Petrolio, un dramma a colori dalla penna di Beatrice Gattai

Petrolio (ph: Teatro Franco Parenti)
Petrolio (ph: Teatro Franco Parenti)

PaT – Passi Teatrali propone al Teatro Franco Parenti una storia che scardina i tabù su sesso e disabilità, prostituzione, assistenza sessuale e utero in affitto

“Petrolio” è uno spettacolo dal sapore artigianale, uno di quei lavori che maturano anno dopo anno, che odora di polvere, fatica, dedizione e desiderio di andare in scena – se non proprio di bisogno. Il testo, scritto dalla stessa attrice durante una stasi lavorativa nel 2015, rappresenta un vero e proprio debutto drammaturgico, finalista peraltro al premio Hystrio.
Si caratterizza per una delicatezza femminile che abbraccia la totalità dei personaggi, persino quelli più marcatamente maschili.

La scena si apre in un appartamento modesto, dove una donna moldava esercita la professione di prostituta: qui prende vita una sorta di dramma familiare tra archetipi.
La scenografia è essenziale, appena accennata, con pochi elementi a costruire l’ambiente; lo spazio viene piuttosto disegnato e supportato dal disegno luci di Giulia Pompili, estremamente efficace e a tratti suggestivo.

La narrazione è lineare. Beatrice Gattai interpreta una donna moldava con la passione per l’arte – di cui parla sovente con entusiasmo – che riceve i clienti in un modesto appartamento. Ne conosciamo due: Giuseppe (interpretato dallo stesso regista, Andrea Di Clemente), un uomo in crisi con la moglie che in Natasha sembra non vedere più solo una prostituta, ma una via di fuga dalla sua stessa esistenza. Un personaggio-archetipo, maschilista, eterno ragazzino senza desiderio di evoluzione, che si trincera dietro quel “bisogno maschile”, incarnando perfettamente le dinamiche dell’amore liquido di Zygmunt Bauman: legami consumati come prodotti, validi finché appagano e da scartare appena richiedono impegno.
C’è poi Emanuele (brillantemente interpretato da Andrea Lintozzi), un adolescente disabile che in Natasha trova non solo conforto alle sue pulsioni, ma una sorta di placebo alle difficoltà della vita.

Petrolio (ph: Teatro Franco Parenti)
Petrolio (ph: Teatro Franco Parenti)

Il punto di svolta della narrazione è l’apparente decisione di Giuseppe di lasciare la moglie e di trasferirsi da Natasha. La donna si trasforma così da prostituta a consulente, ascoltando i problemi della coppia, riferiti soprattutto alle difficoltà di concepimento e all’ipotesi dell’utero in affitto. Ma Giuseppe, così come si suppone non abbia ascoltato le esigenze della moglie, non ascolta nemmeno le parole di Natasha: il finale scivola verso un epilogo drammatico, con uno stupro perpetrato dall’uomo su un modesto baule.
La pièce della compagnia PaT – Passi Teatrali risulta piacevolmente interpretata da tutto il cast, e colpisce per l’essenzialità della messa in scena che tuttavia riesce a coinvolgere il pubblico con la sua semplicità: diverte, commuove, inorridisce. La drammaturgia è lineare, a tratti intuibile, e usa gli stereotipi come elementi di aggancio, seppur risulti talvolta eccessivamente melò, come nella passione per l’arte della protagonista, che poco aggiunge alla narrazione.

Con questo testo Beatrice Gattai dipinge non solo una quotidianità che spesso ci passa accanto, ci sfiora appena e che ignoriamo, ma tocca temi importanti come la relazione tra sessualità e disabilità, la maternità e il dialogo di coppia. Un affresco che, onorando il titolo dell’opera, evoca quella “disperata vitalità” delle borgate pasoliniane, in una densità di argomenti che potrebbe apparire ingombrante, ma che conquista grazie alla leggerezza della messa in scena, alle brillanti interpretazioni e all’immediatezza dei personaggi.

In scena al Teatro Franco Parenti di Milano ancora il 24 e 25 gennaio.

PETROLIO. Una storia a colori
drammaturgia Beatrice Gattai
regia Alessio Di Clemente
con Beatrice Gattai, Alessio Di Clemente, Andrea Lintozzi
consulenza suono e luci Giulia Pompili
costumi Irene Trovato
produzione Teatro Franco Parenti / PaT – Passi Teatrali

durata: 1h 10’
applausi del pubblico: 2’

Visto a Milano, Teatro Franco Parenti, il 15 gennaio 2026

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