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Tindaro Granata, da marinaio ad attore, inseguendo sogni. Videointervista

Tindaro Granata ne Il malato immaginario (ph: Luca Del Pia)

Tindaro Granata ne Il malato immaginario (ph: Luca Del Pia)

Tra aneddoti del passato e sguardo al presente, un racconto intimo e sincero che racconta l’uomo che è diventato, consapevole di poter sbagliare

Nel camerino del Teatro Sociale di Como, prima dello spettacolo “Il malato immaginario” di Molière diretto da Andrea Chiodi, abbiamo incontrato Tindaro Granata.

Con l’artista siciliano abbiamo ripercorso le principali tappe artistiche della sua carriera, fin da quando – partito in cerca di fortuna dalla sua isola – arrivò prima a Roma e poi a Milano, affrontando molte difficoltà per ottenere il meritato successo sia come attore, che come drammaturgo.

Cominciando dall’autobiografico e ormai mitico “Antropolaroid”, spettacolo spartiacque nel suo percorso, Granata ci ha accompagnato in un viaggio affascinante che, attraverso diversi spettacoli, lo ha portato a diventare capocomico molieriano e ad affrontare cantando, con “Vorrei una voce”, il dolore delle donne recluse nella Casa Circondariale di Messina.
E abbiamo anche scoperto il perché del suo amore per le nuove generazioni di drammaturghi e drammaturghe, nonché le nuove rivisitazioni in cantiere, da Shakesperare a Pirandello.

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