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Le Variazioni di Annie Ernaux arrivano alla Tosse di Genova

Le tre protagoniste

Le tre protagoniste

Francesca Fava, Arianna Ninchi e Anna Paola Vellaccio firmano drammaturgia e regia di questa produzione Florian Metateatro

E’ la sala Dino Campana del Teatro della Tosse di Genova, più intima e sperimentale, ad accogliere “Variazioni Ernaux – Je me souviens trois hommes”.
In scena tre donne, Francesca Fava, Arianna Ninchi e Anna Paola Vellaccio, che firmano anche la drammaturgia (e Vellaccio la regia), interpretano la stessa protagonista in diversi momenti della sua vita. L’intento è di traslare alcuni testi autobiografici di Annie Ernaux, Nobel per la Letteratura nel 2022, in una dimensione teatrale. Una sorta di palinsesto emotivo dove le tracce si sovrappongono, sfuggono e poi riaffiorano in forme inedite. Ogni interprete dà quindi vita ad un monologo che si interrompe per lasciare spazio a quello dell’altra, creando così un racconto non lineare ma che si costruisce poco a poco, rendendoci poi chiara la storia complessiva.

La scena, essenziale, mostra tre ambienti interni che vengono utilizzati da quasi tutti i personaggi. Sulla destra del pubblico un tavolo con alcune sedie e una lampada, al centro un letto e a sinistra un tavolino con una poltrona. Lo stile è anni 60/70. Anche gli abiti delle attrici sono coerenti con la scena che occupano.

Incontriamo così la protagonista de “La donna gelata”, intenta a svelare il graduale indurimento interiore che, con il passare del tempo, la imprigiona in un ruolo domestico che la spegne lentamente. La celebre autrice francese traccia il percorso di una giovane piena di slancio e autonomia, che viene poco a poco soffocata dal peso invisibile delle aspettative sociali. Il matrimonio e la maternità diventano gabbie di vetro, dentro le quali la protagonista assiste impotente al congelamento della propria identità. E’ il personaggio più dinamico dei tre anche in relazione ai grandi tormenti che vive.

Accanto ad essa, la staticità espressa da “Passione semplice”, un viaggio profondo e implacabile dentro l’assorbimento totale di una relazione. Il monologo ci restituisce la storia di un amore che divora ogni pensiero della donna, risucchiata da una passione viscerale per un uomo sposato. Il mondo si riduce a quei pochi momenti rubati, a un tempo sospeso tra la presenza e l’assenza.
Lui, appena delineato da alcuni indumenti sul letto, resta una figura sfumata sullo sfondo, mentre il desiderio della protagonista diventa una forza incontenibile che domina ogni istante della sua vita. E’ la dipendenza dall’attesa, l’ossessione e il piacere che si intreccia con il tormento, restituendo l’intimità di un amore che non lascia spazio a nient’altro e non riesce ad esprimersi altrove se non a letto.

Il terzo monologo ci restituisce le parole di un testo più recente, “Il ragazzo”: la relazione con un giovane uomo, affrontata non solo come storia d’amore ma come esperimento emotivo e temporale.
Il ragazzo diventa la chiave per riscoprire frammenti della propria gioventù ma anche uno specchio che riflette l’inevitabile trasformazione del corpo e dell’essere donna. La differenza d’età diventa terreno fertile su cui interrogarsi intorno alla propria identità, al desiderio e alla percezione di sé attraverso gli occhi di qualcuno che ti vede con la freschezza della giovinezza. Le parole scavano in profondità nell’ambiguità di questa relazione, che risveglia nella protagonista sia la nostalgia che la consapevolezza del tempo inesorabile, lasciandola sospesa tra passato e il presente.

Seppur volutamente frammentato, il ritmo dello spettacolo risulta talvolta eccessivamente dilatato, portando a diversi momenti di stasi che rallentano la narrazione. Alcune pause in particolare si prolungano troppo, appesantendo l’esperienza complessiva. A tratti, lo spettacolo si ripete su certi temi, senza riuscire ad aggiungere nuove prospettive o sviluppi.
Sebbene l’intento sia quello di riflettere il particolare stile dei testi della Ernaux, la performance a volte risulta emotivamente trattenuta, creando una barriera fra attrici e pubblico.

In replica il 7 novembre al Florian Espace di Pescara, nell’ambito del FLA, Festival di Libri e Altre cose.

Variazioni Ernaux – Je me souviens trois hommes
dall’opera letteraria di Annie Ernaux
traduzioni Lorenzo Flabbi, Idolina Landolfi
da un’idea di Francesca Fava
drammaturgia Francesca Fava, Arianna Ninchi, Anna Paola Vellaccio
con Francesca Fava, Arianna Ninchi, Anna Paola Vellaccio
regia Anna Paola Vellaccio
assistente alla regia Chiara Sanvitale
cura di Giulia Basel
costumi Miriam Di Domenico
luci Andrea Micaroni
fonica Globster
grafica Clarice
produzione Florian Metateatro – Centro di Produzione Teatrale

durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 2′ 12”

Visto a Genova, Teatro della Tosse, il 12 ottobre 2024

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