della danza e del teatro.

La drammaturgia oscilla tra presente, passato e futuro, proponendo balletti trash, imitazioni, prove d’attore esilaranti, condivisione di vissuti personali, dialoghi fantasmagorici (con un filosofo ma anche con un alieno) e voli pindarici nel teatro di altre epoche. Nulla realmente accade, o forse è una mera sensazione, giacché le risate sgorgano fragorose anche per apparenti nonnulla, che trovano sostegno nell’onda emotiva e collettiva che si crea in sala.
Il pubblico partecipa al qui ed ora dello spettacolo con meraviglia e stupore, esprimendosi con sussulti, commenti di disappunto, apprezzamenti, risate, applausi e perfino urla, anche quando le risposte non vengono direttamente incitate da Santolini, col quale si instaura sin da subito un rapporto di genuina complicità. Gli spettatori, consapevoli del proprio ruolo attivo all’interno dello spettacolo, si divertono a farne slittare gli ingranaggi, rendendo il tutto ancora più imprevedibile ed esilarante (da entrambe le parti). Ma è anche, per gli autori, un gioco alla ricerca della bellezza nell’errore. 

Il finale viene lasciato in mano allo spettatore di turno, affibbiandogli il compito di scegliere cosa dire o cosa fare. Una scelta coraggiosa e del tutto coerente con l’impianto di “Kamikaze”, se non fosse che, subito dopo, il “colpo” viene attutito da un doppio finale. Così i tecnici del teatro smontano la scena, mentre l’attore suona l’otamatone (uno strumento elettrofono giapponese) che con i suoi vibrati ed effetti wah-wah storpia l’Hallelujah di Cohen con suoni striduli e nasali, che suscitano nuove risate.

Che dire? Una parvenza di happy ending è certamente rassicurante, e il cerchio dello spettacolo si chiude riportandoci alla premessa iniziale, alla sventata “paura del fallimento”.
Sarà forse per questo che viene meno l’ardire di terminare la performance con un’incognita aperta? Eppure, a nostro avviso, “Kamikaze” avrebbe tutte le carte in regola per assumersi quel rischio, per lanciarsi nel vuoto fino in fondo, anche a costo di “autodistruggersi”.

In scena un poliedrico Giulio Santolini, attore, danzatore, coreografo (conosciuto e apprezzato per le sue collaborazioni con CollettivO CineticO, Sotterraneo, La Veronal ed Enzo Cosimi) accompagnato da Daniele Boccardi, sound e light designer ma anche funzionale spalla. Santolini è strepitoso sia come attore sia come danzatore, dimostrando una preparazione fisica accurata, duttile e allo stesso tempo emotiva, mentre Boccardi sostiene la scena in maniera puntuale, una presenza pacata ma efficace.

“Kamikaze” è il secondo lavoro che Santolini e la dramaturg Lorenza Guerrini creano assieme, all’interno di una ricerca autoriale personale intrapresa in sinergia dopo le comuni esperienze con Sotterraneo. Già con la performance “Baccanti, fare schifo con gloria” avevamo potuto apprezzare la forza di una squadra ben assortita, che anche stavolta – sfidando il confine tra cultura e intrattenimento – sa generare buoni frutti. Non certo fallimenti.

Il 28 e 29 marzo 2026 a Roma per Congiunzioni, la stagione del Teatro Biblioteca Quarticciolo.

KAMIKAZE 
Di e con Giulio Santolini
Dramaturg Lorenza Guerrini
Sound & light designer live Daniele Boccardi
Produzione La Corte Ospitale con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
Residenze artistiche Attodue, Fabbrica Europa/PARC

Visto a San Lazzaro di Savena (BO), Itc Teatro, il 22 novembre 2025

0 replies on “Kamikaze. Il teatro interattivo e provocatorio di Giulio Santolini e Lorenza Guerrini”
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *