Dalle Baccanti di Euripide una performance che coinvolge il pubblico, “riattivando” il mito
“Baccanti, fare schifo con gloria” di Giulio Santolini è uno spettacolo frutto di un processo orizzontale, una costruzione pensata e costruita insieme alla drammaturga Lorenza Guerrini e alle performer (Mariangela Diana, Ilaria Quaglia, Veronica Solari). Un lavoro di ricerca che parte dalle Baccanti di Euripide per affondare piuttosto nella ricerca di senso del rito, della trance esploratrice e della riscoperta delle energie sopite. Una performance energica che, del mito e della tragedia originale, mantiene solo la suggestione, il pretesto, nonostante qualche intermezzo in greco antico, passando per una narrazione episodica che in qualche modo collima con la tragedia originale.
In un prologo disvelatore, le performer si presentano al pubblico attraverso la voce di Mariangela Diana, mentre le altre due performer, Quaglia e Solari, cavalcano letteralmente la platea, denudandosi e sigillando un accordo di fiducia con gli spettatori, coinvolti senza alternative in un rito collettivo che presuppone un atto di consapevolezza.
Da quel momento le tre furie nude mettono in scena il non detto della tragedia di Euripide: la vita stessa delle Baccanti, il non visto.
Parlando con un grammelot proveniente dall’italiano al contrario e cenni di greco, le performer esplorano il lato giocoso, quello amorevole, ma anche il lato impulsivo delle Baccanti attraverso azioni e momenti corali. Come trascinate da un’estasi, si muovono con un profluvio energetico, necessario a trasporre l’ebbrezza dionisiaca.
La costruzione scenico-coreografica è costellata di immagini non consequenziali, quadri interrotti dalla “voce di Dio”, parole tratte dalla tragedia originale dette nell’oscurità.
La scena vuota dell’inizio viene invasa da immondizia, plastica e detriti, trascinati dalle stesse performer.
Apparentemente per puro spirito d’intrattenimento, uno spettatore viene invitato sul palco, gentilmente accompagnato al centro della scena, e poi altrettanto gentilmente invitato ad uscirne. Una performer allatta al seno una bambola di plastica, per poi accanirsi violentemente contro di lei: un susseguirsi di situazioni ed immagini, volutamente iconiche e tautologiche. Sino a quando una voce avverte che nel pubblico è presente “colui che le deride”. Le performer scendono nuovamente nella platea e coinvolgono il regista, che sale sul palco nelle vesti di regista, di Penteo e di Euripide stesso. Rappresenta l’ordine che le Baccanti sono tenute a sovvertire, l’idea anarchica alla base della creazione. Le Baccanti ritrovano quindi la loro furia: da folletti divertenti tornano alla loro identità di furie violente, massacrando Penteo e divorandone la carne. Compiono il sacrificio che sono tenute a compiere e si rivestono. Ripartirà la danza?
Un cenno speciale in questa performance energica lo merita l’attento lavoro del sound designer Simone Arganini, che integra nel tessuto sonoro alcuni elementi, suoni come tuoni o rumori forti, che contestualizzano il rito all’interno della tragedia di Euripide. Il suono in questo caso si fa drammaturgia, grazie anche all’attenta consulenza di Lorenza Guerrini, che costella la performance di citazioni della tragedia originale e di versi evocativi.
Le tre performer, coraggiose, energiche, generose, sono creatrici di questa lingua che il pubblico accetta, riconosce e comprende, pur senza conoscerne la grammatica. Il loro sguardo magnetico nell’attraversare la sala alla ricerca di Penteo è il momento più intenso della performance.
La creazione di Santolini nasce dal desiderio di integrare l’oscurità, il dionisiaco nella dimensione reale. E probabilmente, viste anche le scelte musicali e le luci colorate, disegnate dai light designer Lucia Ferrero e Marco Santambrogio, dalla volontà di ritrovare nelle Baccanti qualcosa della cultura techno e dei rave. “Baccanti, fare schifo con gloria”, con la sua costruzione orizzontale, corale, volutamente destrutturata, ricrea un rito più che una narrazione. Come nei rave, anche qui lo spettatore non assiste: partecipa, è coinvolto, invaso, attraversato. La performance non rappresenta il mito ma lo riattiva. Così come nella cultura techno, non c’è più distanza tra performer e pubblico, tra danza e rituale, tra caos e creazione.
Il grammelot, le lingue spezzate, il gesto che sostituisce la parola: tutto richiama la perdita del linguaggio ordinario, il bisogno di un codice altro per parlare all’inconscio. Così come nei linguaggi sonori della techno: ritmo, ripetizione, distorsione, elementi che non spiegano ma agiscono, portando il corpo fuori dalla logica, verso la trance. I pochi accenni coreografici rimarcano questo senso attraverso questi gesti meccanici, sincopati, ripetuti. E pure la scena, che da vuota si riempie di plastica e detriti, sembra in qualche modo raccontare la dimensione post-industriale del rave, quella della festa ai margini, nei luoghi abbandonati.
Baccanti, fare schifo con gloria
Di Giulio Santolini
Performers Mariangela Diana, Ilaria Quaglia, Veronica Solari
Drammaturgia Lorenza Guerrini
Assistenza Coreografica Ilaria Quaglia, Elisabetta Solin
Sound Design Simone Arganini
Light Design Lucia Ferrero, Marco Santambrogio
Tecnica di compagnia Lucia Ferrero
Illustrazioni Irene Saponaro
Progetto sostenuto da CollettivO CineticO nell’ambito del progetto IPERCINETICO, da SIAE e MiC all’interno del progetto “Per Chi Crea” e da Sotterraneo
Ospitato in residenza presso Teatro Comunale di Ferrara, Centrale Fies, Atto Due/Laboratorio 9, Centro di residenza dell’Emilia-Romagna La Corte Ospitale, Elsinore/Teatro Cantiere Florida, Centro di residenza della Campania TAN – Teatro Area NordProgetto finalista del bando DNAppunti Coreografici 2023
durata: 60’
applausi del pubblico: 3’
Visto a Milano, Teatro Fontana, il 23 aprile 2025
