Francesco Marilungo, Emmanuel Eggermont e Laagam hanno aperto l’edizione 2025 di Danae, il festival di Teatro delle Moire
E’ iniziata in modo davvero stimolante la 27^ edizione del Danae Festival, organizzata dal Teatro delle Moire di Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani che, fino al 9 novembre, sta riempiendo undici luoghi di Milano con spettacoli sempre molto particolari, capaci di mescolare in modo originale percorsi teatrali e coreografici, inediti per forma e contenuto, affiancando artisti conosciuti a formazioni emergenti.
Questa edizione ha come centro la parola “numinoso”, aggettivo coniato dal teologo e storico tedesco Rudolf Otto nel 1917 per indicare l’esperienza di una presenza invisibile e maestosa, che ispira terrore ed attrae, e che costituirebbe l’elemento essenziale del “sacro”. Ed è su questo binario che si muovono molte delle creazioni proposte.
Tre gli spettacoli che ci hanno accompagnato nella prima giornata di festival, assai diversi fra loro ma colmi di stimoli interessanti. Dato il tema che attraversa quest’edizione, naturale che ad inaugurarla sia stato, al Teatro Fontana, “Cani Lunari” di Francesco Marilungo, spettacolo che si pone in continuità con il precedente “Stuporosa”, vincitore nel 2024 del Premio Ubu per la miglior performance di danza e ospite proprio a Danae 2023.
Se in “Stuporosa” il corpo di cinque donne, vestite di nero, ci invitavano ad una specie di liturgia collettiva, di forte ispirazione pittorica, sul tema dell’abbandono dei sensi, “Cani Lunari” ci immerge in maniera contigua nel mondo arcano della stregoneria.
Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli e Francesca Linnea Ugolini guidate, come nel precedente, dalla voce cangiante ed evocatrice di Vera di Lecce, ci introducono nel mondo ammaliante e misterioso delle streghe, figure arcane e sempre emarginate dalla società per il loro potere di incantamento, e nel cui mondo Marilungo si è immerso nel corso di una corposa ricerca durata due anni, composta da materiali d’archivio, testimonianze orali, iconografie folkloriche e pratiche corporee.
Davanti alla ricreazione di una luna che traspare in alto nel palcoscenico, dapprima le performer ci accolgono gioiosamente, giocando tra loro, e muovendosi poi d’improvviso in modo rutilante, come in una specie di rito esoterico: in mano corvi imbalsamati, forse spiriti che stanno sulla soglia, tra realtà e sonno.
Il corpo delle performer, accompagnate da nenie (ma non solo) di Vera di Lecce, e dal mutare del tempo atmosferico, si muovono assecondando le atmosfere, che cambiano continuamente.
Le quattro performer si rotolano tra le piume, facendosi prendere da movimenti incontrollati, in un vero e proprio candido “sabba”, in cui il corpo è posseduto da forze arcane e misteriose, e alla fine spogliandosi.
“Cani Lunari”, pur sembrandoci non del tutto risolto nel suo troppo repentino e continuo cambio di prospettive, di cui spesso sfugge il senso complessivo, ci pare comunque un lavoro coreografico non comune, capace – attraverso il suggestivo rapporto, ben orchestrato, tra canto e danza – di proiettarci in immaginari di originale sostanza.
Subito prima di “Cani Lunari” abbiamo molto apprezzato il danzatore e coreografo francese Emmanuel Eggermont, che ci ha ammaliato con il suo sorprendente “About Love and Death”, vera e propria elegia danzata, dedicata al coreografo tedesco Raimund Hoghe, stretto collaboratore della compagnia di Pina Bausch, scomparso nel 2021, con cui il performer ha danzato per oltre quindici anni.
Eggermont, con grazia e naturalezza, attraversa una tavolozza musicale di grande varietà, utilizzando pochissimi elementi di scena di semplice consistenza (un paio di scarpe femminili, un bicchiere di acqua e uno di latte…), capaci però di riconsegnare al pubblico mondi diversi che cambiano continuamente, tutti pervasi da rimembranze d’amore e di morte.
Ci addentriamo così in un tappeto sonoro costellato da voci tratte da film, fino ai versi di Pasolini dedicati a Marilyn Monroe. Eggermont si fa conquistare da musiche sempre differenti, dall’Habanera di Bizet a struggenti canzoni francesi, da Joséphine Baker a Gene Kelly, brani che ci restituiscono, per quasi un’ora e mezza, grazie alla grande capacità immersiva del performer, ogni atmosfera rappresentata, sia quando è pervasa dalla malinconia di una mancanza, sia quando è supportata dalla gioia di un possibile nuovo affetto all’orizzonte.
In prima nazionale abbiamo infine assistito alla versione da camera di “You elsewhere” di Francesca Siracusa, fondatrice insieme a Erica Meucci (qui in scena con Miranda Secondari) del collettivo di ricerca coreografica Laagam.
La performance nasce dalla riflessione sulla dialettica tra attesa e slancio, e il lavoro intende presentare il movimento in una sua dimensione più contemplativa, allontanandosi dall’urgenza febbrile del produrre, tipico dell’arte ma non solo.
Le due performer vivono un continuo flusso danzato, in un silenzio che poco alla volta si popola di evocazioni misteriose per arrivare a slanci improvvisi, accompagnate dalla musica e dai suoni di Simone Faraci.
Dal silenzio che all’inizio pervade la scena, quando lo spettatore, concentrandosi sui due corpi, si chiede in che modo lo spazio verrà occupato, Erica e Miranda sembrano all’improvviso svegliarsi, immergendosi in una quiete contemplativa che pur le induce al movimento. Ecco quindi che poco dopo le due performer – stimolate da un paesaggio sonoro in cui la musica si impasta con echi lontani colmi di richiami evocativi – si avvicinano e si allontanano tra loro, trasformando ogni volta la scena, ora con l’intreccio dei rispettivi corpi, ora con la solitudine dei propri gesti, creando una condizione emotiva di forte ed intima suggestione.
Cani Lunari
coreografia e regia Francesco Marilungo
con Vera Di Lecce, Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli, Francesca Linnea Ugolini
costumi Lessico Familiare
musica e vocal coaching Vera Di Lecce
luce e spazio Gianni Staropoli
direzione tecnica Lud Sciannamblo
foto e video Luca Del Pia, Paolo Sacchi
produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza coproduzione SNAPORAZVEREIN, IRA Institute
Progetto vincitore del Premio CollaborAction – Network Anticorpi XL di cui Circuito CLAPS è partner
Il progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia).
con il sostegno di Cross Festival, Primavera dei Teatri Castrovillari, Fondazione Egri per la Danza
con il contributo di Marosi Festival, Teatro delle Moire/Danae Festival
durata: 55′
Visto a Milano, Sala Fontana, il 25 ottobre 2025
About Love and Death
concept, coreografia e danza Emmanuel Eggermont
collaborazione artistica Jihyé Jung
disegno luci Alice Dussart suono Julien Lepreux
ringraziamenti Kite Vollard produzione e distribuzione Sylvia Courty (Boom’Structur Clermont-Ferrand) amministratore di produzione Violaine Kalouaz, Filage produzione L’Anthracite coproduzione CCNT diretto da Thomas Lebrun, Le Gymnase CDCN Roubaix Hauts-de- France, Les Rencontres Chorégraphiques Internationales of Sain- Saint-Denis, Le CCAM / Scène Nationale de Vandoeuvre, Charleroi Danse – Centre chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles con il supporto di The DRAC Hauts-de-France e Hauts-de-France Region
durata: 1h 15′
Visto a Milano, Fabbrica del Vapore, il 25 ottobre 2025
You elsewhere
(in door version)
coreografia Francesca Siracusa
danzatrici Erica Meucci, Miranda Secondari
assistente coreografica Miranda Secondari
suono Simone Faraci
disegno luci Vito Matera stylist Mariagrazia Piccirillo
accessori Kasia Kurchaska
fotografia e riprese Eva Castellucci
montaggio Pier Paolo Zimmermann
distribuzione Margherita Kay Budillon
produzione Laagam con il sostegno di MIC e SIAE nell’ambito del programma “Per chi crea” e di Ora Orobie Residenze Artistiche con il supporto di Danza Urbana – Rete H(ABITA)T / Sementerie artistiche, Centro Culturale Paleotto 11 si ringrazia Eynav Rosolio
durata: 30′
Visto a Milano, Fabbrica del Vapore, il 25 ottobre 2025
Prima nazionale
