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Ape Regina: Giorgia Cerruti da Joyce alle grandi dive del cinema

Ape regina (ph: Stefano Roggero)

Ape regina (ph: Stefano Roggero)

Piccola Compagnia della Magnolia omaggia Molly Bloom e una femminilità libera nella mente e nello spirito

Il Teatro Perempruner, ricavato all’interno del cortile di uno storico palazzo liberty nel centro di Grugliasco (TO), ospita la Piccola Compagnia della Magnolia con la sua ultima creazione: “Ape Regina. Una giornata per Molly Bloom”.
Lo spettacolo dà corpo e voce al celebre flusso di coscienza che James Joyce sperimentò tra i primi sulla pagina scritta, in particolare nella celebre pagina conclusiva del suo romanzo “Ulysses”.

L’aspetto più interessante della messa in scena è proprio il tentativo, pienamente riuscito, di dare concretezza fisica e scenica ad un’esperienza percepita perlopiù come puramente mentale o letteraria.

Il monologo di Molly Bloom, personaggio femminile che sembra definirsi solo nel ricordo del passato, diventa materia drammaturgica complessa e contribuisce, insieme ad altri ritratti femminili mutuati dal cinema hollywoodiano degli anni Trenta e Cinquanta (Gloria Swanson, Bette Davis, Greta Garbo), a dare forma alla protagonista.
L’inquietudine di Molly si sovrappone quindi a quella di Norma Desmond, ex diva del cinema muto di “Viale del tramonto”, e alla ex bambina prodigio di “Che fine ha fatto Baby Jane?” che, perduta ogni bellezza e dote canora, si abbandona all’alcol.
Anche la Molly di Joyce ha avuto un passato da cantante d’opera e, come queste icone fragili, affronta lo scorrere del tempo rievocando il giorno in cui, sul promontorio di Howth, scambiò il primo lungo bacio con il marito Leopold.

Ciò che fonde queste identità in un’unica, complessa figura femminile è un insieme di sentimenti contrastanti, a partire dal faticoso rapporto con il tempo che passa, che le priva dei segni esteriori della giovinezza, ma non dei desideri ancora vivi del corpo e del bisogno di essere riconosciute, amate e toccate.
Al tema del ricordo si aggiunge quello dell’attesa – di un ritorno sulle scene, di un amante o di un marito – e il dramma che deriva dall’aver vissuto l’esperienza dell’abbandono.
Altre figure femminili, tratte questa volta dalla mitologia (Penelope, Euridice, Salomè), si intrufolano di volta in volta in questa Molly, ora fragili, ora vendicative, sempre vittime di un infausto destino.
Chiusa in una stanza, Molly è circondata da oggetti scenici essenziali (una bambola che indossa il suo stesso abito, una seggiolina, la statua di un cane, i fogli di una sceneggiatura, una radio e una lampada) che le rievocano il passato.

Giorgia Cerruti (ph: Stefano Roggero)

La Molly di Giorgia Cerruti – interprete, autrice e coregista dello spettacolo insieme a Davide Giglio – si muove nervosamente, danza, ruota, cade, si accascia, rotola tra improvvise isterie e regressioni infantili. Il suo modo grottesco di atteggiarsi e di parlare appare sempre artefatto, innaturale, eppure credibilissimo. Molly è sola, ma costantemente alla ricerca di un dialogo con interlocutori perlopiù frutto della sua stessa immaginazione: il bistrattato maggiordomo Albert, la bambola che lei chiama Baby Molly, l’amato cane-statua Argo, o il regista da cui spera di ottenere la parte. Nel rivolgersi a loro appare tristemente ridicola e sgraziata, nell’affannosa e talora imbarazzante ricerca di affermazione della propria sensualità. Sempre sopra le righe, alterna espressioni enfatiche e artificiose alla sguaiatezza e al turpiloquio.

Il testo, intriso di rimandi e citazioni, non sempre scorre in maniera lineare; a volte si ha l’impressione di tornare indietro o di essersi persi dei pezzi, ma questa è probabilmente una scelta voluta e coerente con le caratteristiche di un flusso di coscienza.
L’allestimento scenico, essenziale e funzionale, appare elegante e raffinato, così come la regia delle luci.
L’interpretazione di Giorgia Cerruti si distingue per il grande talento espressivo e la notevole presenza scenica, valorizzata dal magnifico abito verde realizzato da Daniela Rostirolla.
In scena domani, 14 novembre, a Vercelli e il 15 a Rivara (TO).

APE REGINA. Una giornata per Molly Bloom
di Piccola Compagnia della Magnolia
Scrittura di Giorgia Cerruti
Regia di Giorgia Cerruti e Davide Giglio
In scena Giorgia Cerruti
L’abito di Molly è realizzato da Daniela Rostirolla
Produzione Cubo Teatro
Un ringraziamento speciale a Lucio Diana e Guglielmo Diana per i preziosi consigli

Durata: 60’
Applausi del pubblico: 2’

Visto a Grugliasco, Teatro Perempruner, il 9 novembre 2025

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