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This resting, patience. Ewa Dziarnowska ridisegna il tempo

Ph: Spyros Rennt

Ph: Spyros Rennt

In occasione della Giornata internazionale della Danza di oggi, 29 aprile, vi raccontiamo la performance ospitata dal festival milanese Fog

“This resting, patience” di Ewa Dziarnowska è una performance di danza che non vuole essere vista, ma attraversata.
In sala, insieme alla stessa danzatrice e coreografa polacca di base a Berlino, c’è Leah Marojević: più che a uno spettacolo, sembra di assistere a una sessione di prove, a un momento creativo tout court.
Tra i disegni coreografici precostituiti e le “gabbie” musicali – che agiscono come ossessioni ripetitive – i corpi sembrano liberarsi nell’atto creativo, nell’improvvisazione o nella commistione tra sguardo e azione.

Il pubblico non rimane sguardo passivo, ma è invitato a disarcionarsi dal suo ipotetico ruolo di spettatore: deve spostarsi, cambiare posizione per fruire di una visione non obbligata e non costantemente necessaria.
Nell’arco delle tre ore si può star fermi, uscire, rientrare. Talvolta il pubblico viene usato come supporto dalle performer: una mano a sorreggerle, un appoggio, uno sfioramento necessario a creare l’intimità, a ricercare quella comunione tra i presenti.
I corpi non sono esibiti né oggettizzati, coadiuvati da costumi essenziali e coerenti curati da Nico Navarro Rueda e Franziska Acksel, con una larga predominanza del blu e di tessuti quotidiani, aderenti o trasparenti, che evidenziano le tensioni muscolari anche nei micro-movimenti.

Ph: Spyros Rennt

Coerentemente con la sua ricerca, lo spettacolo analizza la funzione del tempo dilatandola e rendendola “erotica”, intesa come momento di pura condivisione. Il tempo dilatato annulla uno sguardo di tipo oggettivizzante: il corpo smette di essere “nudo” e diventa respiro, temperatura, coesistenza. Lo spettatore diventa così un ulteriore demiurgo, scegliendo quale porzione di movimento vedere. Pazientare, dunque. E la pazienza, la lentezza, il momento condiviso diventano così un messaggio politico, un’alternativa alla produzione ossessiva e al risultato a tutti i costi.

Le luci di Jacqueline Sobiszewski (curate per la Triennale da Theresa Baumgartner), seppure minimali, sono drammaturgicamente essenziali. Dall’apertura a luce piena ai coni finali sulle due performer – simili a marionette incastrate in quella che diventa palesemente una critica all’esibizione forzata – la coreografia si ripete in maniera ossessiva per trenta minuti sulla stessa base musicale. Il suono di Krzysztof Bagiński è un elemento immersivo, un flusso unico che si autoalimenta annientandosi nelle ripetizioni.

“This resting, patience” è una performance (ospitata anche al Festival di Santarcangelo 2025, dove l’artista tornerà anche quest’anno con una nuova performance commissionata proprio dal festival) all’apparenza non facile, ma grazie all’immensa presenza scenica di Dziarnowska e Marojević diventa un sorprendente momento creativo condiviso. Il tocco delle performer sugli spettatori è un gesto di cura, un invito gentile che crea un legame empatico immediatamente saldo.

This resting, patience
Di: Ewa Dziarnowska
Con: Leah Marojević
Suono: Krzysztof Bagiński
Luci: Jacqueline Sobiszewski
Adattamento luci per Triennale Milano: Theresa Baumgartner
Costumi / styling: Nico Navarro Rueda, Franziska Acksel
Supporto drammaturgico: Jette Büchsenschütz
Dialogo artistico: Suvi Kemppainen
Fotografie: Spyros Rennt
Documentazione video: Margarita Maximova
Ringraziamenti: Maciej Sado
Prima: 13.01.2024, Tanztage Festival, Sophiensaele, Berlino
Produzione: Ewa Dziarnowska in coproduzione con Sophiensæle
Il 33° Tanztage Berlin è una produzione di Sophiensæle, finanziata dal Senate Department for Culture and Social Cohesion e dal Capital Cultural Fund (HKF), con il gentile supporto di Tanzfabrik Berlin e. V. e Theaterhaus Berlin Mitte

Durata: 3 ore
Applausi del pubblico: 2’ 30”

Visto a Milano, Base, il 14 aprile 2026

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