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Le Origini di “Resistere e creare” 2024. Alla Tosse di Genova un viaggio nella danza contemporanea

Sema di Cie Linga (ph: Gregory Batardon)

Sema di Cie Linga (ph: Gregory Batardon)

Abbiamo intervistato Marina Petrillo, alla direzione artistica, insieme a Claudia Castellucci e Marco Cantalupo della compagnia Linga

Resistere e Creare, rassegna curata dalla Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, rappresenta un momento importante nel viaggio della danza contemporanea.
Con la direzione artistica di Linda Kapetanea, Jozef Fruĉek e Marina Petrillo, la rassegna – che quest’anno ha compiuto dieci anni – si propone come un luogo di incontro tra visioni innovative e tradizioni radicate, unendo spettacoli, laboratori e momenti di confronto diretto con il pubblico. In questa cornice, il corpo travalica la sua dimensione puramente espressiva per diventare il fulcro di una ricerca che abbraccia memoria, trasformazione e creatività.

Un valido esempio di “consolidamento” di questo approccio è stato l’appuntamento “La Danza delle Origini”, voluto da Marina Petrillo. L’incontro, che ha messo in dialogo le esperienze di Compagnia Linga e Claudia Castellucci, ha offerto al pubblico non solo le rispettive performance, ma anche uno spazio di riflessione condivisa sul rapporto tra movimento, ritmo e il legame profondo con le radici della danza. In questa occasione, abbiamo intervistato i tre protagonisti.

Marina Petrillo ci ha raccontato la sua visione della rassegna come opportunità unica per esplorare il corpo come archivio di storie e simboli, capace di connettere passato e futuro attraverso la danza. Emerge come per lei, “Resistere e Creare” sia una celebrazione dell’arte come atto vitale e di resistenza, capace di creare legami e rinnovare il linguaggio performativo.

Marco Cantalupo, della Compagnia Linga, ci ha parlato di “Semâ”, la creazione presentata quest’anno e ispirata alla danza dei dervisci rotanti. Quest’opera esplora il movimento collettivo nello spazio, intrecciando musica dal vivo e coreografie fluide per riflettere sull’armonia e l’interdipendenza tra suono e gesto. Un buon punto di partenza per cercare un modo per parlare di danza, ricerca e residenzialità.

Con Claudia Castellucci, invece, siamo partiti dall’impossibilità di parlare di ciò che si vede in scena da parte di chi ha concepito quel lavoro. Ci siamo sforzati quindi di trovare un senso al nostro incontro. Nella rassegna la compagnia ha presentato “Verso la Specie!”, una creazione che risale alle origini del movimento umano, trovando ispirazione nella natura e nella poesia arcaica greca con uno sguardo rivolto al ritmo come forza universale, esplorando l’essenza corale della danza, dove l’individualità emerge attraverso il movimento collettivo.

Marina Petrillo

Marco Cantalupo

Claudia Castellucci

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