Comicità surreale e amara riflessione per un’opera che sfida le convenzioni con un po’ di caos
“Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro” è il nuovo, provocatorio spettacolo di Emanuele Aldrovandi.
La trama ruota attorno a Marta, una madre decisa a dare un futuro migliore alla figlia, che si inventa una finta amicizia tra le loro bambine per convincere Chiara, una famosa attrice, a promuovere i quadri realizzati dalla piccola. La scusa per portare Chiara nella vita di Marta è il compleanno della figlia, Emma, dove la madre riesce a far partecipare l’attrice, grazie all’inganno.
Questa premessa narrativa offre uno spunto interessante per raccontare una società sempre più centrata sull’apparenza e su un insaziabile desiderio di rivalsa che finisce per annullare qualsiasi senso di dignità e rispetto delle convenzioni sociali. Sebbene l’inizio dello spettacolo sembri ancorato alla realtà, man mano che la storia si sviluppa, si fa strada una dimensione surreale e onirica, con scelte registiche e stilistiche che a volte sembrano casuali, come i movimenti coreografici finali o la decisione di mantenere gli attori immobili quando non attivi. I personaggi, col progredire della narrazione, sembrano perdere la loro funzione narrativa, trasformandosi in meri strumenti espressivi senza tridimensionalità, dando spazio a una voce autoriale che talvolta si dilunga in riflessioni sull’arte e sul gesto artistico in modo talvolta eccessivamente pedante.
Nonostante queste scelte stilistiche discutibili, la verve comica di Tomas Leardini, che interpreta Carlo, il cognato di Marta, riesce a dare al pubblico momenti di ilarità e leggerezza. Il suo personaggio, un giocatore professionista di scacchi, è trattato in modo deliziosamente caricaturale, ma con grande attenzione, riuscendo a mantenere il ritmo dello spettacolo. Le altre interpretazioni del cast, tra cui quelle di Serena De Siena (Marta), Silvia Valsesia (Chiara) e Giusto Cucchiarini, contribuiscono alla costruzione di uno spettacolo che, seppur ambiguo, è reso interessante proprio dalle interpretazioni generose e dalla scrittura di Aldrovandi.
La scenografia di Francesco Fassone, modulabile e in grado di evocare un alveare con griglie macchiate di vernice, si inserisce perfettamente nell’approccio registico onirico e non realista dello spettacolo. I costumi di Costanza Maramotti sono accuratamente progettati per riflettere i caratteri dei personaggi in modo credibile, in particolare per Carlo e Chiara, i cui tratti caricaturali sono evidenti anche nell’abbigliamento. Nel finale, l’inserimento di una maschera di cavallo, realizzata da Micol Russo e Cristina Ugo, rompe definitivamente la parvenza di veridicità, accentuando l’aspetto surreale e pop della messa in scena.
Il contrasto tra la scrittura concreta e talvolta realistica e una regia che sfida la credibilità porta a una dicotomia scenica difficile da decifrare, ma senz’altro ironica. Questo slittamento tra le diverse dimensioni di realtà sembra voler lasciare allo spettatore la libertà di decidere cosa seguire e come fruire dello spettacolo. Il finale, purtroppo, appare eccessivamente lapidario e giudicante, quasi a voler impartire una lezione finale. Nonostante ciò, lo spettacolo rimane godibile, grazie appunto alla qualità della scrittura di Aldrovandi e alle generose interpretazioni degli attori.
Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro
Testo e regia: Emanuele Aldrovandi
Con: Giusto Cucchiarini, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia
Aiuto regia: Luca Mammoli
Scene: Francesco Fassone
Costumi: Costanza Maramotti
Luci: Antonio Merola
Ambiente sonoro: Riccardo Tesorini
Movimenti: Olimpia Fortuni
Trucco: Giorgia Blancato
Realizzazione maschera: Micol Russo e Cristina Ugo
Collaborazione realizzazione scena: Jessica Koba
Collaborazione realizzazione costumi: Nuvia Valestri
Grafiche: Anna Resmini
Produzione: Associazione Teatrale Autori Vivi, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 1’50”
Visto al Milano, Teatro Fontana, il 31 gennaio 2025
