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“Lettera di una sconosciuta”. Firmato da Alberto Oliva il secondo capitolo della trilogia su Stefan Zweig

Enrico Ballardini e Chiara Arrigoni

Enrico Ballardini e Chiara Arrigoni

Enrico Ballardini e Chiara Arrigoni protagonisti del debutto alla fACTORy32 di Milano

Secondo capitolo della trilogia dedicata allo scrittore Stefan Zweig, voluta da fACTORy32 e dalla direttrice artistica Valentina Pescetto, “Lettera di una sconosciuta” prosegue il percorso iniziato lo scorso anno con “Paura”, sempre per la regia di Alberto Oliva. Un progetto che intende riportare alla luce la profondità psicologica e narrativa dell’autore austriaco.

L’adattamento teatrale del celebre racconto, curato da Chiara Arrigoni (anche in scena), rimane fedele alla struttura e all’intenzione originaria del testo, scritto e ambientato negli anni ’20 del Novecento.
Al centro della vicenda troviamo una giovane donna che sviluppa un amore ossessivo per il suo vicino di casa, un celebre scrittore donnaiolo. Costretta dalla madre a trasferirsi a Innsbruck, vi farà ritorno diciottenne, incontrando nuovamente lo scrittore che, incapace di riconoscerla, le concede tre notti d’amore prima di abbandonarla.
Rimasta incinta, la protagonista sceglie di crescere il figlio da sola, e decisa a dargli una vita dignitosa frequenta uomini facoltosi pur rifiutando sempre eventuali proposte di matrimonio.
Anni dopo, l’incontro con il suo grande amore, lo scrittore, si ripete con le stesse dinamiche: un’ennesima notte, lo stesso anonimato.
Dopo la morte del bambino per un’epidemia, ormai prossima alla fine la donna decide di scrivere una lunga lettera allo scrittore, che si apre con le parole: “A te, che non mi hai mai conosciuta…”. Un incipit che evidenzia il nucleo tematico dell’opera: l’invisibilità della donna, rimasta per tutta la vita un’ombra marginale nell’universo egocentrico dell’uomo. Un personaggio forse lontano dalla nostra epoca, ma che tocca temi ancora attuali come l’amore tossico e la dipendenza emotiva. Un ideale femminile sottomesso e devoto che, seppure distante dal nostro sentire contemporaneo, conserva una sua forza emotiva.

Alberto Oliva affronta questo melodramma con una regia elementare, affidandosi a una scena tautologica che sottolinea l’incomunicabilità tra i due protagonisti. Separati da un grande velo – su cui vengono proiettate frasi tratte dalla lettera – Chiara Arrigoni ed Enrico Ballardini dialogano per soliloqui, senza mai incontrarsi davvero. Il risultato è una tensione emotiva sospesa che si riflette in una “autarchia dei sentimenti” molto contemporanea. Una narrazione d’altri tempi con interpretazioni tecnicamente precise ma emotivamente trattenute.

Lo spazio scenico, dominato dal tulle che avvolge anche l’attrice come in un bozzolo, rafforza la sensazione di un racconto immobile e doloroso, ma privo di ulteriori chiavi interpretative. Lo spettacolo è caratterizzato da un impianto sobrio, capace di evocare l’universo interiore grazie al testo ben costruito, privo di retorica, che si concentra esclusivamente sulla psiche femminile e sull’idealizzazione amorosa.
Le scene e i costumi di Paola Arcuria sono essenziali, così come le luci, a tratti volutamente melodrammatiche, in sintonia con la storia narrata.

Enrico Ballardini è capace di mantenere vivo un personaggio vuoto, inesistente e non approfondito. Il lavoro rappresenta uno sforzo produttivo per una realtà teatrale come fACTORy32, che ha accolto con commozione e orgoglio il debutto di questo secondo tassello della trilogia, sostenuto da un pubblico partecipe e affezionato.

LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA
da Stefan Zweig
progetto di Valentina Pescetto
con Chiara Arrigoni ed Enrico Ballardini
drammaturgia Chiara Arrigoni
regia Alberto Oliva
scenografia e costumi Paola Arcuria
luci Riccardo Italiano
assistenti alla regia Caterina Lambertini, Giulia Doni e Alice Guaglianone
videomaker e foto di locandina Luxon Vision
si ringrazia per la collaborazione Hellisbook
produzione fACTORy32

durata: 60′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Milano, Factory 32, il 16 maggio 2025

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