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Vittorio Franceschi: la mia vita, monologo in briciole. Videointervista

Vittorio Franceschi in scena (ph: Davide Sannia)

Vittorio Franceschi in scena (ph: Davide Sannia)

Dal teatro-cabaret degli anni ’60 a Dario Fo e oltre, l’artista ci racconta la sua lunga carriera teatrale

Al Teatro Franco Parenti di Milano, Vittorio Franceschi ha presentato, lo scorso 17 gennaio, il suo “Monologo in Briciole”, in scena dai primi anni Ottanta. Il titolo stesso evoca immagini di frammenti sparsi, idee disseminate e pensieri che, poco a poco, si ricompongono in un racconto intenso e lirico che intreccia di momenti di vita, riflessioni, narrazioni surreali e malinconiche, assemblate “pezzo dopo pezzo” dando spazio all’ironia, alla saggezza e alla profonda sensibilità di Zavattini. Un’opera che esalta il potere della parola e della memoria, invitando a meditare sulla natura dell’essere umano e sulle sue vulnerabilità.

Classe 1936, Franceschi ha attraversato quasi settant’anni di vita teatrale. Il suo percorso è iniziato nel teatro-cabaret negli anni ’60 con spettacoli come “Come siam bravi quaggiù” e “Resta così o sistema solare”, scritti con Sandro Bajini e portati in scena in storici teatri di Milano, Bologna, Genova e Trieste.
Successivamente ha collaborato con il Teatro Stabile di Trieste, dove ha esordito come drammaturgo con “Pinocchio minore – favola perbene con burattini di carne” e “Gorizia – documentario per il teatro sulla prima Guerra Mondiale”. Nel Sessantotto si è stabilito a Milano e ha co-fondato l’Associazione Nuova Scena insieme a Dario Fo, dando vita a un movimento teatrale alternativo che ha anticipato la decentralizzazione del teatro in Italia. Nel 1972 trasferisce la sede dell’associazione a Bologna, trasformandola in una cooperativa e restandone alla guida fino al 1980.
Rilevante anche la sua esperienza come docente di recitazione presso la scuola di Teatro di Bologna, fondata da sua moglie, Alessandra Galante Garrone, nel 1976.

Abbiamo avuto l’opportunità di conversare con lui nel backstage, approfondendo non solo la nascita dello spettacolo ma anche il mestiere dell’attore, il legame con il pubblico e la sua lunga esperienza sul palco. La nostra lunga videointervista a capitoli vuole offrire quindi una prospettiva ravvicinata su un artista che, ancora una volta, dimostra come il teatro possa essere un riflesso profondo dell’epoca che stiamo vivendo.

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