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Tipi umani seduti al chiuso. Nell’umanità fragile di Lucia Calamaro

Tipi umani seduti al chiuso

Tipi umani seduti al chiuso

Riccardo Goretti, Lorenzo Maragoni, Cristiano Moioli, Cristiano Parolin, Filippo Quezel, Susanna Re e Simona Senzacqua sono i sette ‘tipi umani’ che vivono una biblioteca

“L’uomo è condannato a essere libero – scriveva Sartre – Perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa”.
Ed è proprio questa la condanna che aleggia nella divertente e amarissima commedia di Lucia Calamaro: la claustrofobia della libertà individuale, o l’incapacità ad accettarla.

I personaggi, appena abbozzati ma perfettamente riconoscibili, sono tipi umani più che individui compiuti, pretesti narrativi per esplorare relazioni che non si compiono ed incontri che non arrivano mai a destinazione. Una riflessione sul vuoto delle connessioni, sulla fatica del vivere, sull’amore che non decolla e sul rapporto padre-figlio che si sgretola.
In una biblioteca sospesa nel tempo, tra lirismo poetico e rabbia animale, sei personaggi si muovono alla deriva, inconsapevoli o indifferenti alle conseguenze delle proprie azioni, persi tra biografie appena accennate e la percezione di un’esistenza senza scopo.

Lucia Calamaro orchestra il tutto con leggerezza ma allo stesso tempo in modo spietato, costruendo una commedia di una delicatezza drammaturgica rara, in cui l’ironia è sì evasione, ma anche uno strumento di scavo.

La storia prende il via da Simona (Simona Senzacqua), scrittrice che trova ispirazione solo nel silenzio della biblioteca. Qui annuncia che scriverà di tre bibliotecari, trascinandoci così in una narrazione dai contorni sfumati, al confine tra realtà e immaginazione. Riccardo (Riccardo Goretti), Cristiano (Cristiano Moioli) e Lorenzo (Lorenzo Maragoni) sono figure inerti, senza una missione, immobili dentro una biblioteca “orizzontale”, priva di sviluppo narrativo. Emergono in dialoghi serrati e densi d’ironia, da cui affiora un’umanità fragile: Riccardo, lasciato dalla moglie, è in difficoltà con un figlio furioso con la vita; Lorenzo è innamorato senza speranza della bibliotecaria Susanna (Susanna Re). Le loro storie si intrecciano senza una direzione precisa, in quella che sembra una giornata qualsiasi in un luogo qualsiasi.

L’esistenza di questi personaggi si muove per epifanie leggere, deviazioni comiche, incursioni poetiche. Spicca fra tutte la presenza spiazzante di Filippo (Filippo Queziel), artista/critico/curatore, personaggio irresistibile nella sua stravaganza, che porta con sé la vanità dell’arte contemporanea come specchio della vacuità esistenziale.

Lo spettacolo, che porta il titolo significativo “Tipi umani seduti al chiuso”, poggia su una drammaturgia solida, accompagnata da una regia precisa, attenta ai tempi e alle emozioni. Calamaro mette il testo al centro, ma ne valorizza ogni sfumatura con intelligenza.

La scena, firmata da Alberto Nonnato, riproduce una biblioteca essenziale nella sala A2A del Teatro Franco Parenti di Milano: pochi tavoli, sedie, scaffali di libri, un leggio e un pianoforte.
Le luci calde e morbide di Nicolò Pozzerle creano un’atmosfera accogliente e malinconica. Gli attori sono vicinissimi al pubblico, con cui interagiscono con naturalezza, generando un clima partecipato, con alcuni intermezzi quasi da avanspettacolo.

Forse l’unico elemento ridondante è l’irruzione del figlio (Cristiano Parolin), che compare due volte in scena con esplosioni di rabbia. Se da un lato incarna una ferita vera e contemporanea – la fragilità dei legami familiari – dall’altro risulta un po’ troppo insistito e poco approfondito. Ma, in fondo, siamo in un acquario esistenziale. Tipi umani alla deriva, alla ricerca di senso: magari proprio nel gesto artistico, nell’opera d’arte contemporanea, ridicola e compiuta al tempo stesso.
Attori ed attrici in scena si muovono con perfetta misura in questo gioco delle parti, mantenendo i personaggi in bilico tra caricatura e verità, rendendoli tanto divertenti quanto toccanti.
Alla fine dello spettacolo il pubblico, divertito e un po’provato, riceve caramelle e patatine. Perché il teatro, come la vita, resta anche questo: un frammento di intrattenimento.

Tipi umani seduti al chiuso – Partitura sentimentale per biblioteche
testo e regia Lucia Calamaro
con Riccardo Goretti, Lorenzo Maragoni, Cristiano Moioli, Cristiano Parolin, Filippo Quezel, Susanna Re, Simona Senzacqua
aiuto regia Norman Quaglierini
assistente alla drammaturgia Sonia Soro
scene Alberto Nonnato
costumi Lauretta Salvagnin
luci Nicolò Pozzerle
musiche Susanna Re
produzione TSV – Teatro Nazionale
in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova

durata 1h 40′
applausi del pubblico:  2’ 30”

Visto a Milano, Teatro Franco Parenti, il 9 maggio 2025

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