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Uno spettacolo gigantesco. Alice Sinigaglia affronta la satira di Gargantua e Pantagruele

Uno spettacolo gigantesco (ph: Francesco Capitani)

Uno spettacolo gigantesco (ph: Francesco Capitani)

Dopo mesi di lettura del celebre romanzo di Rabelais, nasce un progetto teatrale a metà tra viaggio psichedelico e dottorato di ricerca

Sin da quando eravamo piccoli, il termine pantagruelico incombeva su di noi come qualcosa di indecifrabile, definito come qualcosa di estremamente grande, insomma di enorme consistenza. Solo con il tempo si è caratterizzato prendendo la forma di uno dei personaggi principali dei cinque romanzi concepiti, nella prima metà del Cinquecento, dal filosofo François Rabelais: è Pantagruel, il gigante dai grandi appetiti, come del resto il padre Gargantua, a sua volta nato da un orecchio della madre Gargamelle, sposa di Grangousier, erede del regno di Utopia.

E’ appunto a lui che la trentenne regista ligure Alice Sinigaglia (che già conoscevamo per “Domino”, un curioso spettacolo per l’infanzia con protagonista un piccolo bambino vero, nonché per la regia di “Madri” di Diego Pleuteri) si ispira per la sua nuova creazione, “Uno spettacolo gigantesco”, scritto con Elena C. Patacchini, anche lei apprezzata, tra le altre cose, per un’eccellente riduzione di Madame Bovary di Flaubert.

Lo spettacolo prende avvio, molto seriosamente, come una conferenza sul tema de “La mostruosità nell’opera di François Rabelais”, in cui cinque giovani relatori (Emma Bolcato, Lorena Nacchia, Giorgio Pesenti, Caterina Rosaia e Davide Sinigaglia) intendono sviscerare con profondità il tema, aiutati anche da un saccente schermo, che fornisce dati e nuovi risvolti.

Dall’enucleazione del romanzo escono i suoi fantomatici eroi: il gigante Gargantua, il figlio Pantagruel e il re nano Picrochole. Ma il personaggio che sembra far da perno è Panurge, un burlone preso ad esempio dell’uomo comune – uno come tanti – in balia degli eventi.
Solo che qualcosa non quadra, se ad un certo punto uno dei relatori viene colpito beffardamente in faccia da una torta.

Uno spettacolo gigantesco (ph: Francesco Capitani)

Poco alla volta ci accorgiamo che la seriosità e l’eloquio forbito messi in campo non sono altro che un ridicolo paravento per parlare d’altro, e per scardinare attraverso il paradosso e il riso grottesco tutto il mondo costruito da noi, poveri esseri che ci crediamo giganteschi, pieni di riottosa alterigia: rappresentanti di un mondo che, alla generazione che ha costruito lo spettacolo, fa davvero schifo.

Così anche la realtà della scena si deforma, confondendosi con l’immaginazione; e anche il corpo degli attori cambia, facendo compiere allo spettatore (con il sapiente aiuto dello scenografo Alessandro Ratti e dei costumi di Rebecca Ihle, capaci di ricostruire con un semplice tappeto rosso anche la lingua della bocca del gigante Pantagruele) un viaggio a sketch dalle connotazioni allucinate. E non per niente davanti a noi sono posizionati due grandi quadri di Bosch, a ulteriore collegamento con le radici della parola Carnevale, la festa del rovesciamento di ogni logica, di ogni forma sensata.

Alla fine, tra scherno e dotta dissertazione (vengono citati anche Umberto Eco, Cesare Pavese e Pasolini), e in stretto rapporto con il capolavoro di Rabelais, traspare nitida la vera natura dello spettacolo di Sinigaglia, per cui ancora oggi, davanti a un mondo creato da giganti ormai avvizziti e sempre autoriferiti come noi siamo, incapaci per la maggior parte di includere le diversità che lo popolano, l’unica risposta possibile è una amara, ancorché sguaiata, risata. La stessa che ci facciamo davanti alle immagini che appaiono sullo schermo del famoso complesso in voga quando eravamo giovani, i Giganti, con il loro grande successo “Tema”, che risuona alla fine di una riuscita, gustosa e sapida performance. Un finale che anche noi, di riflesso, inopinatamente, cantiamo.

Uno spettacolo gigantesco
Drammaturgia Alice Sinigaglia e Elena C. Patacchini
Regia Alice Sinigaglia
Interpreti Emma Bolcato, Lorena Nacchia, Giorgio Pesenti, Caterina Rosaia, Davide Sinigaglia
Scenografie Alessandro Ratti
Disegno luci Daniele Passeri
Costumi Rebecca Ihle
Realizzazione scene Officina scenotecnica Gli Scarti
Datore luci e mixaggio audio Febe Bonini
Coproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione – Teatro Nazionale di Genova
Produzione esecutiva e distribuzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione
Residenza produttiva Carrozzerie n.o.t
Ufficio stampa Maddalena Peluso
Grafica Neostudio
Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Visto a Lugano, Teatro Foce, il 25 febbraio 2026

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