Tre tragedie classiche vengono rilette attraverso le drammaturgie scritte da Vittorio Continelli, Azzurra D’Agostino e Stefano Tè
Già altre volte, nel corso del tempo, siamo stati testimoni di spettacoli posti in scena da formazioni teatrali composte da detenuti. Prima al carcere di Bollate, poi all’inizio degli anni Duemila con le mitiche rappresentazioni al carcere di Volterra dirette da Armando Punzo; poi, più avanti nel tempo, nelle case circondariali di Modena e Castelfranco con il “Giulio Cesare” shakespeariano e l’appassionata Odissea itinerante concepita da Stefano Tè del Teatro dei Venti.
Questa volta, sempre accompagnati da Stefano Tè, abbiamo assistito a Modena, nella sua giusta casa, una vera e propria sala teatrale come il Teatro delle Passioni, a una significativa maratona che compone “La Trilogia dell’Assedio”, in cui il regista emiliano, insieme agli attori detenuti di Modena e Castelfranco, ha riletto “Edipo Re” di Sofocle, “I Sette contro Tebe” di Eschilo e “Antigone” sempre di Sofocle, in un coerente continuum narrativo di grande risalto espressivo.
La trilogia è risultata, alla fine del lungo pomeriggio domenicale, una potente esperienza collettiva, vissuta oltre che con i detenuti, anche con attori e attrici professionisti e allievi della scuola teatrale; tutto ciò anche superando molte difficoltà che hanno impedito purtroppo la presenza delle detenute donne.
Tre gli assedi che la drammaturgia di Vittorio Continelli, Azzurra D’Agostino e lo stesso Tè induce a rimarcare: l’assedio del fato e del destino in “Edipo”, quello della guerra e della libertà ne “I Sette contro Tebe”, infine quello del dovere morale in “Antigone”, tre assedi che in modo intimamente metaforico fanno parte anche della vita di chi ha scelto il teatro come forza immanente di redenzione.
A unire i tre episodi, la presenza costante di Tiresia, il veggente cieco, simbolo di una conoscenza dolorosa e necessaria che va al di là del tempo.
La messa in scena si affida a pochissimi elementi scenici che prendono vita per mezzo della parola, che si riverbera potentemente anche attraverso il coro, formato dai detenuti che rispondono ai dubbi dei personaggi protagonisti: Edipo, Creonte, Eteocle, Polinice, Antigone ed Ismene, accompagnati sul palco dalla musica eseguita dal vivo, che suggerisce sempre atmosfere ed emozioni.
Di commovente e magnetica forza è poi la diversità di accenti che ci arrivano dal palco, che paiono provenire da tutto il mondo, formando un nuovo ed efficace caleidoscopio di linguaggi di grande suggestione.
In “Edipo” sono la viola e la voce di Irida Gjergji a scandire ad Edipo la progressiva consapevolezza verso quale destino ineluttabile stia andando incontro; ne “I sette contro Tebe”, sposandosi con le percussioni di Igino L. Caselgrandi, è invece il movimento degli attori e dei loro corpi che, in uno spazio ristretto, separando i semplici elementi di scena, ci trasporta davanti alle sette porte dove si consuma la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice; mentre in “Antigone” sono le due figlie di Edipo a sfidare lo zio Creonte, mosse dalla chitarra elettrica di Tonino La Distruzione.
E sarà ovviamente Tiresia, alla fine, che – inglobando palco e platea – ci ricorderà che da ogni caduta dobbiamo ogni volta, con forza e determinazione, cercare di rialzarci, cercando la nostra nuova redenzione.
Così, seguendo l’ispirazione dell’indovino cieco, alla fine, uscendo dal Teatro delle Passioni, un altro assedio, questa volta benefico, ci si para davanti: quello dei figli veri di Edipo che abbracciano il padre/attore che, con così tanta intima e personale forza, ha appena interpretato la sua parte, testimoniandoci – se ce ne fosse stato ancora bisogno – che il teatro ha un’altra volta vinto la sua battaglia di riscatto dalle tenebre, e nel contempo la sfida di avvicinare mondi che potevano sembrare così distanti tra loro.
Trilogia dell’Assedio. Edipo Re – Sette contro Tebe – Antigone
regia Stefano Tè
drammaturgia Vittorio Continelli, Azzurra D’Agostino, Stefano Tè
produzione Teatro dei Venti
in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
e con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna
con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Emilia-Romagna
con il contributo di Fondazione di Modena all’interno del progetto Abitare Utopie
con il contributo di BPER Banca
spettacoli prodotti nell’ambito di AHOS – All Hands on stage, progetto co-finanziato da Creative Europe.
i laboratori permanenti delle Carceri sono finanziati dalla Cassa delle Ammende
spettacolo consigliato da 12 anni
Durate:
Edipo Re 1 h
Sette contro Tebe 40′
Antigone 50′
maratona 3h 30′ con due intervalli
Visto a Modena, Teatro delle Passioni, il 23 febbraio 2025
Prima assoluta
