Site icon Krapp’s Last Post

TeatrOltre 2025: a Pesaro la danza contemporanea conquista il pubblico

Fiori assenti (ph: Stefano Bonusi)

Fiori assenti (ph: Stefano Bonusi)

Ospiti della 21^ edizione, YoY Performing Arts, Parini Secondo, Francesco Marilungo e Sharon Fridman 

XXI edizione di TeatrOltre, 21 anni che il festival, curato da AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) in collaborazione con dieci comuni, anima il territorio marchigiano con la sua vocazione multidisciplinare e spiccatamente contemporanea. L’edizione 2025 ha ospitato una intera giornata dedicata alla danza, mettendo in cartellone alcuni spettacoli in qualche maniera rilevanti nell’attuale panorama della danza contemporanea italiana, attraverso una maratona che è iniziata nel pomeriggio per concludersi in tarda nottata con un finale internazionale.

Primo spettacolo alla Sala della Repubblica del teatro Rossini di Pesaro, a metà pomeriggio di un sabato di metà maggio. Ogni volta a Pesaro si rimane piacevolmente stupiti dall’affluenza del pubblico, in fila ordinata nel foyer in attesa di poter entrare, segno di un buon lavoro fatto sul territorio, che ha creato attenzione e aspettativa.
In scena la giovane compagnia YoY Performing Arts, nata nel 2021 con l’aspirazione di fondere e contaminare danza, musica e arte visiva. Per questa coreografia, “Fiori assenti”, la compagnia si è ispirata all’omonimo ciclo di opere degli anni Novanta dello scenografo e artista Albano Morandi, autore anche dell’opera che campeggia nella sala, un parallelepipedo da cui emergono lunghi e sottili steli di fiori stilizzati. Il bianco è il colore che predomina: bianca la scultura, bianchi i costumi dei due danzatori che mettono in scena un duetto in cui la danza è connotata da piccoli dettagli, sincronici o dissonanti, identici o speculari, appoggiata alla musica di Timoteo Carbone, musicista riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo a installazioni e performance realizzate in musei e istituzioni.
Un continuum senza sussulti o sorprese, che ogni tanto tocca la scultura senza mai veramente “agirla”, una contaminazione che non passa per il contatto o l’uso ma per consonanza di significato.

Ci si sposta a Palazzo Gradari attraversando la via principale di Pesaro, affollata dal passeggio pomeridiano, per “Hit Out”, performance coreografica e musicale ideata dal collettivo Parini Secondo in collaborazione con il musicista Bienoise.
Il risultato è un pezzo coreografico in cui l’abilità nel salto della corda diventa una azione performativa. Il martellare delle corde sul pavimento si intreccia con la percussività della musica, così come l’unico segno danzante presente, un cedere sull’anca in un camminare sghembo.
La presenza scenica di cinque interpreti, assolutamente comprese nel loro compito, si sostanzia in corpi duri, sfrontati, sfidanti, che nell’errore si piegano ma non si dichiarano sconfitti, pronti a rientrare nel ritmo e a riprendere l’agone.
Di nuovo quindi uno spettacolo che parla del sottile confine tra sport e arte, tra corpo/macchina e corpo/emozionale e significante, ma anche del piacere di stravolgere i codici, di spostarli da dove ce li si aspetta. “Hit Out” prende una pratica sportiva codificata, quasi infantile nella memoria collettiva, e la trasforma in linguaggio scenico. Il gesto sportivo cambia contesto e di conseguenza cambia significato, invitando lo spettatore a disattivare i propri automatismi e a lasciarsi sorprendere.
Al termine un applauso fragoroso scioglie i visi delle performer in sorrisi aperti, applauso che diventa una sorta di tributo liberatorio alla tensione che scorre nel pubblico nell’attesa temuta dell’errore. Ora che tutto è finito e si può dire: “Brave, ce l’avete fatta!”.

Si torna al Teatro Rossini, questa volta al palco centrale, per la visione di “Stuporosa”, terza opera del coreografo Francesco Marilungo, insignita del premio Ubu nel 2024.
Ispirandosi alle ricerche antropologiche di Ernesto De Martino sul pianto rituale e la lamentazione funebre nel Sud Italia, Marilungo crea un’epifania del dolore attraverso la messa in scena di codici gestuali e vocali legati al lutto.
Cinque figure femminili abitano lo spazio, avvolte in lunghi abiti neri dal taglio vittoriano: potrebbero essere prefiche, sacerdotesse o spettri del cordoglio. I loro corpi si muovono con lentezza, a tratti con violenza trattenuta, in una lingua fisica che sembra provenire da un tempo sospeso. Non c’è un linguaggio verbale comprensibile, ma una partitura sonora di vocalizzi e suoni, sospiri affannosi, fruscii di vesti che rimandano a lamenti, grida, parole smozzicate, un idioma arcaico e indecifrabile, una sorta di pianto collettivo che alle volte trova spazio nelle nenie salentine intonate da Vera Di Lecce, altre volte si appoggia ai rumori dell’elettronica.
Attraverso una narrazione non lineare, onde susseguenti, scarti, vuoti e pieni dello spazio, si passa dalla purificazione al compianto e alla vestizione, in cui sono presenti sia l’iconografia cristiana che la tradizione popolare. Uno spettacolo non fatto di grandi affreschi né di cupa tensione drammatica, che si chiude più su una idea di cura e riconoscimento reciproco.

Go figure (ph: Cyaron Abulafia)

Un respiro, un bicchiere di vino e di nuovo sulle poltrone nel silenzio della sala del Teatro Sperimentale.
Un controluce potente fende un palco inondato di fumo; una sedia a rotelle elettrica fende il fumo girando in tondo. Inizia così “Go Figure” di Sharon Fridman, un lavoro intenso che non si limita a includere corpi non conformi nella danza contemporanea, ma che li pone al centro della scena, come motori di significato e di poetica.
Lo spettacolo è una dichiarazione d’intenti: qui la danza non è solo forma estetica, ma territorio politico ed emotivo, un luogo in cui il contatto tra le differenze genera visione, senso, possibilità.
In scena due danzatori: Shmuel Dvir Cohen, performer con distonia e sedia a rotelle elettrica, e Tomer Navot, danzatore professionista. Tra i due si sviluppa un dialogo fisico fatto di tensione, ascolto, sostegno e fragilità. La pratica INA (Contact-based Improvisation for Non-abled and Abled bodies) che Sharon Fridman ha sviluppato a partire dalla sindrome di Arnold Chiari che ha colpito sua madre, diventa qui la spina dorsale drammaturgica dell’intero pezzo.
Il movimento non è spettacolarizzato, ma necessario. Non c’è virtuosismo, ma verità. Ogni gesto nasce da una relazione reale tra i corpi, fra le possibilità e i limiti di ciascuno dei due performer, possibilità e limiti che non vengono negati né superati, ma abitati nei tremolii, nella fatica, nella ricerca di un equilibrio possibile.
Il risultato è una danza radicalmente umana, in cui la disabilità non è il tema, ma il punto di partenza per un’indagine più ampia sulla relazione, sull’affidarsi all’altro, sull’accogliere la vulnerabilità come forza. Dalla carrozzina si passa alle stampelle, dalle stampelle ai soli corpi per arrivare a camminare insieme, fino ad uscire di scena sulla carrozzina, Tomar, il danzatore professionista alla guida, Shmuel, il performer con distonia, in piedi, come portato in trionfo. Nessun elemento scenico: solo luci perfette e la musica di Noam Helfer che accompagna e sostiene.
“Go Figure” è un lavoro che emoziona ed interroga. Non cerca l’empatia facile né la commozione a buon mercato. Piuttosto, ci invita a rivedere il nostro sguardo, a ripensare cosa possa essere la danza, chi la può fare, quali corpi possono raccontarla, e ci costringe, con delicatezza e rigore, a riconsiderare i nostri paradigmi estetici e sociali.
La serata finisce così, tra chiacchiere semplici eppure importanti con questi tre artisti, che restituiscono un senso all’essere prima di tutto persone.

FIORI ASSENTI
ispirato al ciclo di opere Fiori assenti di Albano Morandi
ideazione YoY Performing Arts
coreografia e interpretazione Emma Zani e Roberto Doveri
musiche Timoteo Carbone
elemento scenico Albano Morandi
costumi HACHE Official
in collaborazione con Meccaniche della Meraviglia
con il sostegno di PARC Performing Arts Research Center/Fondazione Fabbrica Europa
Stazione Utopia e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Circuito CLAPS
Creazione vincitrice di Danza Urbana XL 2023

durata: 18’
applausi del pubblico: 1’

 

 

HIT OUT
di Parini Secondo x Bienoise
con Sissj Bassani, Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli
coreografia Parini Secondo
musica e partitura Alberto Ricca/Bienoise
voci Sissj Bassani
costumi e intrecci Giulia Pastorelli
corde MarcRope Milano
produzione Parini Secondo, Nexus Factory
co-produzione Santarcangelo Festival, Bolzano Danza
con il sostegno di MiC e SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea 2023/2024
con il supporto di Boarding Pass Plus, ROM Residencies on the move, Nuovo Grand Tour 2024
BIT Teatergarasjen, NID platform, Italian Institute of Culture Oslo
Italian Institute of Culture Paris, Italian office for economics trade and culture in Taipei
Cantieri/ Network Anticorpi XL, Magdalena Oettl, AMAT
e l’ospitalità di Le Carreau du Temple, Taarnby Park Studios, Theatre Aire Libre
La Briqueterie, Preform/Samvirket, ShineHouse Theatre, Teatro Petrella
CSC Opera Estate, Armunia
con il contributo di MiC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna

durata: 19’
applausi del pubblico: 2’

 

 

STUPOROSA
regia e coreografia Francesco Marilungo
con Martina Di Prato, Barbara Novati, Roberta Racis, Francesca Linnea Ugolini, Vera Di Lecce
musica e vocal coaching Vera Di Lecce
spazio e luci Gianni Staropoli
costumi Lessico Familiare
foto e video Luca del Pia
produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
co-produzione Fabbrica Europa
con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia
con il supporto di Short Theatre Festival, Fuori Programma Festival
Teatro Akropolis & Dracma Teatro – Progetto CURA, Did Studio, Base Milano, Qenhun
Premio Ubu 2024 “Migliore spettacolo di danza”

durata: 1h 5’
applausi del pubblico: 3’

 

 

GO FIGURE
coreografia e direzione artistica Sharon Fridman
assistente alla direzione Tamar Mayzlish
interpreti Shmuel Dvir Cohen e Tomer Navot
musica Noam Helfer
luci Yaron Abulafia
costumi Miki Avni
co-produzione Compañía Sharon Fridman – Festival Oriente Occidente e Mash Dance House Jerusalem
con il supporto di Comunidad de Madrid, INAEM, Ayuntamiento de Pinto, the Israel Lottery Council For Culture & Art e Israel Ministry Of Culture and Sport
Go Figure è stato sviluppato dal progetto Shape on us, creato da Sharon Fridman per Vertigo Power of balance

durata: 38’ 24”
applausi del pubblico: 3’ 54”

Visti a Pesaro in occasione di Pesaro Focus Danza Festival all’interno del festival TeatrOltre il 17 maggio 2025 

Exit mobile version