“Peitho – Persuasione”. Zani e Fracassi su Carlo Michelstaedter

Ph: Shyla Nicodemi
Ph: Shyla Nicodemi

Dimitrios Papavasiliu interpreta il giovane intellettuale goriziano, suicida a soli 23 anni

“Peitho – Persuasione” è un testo che nasce in seno a Futuro Passato, un bando di drammaturgia realizzato in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, che promuove la drammaturgia contemporanea, invitando autori e autrici a lavorare su un tema legato alla memoria.

Nel 2024, anno nel quale l’autrice Irene Petra Zani ha vinto, si chiedeva di lavorare sulla figura dell’intellettuale goriziano Carlo Michelstaedter, morto suicida a soli ventitré anni e divenuto celebre per la sua opera “La persuasione e la rettorica”, che fu anche la sua tesi di laurea. Un testo che è stato oggetto di studi e analisi, e di cui Gentile aveva ammirato l’intento, pur non apprezzandone l’organicità, ma che in nuce aveva già il pensiero del primo Novecento, quell’attitudine nichilista e la negazione dell’esistenza che hanno poi attraversato la letteratura e il pensiero dell’epoca.

Il testo di Irene Petra Zani prende spunto proprio dal testamento filosofico di Michelstaedter, intessendolo con la mitologia classica, in un dialogo con Peitho, dea della persuasione, che si discolpa della sua retorica e della violenza scaturita dalle sue parole.
Mantiene una forma classica e un linguaggio denso e poetico, facendosi non solo messaggio ma anche suono e strumento, così da incontrare il disegno musicale di Shari DeLorian, che alterna momenti elettronici a registrazioni d’epoca che contestualizzano il messaggio, amplificando il senso di inquietudine del ragazzo, ispirato alla figura del filosofo goriziano, che rinuncia alla guerra e sprofonda al tempo stesso in un turbamento interiore paralizzante.

Il ragazzo, interpretato da Dimitrios Papavasiliu, parla e legge in greco, un richiamo anche questo al classico, alla mitologia, come un Oreste contemporaneo intrappolato nella sua introspezione e nel senso del suo rifiuto della guerra, e delle lezioni dei padri, della tradizione, e della continuità.

Ph: Shyla Nicodemi
Ph: Shyla Nicodemi

Questo richiamo all’azione anarchica di ribellione riaffiora anche nell’impianto scenico pensato e costruito da Federica Fracassi, quasi un costrutto anarchico: sul fondo Shari DeLorian con la sua consolle, presente e incluso non solo nell’impianto visivo, ma nel dialogo drammatico. Due microfoni, un altoparlante, e sparsi per lo spazio pistole d’acqua e le meravigliose sculture di Velasco Vitali tratte da “Il Branco”. I cani randagi di Vitali traggono ispirazione dai randagi del Mediterraneo, animali abituati a sopravvivere, coesistere, mantenersi in piedi nonostante le avversità, capaci di convivere in comunità nemiche e adattarsi alle necessità, sguardo non lontano da quello di Simone Weil sull’Iliade, dove vincitori e vinti, amici e nemici, sono ugualmente vicini sotto il dominio della forza. Un pensiero che, pur da un’altra sponda (Weil diffida della volontà, Michelstaedter ne fa il motore della persuasione), dialoga con quello del filosofo goriziano.

Ed è qui che l’impianto scenico, con questo dialogo intellettuale tra le varie parti, assume un significato, anche a fronte di un significante poco incisivo visivamente, ma che trova nella coesistenza di segni il suo senso intellettuale e sociale, anche se tragico e nichilista.

Federica Fracassi, Peitho e demiurga, sostiene la scena con innegabile ferocia e potenza, facendosi motore della parola e veicolo di pathos e retorica, come in una rinnovata tragedia greca, per un linguaggio che è anche suono e senso.
Una performance, quella pensata da Fracassi e Zani, ancorata alla drammaturgia, che innesta il suono della parola in una costruzione sonora che sfrutta abilmente anche diversi impianti di diffusione. Basata sulla presenza scenica innegabile della Fracassi e un sacrificato Dimitrios Papavasiliu, si avvicina molto più a un concerto per voci e versi che a una performance tout court, capace di suscitare più immagini ad occhi chiusi che in uno sguardo concreto; ma che ha il pregio di portarsi ambasciatrice di una drammaturgia viva e potente.

PEITHO – Persuasione
un progetto di Federica Fracassi e Irene Petra Zani
testo Irene Petra Zani
concept Federica Fracassi
con Federica Fracassi, Dimitrios Papavasiliu e Shari DeLorian
sound artist Shari DeLorian
sculture dall’ opera Branco di Velasco Vitali
foto Samuele Pellecchia
cura Teatro di Dioniso | Nicoletta Scrivo
e Associazione Culturale Tinaos
in collaborazione con Stanze – teatro fuori dai teatri un progetto di Alberica Archinto
Testo vincitore di FUTURO PASSATO 2024, premio di drammaturgia a partire dalla figura dell’intellettuale Carlo Michelstaedter e dalla sua opera più celebre “La persuasione e la rettorica”. Testo vincitore del premio di produzione FESTIL25 in collaborazione con Dialoghi Residenze delle arti performative a Villa Manin a cura del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
si ringrazia per la collaborazione Federico Bellini
si ringrazia per la collaborazione all’allestimento scenico Renzo Martinelli

Visto a Milano, Teatro Fontana, il settembre 2026

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