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10 buoni motivi per non parlare (ancora) di blasfemia e Romeo Castellucci

Alcuni commenti giunti al canale YouTube di Klp
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Da diversi fronti, in maniera più o meno diretta, ci è arrivato l’invito a tornare a parlare dello spettacolo di Romeo CastellucciSul concetto di volto nel figlio di Dio“, sottoscrivendo l’appello alla libertà d’espressione che circola in questi giorni, inizialmente diffuso solo fra gli addetti ai lavori e poi via via tra la cosiddetta società civile. Quasi che, non essendo tornati sull’argomento, Klp non facesse fronte comune in tutela della libertà artistica o bucasse la notizia.

Non ci era sembrato invece più il caso di parlarne perché:

1) L’argomento l’avevamo sviscerato ancora in tempi non sospetti, e in più d’una circostanza (intervistando ad esempio lo stesso Castellucci), prima e durante il dibattito e le proteste francesi, di certo prima che in Italia si alzasse tutto questo polverone.

2) Se – oltre al web intero, a Rai 3, Il Fatto Quotidiano, Che Tempo che fa, etc. etc. – anche La Repubblica (per mano di Concita De Gregorio) pubblica un paginone (sul numero di ieri, sabato 21 gennaio, con rimando in prima pagina) per sviscerare la questione, e prendere posizione in difesa, pensiamo che la notizia sia ormai di dominio pubblico, quasi quanto il varo delle liberalizzazioni del Governo, quasi quanto le telefonate fra Schettino e De Falco.

3) Perché è stato attuato un tam tam mediatico degno della migliore agenzia pubblicitaria (non che Castellucci ne avesse bisogno…).

4) Perché è fuor di dubbio quale sia la nostra posizione in merito alla libertà d’espressione, si tratti di quella artistica o anche solo di pensiero, in ogni altro campo. Ma pensiamo anche che l’arte, materia afferente al cielo e agli inferi, debba difendere se stessa soprattutto attraverso l’arte, evitando il più possibile il ricorso a strumenti costituzionali, afferenti al terreno.

5) Perché leggere la stessa notizia ovunque ci annoia profondamente.

6) Quante opere artistiche, nel passato e nel contemporaneo, sono state accusate di blasfemia o bloccate per ragioni di varia natura? Un caso per tutti: “Il Vaticano cade” di Enrico Maria Lamanna, spettacolo che, nella passata stagione, avrebbe dovuto andare in scena al Teatro Vascello di Roma. Quante petizioni e lettere di solidarietà sono state firmate a suo sostegno? E non si venga a dire che ci sono spettacoli più meritevoli di sostegno di altri. I diritti sono diritti per tutti. Quindi se ci si batte per Castellucci ci si deve battere anche per Lamanna, indipendentemente da ideologia e schieramenti.

7) Non pensiamo che Castellucci abbia bisogno di appelli di solidarietà; è di certo in grado di manifestare la propria visione, così come ha fatto, forte di molto sostegno artistico e intellettuale (compreso il nostro).

8) Perché tutto questo movimento ci sembra tendente a un ‘populismo teatrale’… o a un teatrale populismo?

9) Perchè lo spettacolo al Teatro Franco Parenti si farà (com’è giusto che sia). E non abbiamo mai avuto la sensazione che lo spettacolo fosse realmente in pericolo. Sarà forse privato di alcune scene, guarda caso quelle sotto accusa. A seconda delle fonti, pare che Castellucci non ne fosse convinto o che ci fossero delle problematiche tecniche. Un aspetto che non è del tutto chiaro.

10) Perché, così facendo, ne abbiamo pur sempre (ri)parlato. 

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