“La timidezza delle chiome” di Nobile/D’Arrigo vince il premio per la sezione Infanzia, mentre a Collettivo Crisi Collettiva va il premio della sezione Adolescenza per “Bugbusters”
Ogni due anni Bologna ha il privilegio di ospitare la finale del Premio Scenario Infanzia e Adolescenza all’interno di Scenario Festival, diretto da Cristina Valenti e realizzato insieme a DAMSLab/La Soffitta, nell’incantevole cornice della Manifattura delle Arti.
In quarant’anni il Premio Scenario è cresciuto molto, e ad oggi può contare sulla collaborazione di numerosi enti, sia a livello regionale che nazionale. Per gli spettacoli vincitori sono previste residenze artistiche retribuite. Inoltre, in virtù della convenzione con la Fondazione Teatro Metastasio, lo spettacolo prodotto viene poi programmato in apertura di stagione.
La sezione di Scenario rivolta al teatro per infanzia e adolescenza, promossa da 42 strutture associate e attraverso un’articolata selezione, è in grado di scovare gli artisti under 35 più promettenti che, da Nord a Sud, si dedicano al teatro per le nuove generazioni. Per l’undicesima edizione, cinque commissioni zonali hanno incontrato le 43 compagnie candidate, sottoponendole a un colloquio e a una breve dimostrazione scenica. I 20 semifinalisti sono stati poi valutati dall’Osservatorio critico, che ha decretato i dieci progetti inediti destinati a giungere in finale. Così, il 29 e 30 agosto, le compagnie selezionate si sono esibite sul palco del DAMSLab Teatro, mostrando un corto teatrale di venti minuti ad un pubblico di addetti ai lavori ma non solo. Presenti anche bambini e ragazzi del laboratorio “Nuovi Sguardi” di Beatrice Baruffini e studenti dell’Università di Bologna che partecipano all’Osservatorio critico di Fabio Acca.
La mescolanza di sguardi di età diverse all’interno del pubblico è tra gli aspetti più interessanti del premio, che offre agli artisti in gara la possibilità di testare con mano le reazioni dei giovani spettatori, coinvolti a loro volta in una preziosa esperienza formativa. Le parole dei bambini e gli interventi dei ragazzi animano la serata della premiazione, offrendo una frizzante messa a fuoco da parte delle nuove generazioni, che esercitano la propria capacità d’analisi con stupore ed arguzia.
Al loro sguardo si affianca la lente d’ingrandimento degli studenti universitari, che si approcciano alla visione degli spettacoli con una metodica accurata, analizzando le proposte sotto la sapiente guida di Fabio Acca, e arrivando alla stesura di un elaborato critico e alla definizione di una propria classifica off, con “vincitori” e “menzioni”. Quest’anno c’è stata una forte convergenza tra il parere della giuria e quello dell’Osservatorio studentesco, che hanno designato le stesse compagnie evidenziando l’alta qualità artistica dei progetti.
La giuria di quest’edizione, presieduta dal regista Antonio Baladam e composta da Renata Coluccini, Anna Giuriola, Cristina Valenti e Jacopo Mai, assegna due premi di 8.000 euro ciascuno, a cui si aggiunge un contributo alla produzione di 16.000 euro erogato dalla Fondazione Teatro Metastasio di Prato, a favore di una compagnia a sua discrezione.
Il Premio Scenario Infanzia 26 è stato assegnato alla compagnia Nobile/D’Arrigo di Modena, con lo spettacolo “La timidezza delle chiome”, vincitrice anche dell’ambito contributo alla produzione. In scena non vi è nulla se non una piccola pedana, ma la semplicità dell’allestimento risulta funzionale, focalizzando lo sguardo del pubblico sui corpi che impersonificano i protagonisti della storia: un albero e un’erbaccia. L’albero è un esemplare secolare, l’erbaccia invece è appena nata, ma cresce velocemente e in poco tempo invade lo spazio vitale dell’albero. Il rapporto tra questi due esseri vegetali, che si trovano a condividere un’aiuola striminzita, viene raccontato con leggerezza e ironia, riuscendo ad affrontare temi dal respiro più ampio come il rapporto tra uomo e natura, il cambiamento climatico, il parassitismo, ma anche l’immigrazione e le difficoltà legate all’accoglienza. I venti minuti sinora realizzati presentano una drammaturgia ben strutturata, in cui la parola si radica al movimento espressivo del corpo, in accordo con un uso immaginifico di luce e suono, in grado di attivare il potere visionario dello spettatore che viene chiamato a tracciare una sottotrama metaforica.

Il Premio Scenario Adolescenza 2026 è andato al Collettivo Crisi Collettiva con lo spettacolo “Bugbusters – analisi entomologica di una protesta silenziosa”.
Ispirandosi a “Le metamorfosi” di Kafka, lo spettacolo affronta il fenomeno degli hikikomori, una forma di depressione giovanile proveniente dal Giappone, legata alla cultura otaku, che qui ci viene raccontata con garbo attraverso il punto di vista degli adulti, una coppia di genitori determinati ad eliminare il problema alla radice. L’allestimento, dinamico e minimale, prevede l’utilizzo di svariati oggetti che unitamente alle proiezioni creano una cornice ironica, riuscendo a trattare questo tema così delicato in maniera avvincente.
Nei loro venti minuti troviamo una drammaturgia coerente ed equilibrata, in cui la narrazione è portata avanti con verve da un felice connubio tra testo, mimica attoriale, video proiezioni e didascalie.
Ricevono una menzione speciale Alessandro De Giovanni con “L’Acchiapparatti” e il Collettivificio con “In Limine 200 bpm”.
Il primo si misura con i canoni della fiaba tradizionale; il secondo con “Romeo e Giulietta” di Shakepeare. Entrambi i lavori portano avanti un’operazione di modernizzazione di un testo classico, destrutturandolo ma senza tradirlo, utilizzando i linguaggi scenici più congeniali ad un pubblico giovane.

Tra i finalisti incontrano il gusto dei piccolissimi in sala “Born this Snail”, di Guido Sciarroni e Alessia Sala, “Le fantasmagoriche avventure di mucca e gatto” di Collettivo Prima Parola feat. Consuelo, “Punta & Clicca – Storia di un’amicizia a pixel”: si tratta di proposte frizzanti facilmente fruibili e dal taglio educativo, che soddisferanno le esigenze delle programmazioni per scuole e famiglie.
Ma Scenario non è solamente un premio. Il festival presenta anche un intenso programma di spettacoli, tutti gratuiti, in cui si esibiscono artisti delle edizioni passate. Spicca in particolar modo Emanuela Dall’Aglio, regista semifinalista nel 2002, con la sua ultima produzione: “Ti vedo. La leggenda del Basilisco” con cui ha vinto l’Eolo Awards 2025. Un capolavoro di saggezza artigianale che narra la leggenda di una vecchia strega rugosa e del suo Basilisco.
Scenografie giganti, micro e macro marionette deliziano spettatori di tutte le età, pronti a vivere con stupore la magia del teatro di figura.
Non altrettanto incisivo “Il canto della sirena” di Emma Dante, regista dalla brillante carriera che si dedica anche al genere per l’infanzia. Lo spettacolo ispirato a “La sirenetta” di Andersen non trova la giusta armonia nel susseguirsi di scene poetiche ed evocative ai momenti di ilarità. Non tanto perché i due codici siano dissonanti tra loro, contrasto che in genere funziona nella poetica della regista siciliana, bensì per una questione di ritmo e accuratezza delle scene.
L’inizio e la fine dello spettacolo possiedono un’intensa forza drammatica: i corpi degli attori che rappresentano le sirene ammaliano lo spettatore, così come la Sirenetta che si trasforma in schiuma; ma balletti e azioni grottesche dalle tinte più euforiche dilatano la drammaturgia, rischiando d’appiattirla e senza riuscire a coinvolgere in egual misura.
Gli eventi diurni e pre-serali incontrano una buona partecipazione di pubblico infantile, mentre gli spettacoli serali vedono perlopiù la presenza di un pubblico adulto. Ed è un peccato, dato che la mission di Scenario è proprio la scommessa sulla creatività giovanile e la sua relazione con le nuove generazioni.
In attesa di vedere gli esiti finali dei vincitori dell’edizione 2026, concordiamo con quanto espresso da Baladam B-Side durante la serata di premiazione: creare opere d’arte è una cura possibile contro i problemi del nostro sistema sociale, lasciati in eredità alle nuove generazioni. E Premio Scenario Infanzia e Adolescenza è all’altezza di questa missione.
