Dal fratello Fulvio alla compagnia Krypton, dagli amici ai politici, una giornata per ricordare il suo teatro
Un omaggio a Giancarlo Cauteruccio non poteva che essere a Scandicci, dove lo abbiamo potuto incontrare per venticinque anni al Teatro Studio.
E così, domenica 15 febbraio, al Castello dell’Acciaiolo, a poco più di un mese dalla scomparsa, si sono ritrovate decine di persone per “Qui, ancora, portatori di luce”: amici, colleghi, teatranti e amanti del teatro. Per tutto il pomeriggio, molti di loro hanno raccontato al microfono il Giancarlo regista, l’amico, il collega, il maestro e l’uomo. Il fratello Fulvio ha accolto tutti sorridendo perché Giancarlo, per tutta la sua vita, ha creato bellezza, e tutti quelli che, da diverse parti d’Italia, sono arrivati a Scandicci avrebbero dovuto sorridere.
Fra i tanti a unirsi nel racconto il critico d’arte Pietro Gaglianò, il drammaturgo Giuliano Compagno, il poeta e drammaturgo Marco Palladini, l’attrice Patrizia Schiavo, la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, l’assessora della Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, Aldo Frangioni di Scandicci Cultura, l’attore Giuseppe Savio, il professore Edoardo Malagigi, il musicista Gianfranco De Franco, le soprano Maria Elena Romanazzi, Monica Benvenuti e Hitomy, il poeta Lorenzo Bertolani, lo scenografo Nino Cannatà, Massimo Gramigni del Mandela Forum, e poi Massimo Bevilacqua, Flavia Pezzo, Francesca Ceccherini, Laura Bandelloni, i componenti delle compagnie Krypton, Sotterraneo, Gogmagog, Kinkaleri, Giardino Chiuso e Stazione Utopia…
Tanti nomi per tanti ricordi: vecchi spettacoli, momenti di vita insieme, l’impegno per una periferia che Cauteruccio ha contribuito a rendere sempre più metropolitana, molto tempo prima della tramvia.
Per chi scrive Giancarlo è stato “Corpo Sterminato” (titolo del suo progetto per indagare il rapporto tra corpo e tecnologia); è stata la rivelazione, il teatro che tutto poteva raccontare, il teatro di ricerca e quello di luce. I Krypton sono stati inizio e chiusura del cerchio: dall’Eneide che ascoltavo con il walkman sul pullman per andare a scuola, ospitata nel 1984 anche al La MaMa Theatre di New York, a quella riportata in scena per il trentennale.
La proposta di un “Teatro Studio Giancarlo Cauteruccio” potrebbe essere una consacrazione doverosa per la città e per il teatro italiano. Intitolare a Mila Pieralli (sindaca di Scandicci dall’80 al ’90, che si adoperò per l’apertura del Teatro Studio) una strada che porta al teatro sarebbe un gesto simbolico per indicare quello che la politica può e deve fare per il territorio e per l’arte.
