
Luogo più affascinante che lugubre, antro di cui varcare la soglia per rincorrere la narrazione di Felicita: è lei, con il suo parlare che mischia dialetto, neologismi e recuperi arcaici, ad avvicinarci agli episodi salienti di una vita dalla religiosità tragica, fatta di dubbi, bestemmie, tensioni e pentimenti, proprio come fu quella di Giovanni Testori, autore del romanzo da cui Valter Malosti ha tratto questo studio.
Suor Felicita ha conosciuto il sesso, anche consanguineo, l’amore e la morte. E trova nuovo appagamento in quell’orfana quasi bambina (Silvia Altrui) che con lei decide di condividere le gioie della carne e del sentimento. Senza morale e senza peccato.
Da Laura Marinoni, attrice di indiscussa bravura, ci aspettiamo allora un’emozione che sgorghi viva, lanciata con lo sguardo e con la pelle. Che sappia scuotere e riverberare al nostro interno.
Ma, nonostante le ottime premesse, forse il tutto non riesce abbastanza, pur nella scenografica bellezza del luogo scelto per l’allestimento, e nonostante la bravura di due attrici diverse ma “forti”, supportate da alcune scene dall’estetica particolarmente lirica.
Eppure c’è qualcosa che non riesce ad andare oltre, a superare quella cortina che attende un impeto del cuore. Nonostante una storia forte che ben avrebbe potuto.
Forse, a volte, l’arte – proprio in quanto tale – potrebbe rischiare di più.
Nel finale tutto si dissolve: la redenzione dalle sfumature tenui e dai palloncini colorati arriva a rinfrancare ogni immagine d’immorale dubbio. A lavare le anime e a garantirne il lieto fine.
PASSIO LAETITIAE ET FELICITATIS
dal romanzo omonimo di Giovanni Testori
adattamento teatrale e regia: Valter Malosti
con: Laura Marinoni e Silvia Altrui
direzione tecnica e luci: Francesco Dell’Elba
suono: GUP Alcaro
spazio scenico: Carmelo Giammello
costumi: Federica Genovesi
musiche: Antonio Ambrosino, Don Backy, Leo Ferrè, Philip Glass,
New Composers, John Tavaner, Luigi Tenco, Giuseppe Verdi
durata: 60′
applausi del pubblico: 3′ 30”
Visto a Pecetto (TO), Chiesa dei Battù, il 16 giugno 2008
Festival delle Colline Torinesi
