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Nasce la Vetrina delle compagnie della Valle d’Aosta: focus su teatro e danza della regione

Curious Industries

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Fare teatro nelle comunità montane: sette i protagonisti di questa prima edizione, sotto lo sguardo di Graziano Melano

Ai tanti turisti italiani e stranieri che abitualmente riempiono le strade di Aosta, si è aggiunto, nel felice fine settimana tra l’ottantesimo anniversario della Liberazione e la Festa dei Lavoratori, un nutrito gruppo di artisti, organizzatori e promotori culturali che operano nell’ambito del teatro, della danza e della performance, contribuendo a rendere l’atmosfera del capoluogo della più piccola regione d’Italia particolarmente vivace e carica di curiosità e aspettative.

Per questa sua prima edizione, la “Vetrina delle compagnie teatrali e di danza della Valle d’Aosta” ha optato per una scelta ragionata e misurata di spettacoli, nello specifico soltanto sette, ma rappresentativi di progetti di rilevante interesse sul piano della sperimentazione, della ricerca, dell’educazione e dello sguardo volto alle nuove generazioni. Progetti che intendono valorizzare l’incontro e lo scambio tra lingue e culture diverse, in particolare quella francese, attraverso solide collaborazioni oltre confine.

I luoghi prescelti per la messa in scena degli spettacoli riflettono in un certo modo l’identità di Aosta, il suo passato, il suo presente, ma anche il suo futuro. C’è lo storico Teatro Giacosa, situato nel cuore della città e dotato di un suo personale fascino, poi il Teatro Splendor, moderno polo culturale e sede dell’attuale Saison Culturelle, e infine Plus, il primo community hub di Aosta, nato nel 2023, provvisto di uno spazio Arena e di uno spazio Dance, destinato ad accogliere progetti innovativi, imprese giovanili e realtà del terzo settore.

Ad organizzare la Vetrina è stata l’amministrazione regionale, avvalendosi dello sguardo e della lunga esperienza di Graziano Melano, attuale membro della Commissione teatrale, e della lungimiranza dell’assessorato ai Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione.
La Vetrina è stata introdotta da una tavola rotonda, durante la quale un gruppo di esperti e operatori si è a lungo confrontato sul senso del fare teatro nelle comunità montane, attraverso la condivisione di esperienze e lo scambio di riflessioni.

Framedivision è la compagnia che ha dato il via alla rassegna degli spettacoli, con un singolare racconto-monologo intitolato “Fedra – la luminosa”, che si è svolto all’interno di una struttura chiusa a forma di cubo e accessibile a soli 24 spettatori per volta, disposti sui tre lati dell’installazione, chiamati a guardare all’interno della camera attraverso piccole finestrelle chiuse da opachi teli di plastica trasparente, e ad ascoltare il suono delle parole tramite vecchie cornette del telefono.
Originale l’allestimento (frutto di un progetto condiviso con Replicante Teatro) che, nel limitare la visibilità e la percezione dei suoni, induce lo spettatore a sforzarsi di catturare suoni e immagini che sembrano continuamente sfuggirgli. Lo stesso testo scorre in maniera apparentemente confusa, per associazione di pensieri più che per conseguenza logica, così come accade quando si sprofonda in un dolore ingovernabile, il dolore di una Fedra che non si riconosce più, che non si piace più o non si è mai piaciuta. Alexine Dayné si muove quasi con circospezione in quello stretto spazio, dando voce alle sue tante voci profonde, accompagnata da alcuni brani degli anni Ottanta, un decennio controverso ed ecclettico sul piano musicale.

Spettacolo intimo e introspettivo, dunque, in netto contrasto con l’esuberante vivacità e interattività di “Quintetto” della compagnia Les 3 Plumes, in scena la sera del 28 aprile nello spazio Arena. Strepitoso Marco Augusto Chenevier, attore-danzatore-performer di origine aostana, che ha proposto lo spettacolo contemporaneamente in due lingue, passando con una sorprendente abilità dall’italiano al francese e viceversa.
Con intelligenza e ironia, “Quintetto” mette in scena il dramma del teatro in tempo di crisi, ma anche – utilizzandolo come premessa drammaturgica – lo sgomento della scienza di fronte agli arbitri del potere. La capacità di far ridere del dramma o di accostare la risata che suscita il fiasco alla grazia della danza richiede grande abilità e un’ottima capacità di ascolto e coinvolgimento del pubblico. Lunghissimi applausi per Chenevier e… per le spettatrici e gli spettatori invitati nel corso dello spettacolo a collaborare alla costruzione scenica, in veste di tecnici del suono, delle luci, danzatori, registi.

La mattina del 29 aprile il Teatro Splendor ha ospitato “Cappuccetto Rosso” di Replicante Teatro, con la partecipazione ancora una volta di Alexine Dayné, qui insieme a Andrea Damarco e Loredana Iannizzi. Ispirandosi alla versione di Perrault, la fiaba viene raccontata tre volte, dal punto di vista della mamma, del lupo e dello stesso Cappuccetto Rosso, per dar voce allo stupore, all’ingenuità ma anche ai timori e alle disillusioni che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Replicante Teatro

Nel pomeriggio, al pubblico degli operatori si è aggiunto quello di una scolaresca, per assistere ad “Aliens” di Curious Industries. Uno spettacolo autobiografico particolarissimo che intreccia la storia di una relazione complicata, quella tra madre e figlia (rispettivamente Alessandra Celesia e Maria Mcilduff), a quella di un senso di sradicamento vissuto personalmente ma che riguarda anche molte persone di ieri (come gli italiani emigrati a Belfast tra le due grandi guerre, chiamati appunto “aliens”) e di oggi (le lunghe file di migranti che aspettano a Calais di imbarcarsi per Dover).
Uno spettacolo che parla – in italiano, francese e inglese – di confini: varcati, superati, cercati, ma anche di dolori e conflitti, come quello tra cattolici e protestanti irlandesi, e infine d’amore. La musica, prodotta dal vivo, è accompagnata da brevi video che documentano un viaggio alla ricerca di storie e di frammenti di memoria.

Annullato lo spettacolo di Nuovababette Teatro per indisposizione dell’attrice, il pubblico si è spostato al Teatro Splendor per l’ultimo spettacolo della giornata: “Come noi” della compagnia di teatro contemporaneo Palinodie, che dal 2025 gestisce a Bard la MAB- Maison des artistes, ed esplora attraverso drammaturgie originali i temi del femminismo, della libertà e della decolonizzazione del pensiero. “Come noi”, testo di Verdiana Vono, affronta l’argomento della violenza domestica. In scena Silvia Pietta, muovendosi in cerchio tra scatoloni e montagne di abiti buttati a terra, interpreta una vittima di violenza. È interessante quando adotta il punto di vista di chi le sta accanto, così come il riferimento alla vittimizzazione secondaria che ne può scaturire.

Palinodie

La vetrina si è conclusa mercoledì 30 aprile al Teatro Giacosa con “Le avventure di Pinocchio”, interpretate da Amandine Delclos, per la regia di Livio Viano, da oltre quarant’anni attivo sul territorio valdostano. Teatro di figura rodatissimo, che conta al suo attivo già circa settecento repliche.

Tra uno spettacolo e l’altro, per le strade di Aosta, si è discusso e ci si è confrontati sulle modalità di lavoro, sui percorsi di ricerca, sullo sguardo delle nuove generazioni, sulle urgenze, sulle difficoltà economiche e organizzative, su possibili soluzioni. Ne è emerso un desiderio di collaborazione e una volontà di scambio e confronto. È in questi momenti che il teatro rivela più che mai la sua natura: una forma d’arte che si basa sull’interazione, permeabile al contesto che l’avvolge, ma che non può prescindere dall’interrogarsi, dal mettersi in discussione e dal desiderio di superare i confini.

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