Rimbambimenti: Andrea Cosentino e il vacillar della memoria

Rimbambimenti (photo: Franco Rabino)
Rimbambimenti (photo: Franco Rabino)

Ad AstiTeatro44 il debutto del nuovo spettacolo dell’artista romano, sul palco con il musicista Lorenzo Lemme

Come il protagonista de “I danni del tabacco” di Cechov, Andrea Cosentino inizia con le migliori intenzioni. Vuole tenere una conferenza spiegando, con parole semplici e universali, alcune delle leggi fondamentali della fisica.
Dall’altro lato del palco Lorenzo Lemme esegue la drammaturgia sonora armato di sintetizzatori e strumenti elettronici. A lato della scrivania, dalla quale parla, un grosso baule chiuso.

A differenza del monologo cechoviano qui non c’è l’agguerrita moglie, in quinta, a costringere il protagonista ad incamminarsi nel racconto, ma qualcosa di diverso – migliore o peggiore a seconda dei punti di vista -, vale a dire il vacillare della memoria.
E’ la perdita graduale del ricordo con l’avanzare dell’età a portarci in un universo molto differente dalla conferenza scientifica e decisamente più vicino alla poetica teatrale irriverente e pseudo cabarettistica del drammaturgo laziale.

“Rimbambimenti” non lascia dubbi, porta in scena tutte le incongruenze surreali tipiche di chi ha “la testa impicciata” per citare Celestini, o meglio di chi “ricorda tutto… ma tutto impicciato”. Perché il conferenziere, all’inizio, ha le idee molto chiare e le condivide con il pubblico. La musica propone un semplice ritornello rassicurante mentre il sapiente interroga la platea, prendendosi gioco del non sapere che la contraddistingue. L’attenzione si sposta quindi sul fornire le risposte giuste, sul tracciare la strada con esempi e paragoni. Dal baule spuntano quaderni, oggetti con appunti vari e confusi. Come un clown, Cosentino, in balia di parole apparentemente casuali, si aggrappa a frammenti di nozioni, rimandi, ricordi rapidissimi, e scivola in digressioni comiche raffinate, collegate alla scienza come elemento di partenza per cercare di ricostruire un percorso che non ha più senso.


Anche i suoni si adeguano e diventano complessi e articolati. Perdendo ogni sentiero narrativo, il performer si unisce alla musica suonando la tromba e dando vita a intermezzi e siparietti irriverenti. Resistere alla risata è davvero impresa ardua, mentre il baule fornisce spunti continui di assurdità. D’un tratto il protagonista estrae da esso una grossa marionetta, manipolata in stile bunraku. Il pupazzo, a ben vedere, gli assomiglia molto ma visibilmente invecchiato. Quando se ne rende conto, il professore ne viene colpito.
E’ la presa di coscienza di quel trascorrere del tempo del quale cercava di parlare, senza riuscirci, scadendo in teorie esilaranti.
Spunta poi un pappagallo giocattolo, che ripete ciò che viene detto e col quale Cosentino intreccia un dialogo sonoro con la tromba e i suoni proposti da Lemme.

La conferenza è ormai saltata e l’innesco sta proprio nel delirio di una mente compromessa, un dramma dei nostri tempi sul quale stavolta riusciamo a ridere senza vergogna e, anzi, cogliendone i tanti frammenti poetici che la sapiente costruzione drammaturgica e testuale riesce a restituirci.

Rimbambimenti
di e con Andrea Cosentino
drammaturgia sonora e musica dal vivo Lorenzo Lemme
progetto scenico Paola Villani
realizzazione marionetta A e B
luci Raffaella Vitiello
collaborazione artistica Rita Frongia, Giulio Sonno
produzione Cranpi con il contributo di MiC – Ministero della Cultura con il sostegno di Fortezza Est

Durata: 1h
Applausi del pubblico: 3′ 10”

Visto ad Asti, Teatro Alfieri, il 25 giugno 2022
Prima Nazionale

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