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Historia del Amor: la ricerca “controcorrente” di Agrupación Señor Serrano

Ph: Leafhopper

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Sola sul palco, Anna Pérez Moya ha aperto la 30^ edizione del Festival delle Colline Torinesi, in corso fino all’11 novembre

Due alte cataste di sacchi della spazzatura occupano prepotentemente lo spazio scenico, convogliando immediatamente lo sguardo del pubblico. Qua e là, alcune aste sorreggono piccole videocamere e, sulla sinistra, un tavolo accoglie un videoproiettore.

Agrupación Señor Serrano torna in Italia in occasione della tournée europea presentando, in prima nazionale, “Historia del amor”, spettacolo che inaugura la 30^ edizione del Festival delle Colline Torinesi, diretto da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla. E lo fa con una riflessione potente e stratificata sull’amore: non come certezza, ma come enigma da abitare.
Il collettivo catalano sceglie di indagare il tema dell’amore in rapporto alle convenzioni sociali, storiche e culturali che nel tempo lo hanno definito, ma anche oltre le abitudini e i costumi.

Anna Pérez Moya entra in scena con un andamento disinvolto e determinato, che la accompagnerà per l’intera performance. Si piazza davanti a una telecamera e intraprende un lungo viaggio nelle emozioni legate all’esperienza amorosa, affidandosi esclusivamente alle espressioni facciali, proiettate in tempo reale sul grande schermo che funge da fondale: l’iniziale curiositas, l’attrazione, il gioco seduttivo, la pulsione erotica, la scoperta del piacere, il suo culmine, la sua fine, l’amarezza, la violenza, il pianto, quello vero.
La proiezione esalta, ingigantendoli, ogni movimento di labbra, palpebre, collo, tralasciando il resto del corpo. Eppure le mani dell’attrice, non inquadrate ma mosse nervosamente nel tentativo di cercare e contenere sensazioni e sentimenti, risultano altrettanto eloquenti.

La scena, viscerale e di forte impatto emotivo, è accompagnata da una voce fuori campo che, al contrario, mantiene un tono pacato e distaccato, presentando – come in un documentario – le “cartoline” dell’amore nelle sue varie manifestazioni storiche, artistiche, letterarie e cinematografiche. Amore inteso come innamoramento e passione travolgente, non come costruzione.

L’azione si sviluppa attraverso storie, linguaggi e punti di vista paralleli, che talvolta si intrecciano. Spetta al pubblico scegliere se posare lo sguardo su ciò che viene proiettato o su ciò che viene agito sul palco. Suggestive le sequenze di spezzoni cinematografici che ritraggono i protagonisti di grandi storie d’amore nell’attimo in cui si innamorano, così come i loro baci, che sembrano fondersi l’uno nell’altro, come si trattasse di un’unica storia: la storia dell’amore.
Allo stesso modo, si è catturati dalle azioni di Anna Pérez Moya che, in uno spazio a metà fra laboratorio e discarica, apre i sacchi della spazzatura e, con gli oggetti che trova, crea situazioni astratte e al tempo stesso fortemente sensoriali.

Ph: Leafhopper

Alla voce registrata si aggiunge quella dell’attrice, naturale e poi campionata in diretta, con effetti che, ancora una volta, più che descrivere, restituiscono un sentire. La metamorfosi della voce fa da contrappunto a quella del corpo, travolto dall’esperienza dell’amore, che Anna Pérez Moya padroneggia con straordinaria generosità e abilità espressiva.

La performance ruota anche attorno al mito di El Dorado, misteriosa città di tesori nascosta nella giungla: è una premessa, una sorta di filo conduttore a cui si torna di tanto in tanto, proprio come a una promessa, a un desiderio del desiderio, a cui non si riesce a rinunciare e di cui non si conoscono le cause. El Dorado diventa un luogo indefinito che si nutre degli scarti di storie passate.

Uno spettacolo insolito rispetto al passato, per Àlex Serrano e Pau Palacios, più intimista ma comunque impegnativo sul piano dell’ascolto per lo spettatore, che sfida comunque le convenzioni narrative e percettive, richiedendo una disponibilità a reggere i silenzi e a non comprendere tutto dell’Amore: un invito a lasciarsi attraversare.

Oggi e domani, 14 e 15 ottobre, in scena a Genova; dal 22 al 24 ottobre a Venezia e il 7 novembre a Vicenza.

HISTORIA DEL AMOR
uno spettacolo di Agrupación Señor Serrano
regia e drammaturgia Àlex Serrano, Pau Palacios
dramaturg Clara Serra
interprete Anna Pérez Moya
voce Simone Milsdochter
scenografia Max Glaenzel
musica Roger Costa
design luci Víctor Longás
costumi Joan Ros
movimento Anna Pérez Moya
programmazione video David Muñiz
video Boris Ramírez
produzione Agrupación Señor Serrano, GREC Festival de Barcelona, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival del Colline Torinesi, Teatro Nazionale di Genova, La Piccionaia s.c.s., Grand Theatre Groningen, Departament de cultura de la Generalitat

Durata: 1h 20’
Applausi del pubblico: 2’

Visto a Torino, Teatro Astra, l’8 ottobre 2025

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