Il musical firmato da Gabriele Paolocà sulle false vittime degli attentati di Parigi del 2015 convince, anche grazie alla prova dell’attrice protagonista
La nostra idea di musical è associata sovente a tematiche ben diverse rispetto a quella di cui si parla ne “La diva del Bataclan”, spettacolo a cui assistiamo al Cantiere D!alma a La Spezia.
Qui siamo di fronte a un fenomeno strano e perverso, che aggiunge tragedia – umana – a tragedia, miseria a lutto, ma che poi non è per niente lontano dal nostro quotidiano che pullula di social a più non posso.
Sono passati dieci anni dal 13 novembre 2015, e la tragedia di quella sera al Bataclan di Parigi, quella strage di giovani che assistevano spensierati al concerto degli Eagles of Death Metal, sembra un evento lontano, perché nel frattempo il mondo ha avuto un’accelerazione improvvisa, inarrestabile e tremenda verso un baratro di violenza e guerre che hanno messo su scaffali alti e polverosi della biblioteca i ricordi di tutti quei ragazzi uccisi a colpi di kalashnikov ed esplosivi.
Dopo gli attentati di Parigi, grazie proprio ai social media, “i sopravvissuti, ma anche i parenti e i conoscenti di morti e feriti, sono stati investiti da un’attenzione e da una solidarietà senza precedenti – racconta Gabriele Paolocà, che firma regia, drammaturgia e liriche dello spettacolo – Un gruppo di disgraziati è divenuto, tutt’a un tratto, un’élite mediatica e di conseguenza, per assurdo, un’inaspettata fonte di invidia”, che ha portato alcuni giovani francesi, proprio come la protagonista di questo lavoro, la giovane Audrey, a provare a spacciarsi per vittima di quegli attentati, complice il gran clamore mediatico e la possibilità di vantaggi economici e case popolari.
Molti hanno voluto assaggiare a qualunque prezzo una fetta di quella torta, ricorrendo a terribili bugie e incredibili menzogne, senza alcun ritegno, pur di partecipare al banchetto, con il risultato di essere poi condannati in tribunale una volta scoperti.
Per raccontare questa storia tremenda, e forse non conosciutissima, nella sua semplicità quanto mai attuale, Paolocà sceglie il musical drama (evidenti i riferimenti, tra gli altri, a “Dancer in the Dark” e “Chicago”), un genere che sulla carta sembra essere lontano anni luce dalle vicende in questione, ma si dimostra invece quanto mai efficace nel creare un cortocircuito incandescente tra materia e linguaggio.
Oltre a un’idea estremamente interessante, il regista romano ha dalla sua un talento che emerge nitido nella scrittura dei testi, che attraversano una pluralità di generi musicali non da poco. E lo fa assai bene.
Tutto il pesante fardello di dare credibilità al personaggio, di farcelo sentire vicino, è invece sulle spalle di Claudia Marsicano. E ci vuole talento per navigare in un mare così aperto per narrare – attraversando recitazione, canto e danza – la vicenda “di un’emarginata della società che, per il raggiungimento dei propri obiettivi, tenta un atto deplorevole e disperato”.
Eppure a Marsicano riesce.
E’ lei la giovane ragazza francese, Audrey, che vive in una banlieue con una madre assente, che russa sul divano sotto l’effetto delle benzodiazepine. Tutto intorno si dipana una realtà deprimente, sciatta, violenta e squallida, tra zii pedofili, spacciatori e varie miserie umane.
Chi, al posto suo, non vorrebbe evadere?
Lei finisce per farlo online. E qui inventa fidanzati, vite perfette in posti perfetti, impieghi straordinari: sogni a costo zero senza neppur uscire dalla sua squallida cameretta. Finché non si presenta l’occasione e la posta in gioco si alza.
Claudia Marsicano ha talento da vendere, non si risparmia e tiene in piedi questa pseudo-diva, rock e disperata, nel perimetro di una performance impegnativa che supera abbondantemente l’ora.
La scenografia è viva e ricca di piccoli colpi di scena, forse talvolta un po’ prevedibili, ma funziona, così come la scelta di inserire stralci di alcuni video che, come un pugno, ci riportano a una realtà che, seduti noi in scena su comode poltroncine, sembra lontana e di pura inventiva.
Non è cosa da poco portare sul palco una tematica di questo genere attraverso il musical. Ma l’effetto distonico e straniante che ne scaturisce non annoia e, anzi, coinvolge.
Lo spettacolo cresce alla distanza, e drammaturgia e liriche meritano un sincero plauso. La difficile sfida è vinta.
LA DIVA DEL BATACLAN
Un musical ispirato alle false vittime degli attentati di Parigi
regia, drammaturgia e liriche Gabriele Paolocà
con Claudia Marsicano
e con Gabriele Correddu
musiche originali Fabio Antonelli
scene Rosita Vallefuoco
luci Martìn Emanuel Palma
drammaturgia fisica Carlo Massari
video Luca Brinchi e Gabriele Paolocà
progetto audio Niccolò Menegazzo
costumi Anna Coluccia
aiuto regia Marco Fasciana
produzione Cranpi, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Romaeuropa Festival, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio, con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro e Teatro Biblioteca Quarticciolo
durata 1h 15’
applausi del pubblico: 3’ 30’’
Visto a La Spezia, Il D!alma Cantiere Creativo Urbano, il 22 febbraio 2026
