
Napoli festival. Napoli voragine. Napoli magma. La telecamera cerca di guardare, senza esser vista, all’anima di questa città che ha mille occhi. La città. Che si reinventa, che si strappa e si ricuce, che taglia l’essere umano in due, fra rabbia, amore e paura.
Su queste pietre poggia il Nuovo Teatro Nuovo, in una di quelle strade che dall’arteria del transito pedonale, via Toledo, sale verso una collina scavata, all’interno, da grotte e cunicoli. Napoli sotterranea, che affiora e che sprofonda nelle sue viscere.
Ci passeggio, dopo il rito del caffè, in un pomeriggio caldo di giugno con Michele Mele, fra le anime attive di questa realtà, che cura la distribuzione per Ntn. Poi, quasi di fronte alla porta d’ingresso del teatro, nel traffico di motorini e di scugnizzelli dispettosi, fermiamo a dirci un po’ cos’è oggi fare palcoscenico lì.
A rifondare per l’ennesima volta un esperimento artistico che, dopo aver festeggiato il suo ventesimo compleanno dalla riapertura nel 1980, in continuità con l’attività della Cooperativa Teatro Nuovo il Carro, continua a volersi proporre come “Centro di Cultura e di Produzione Stabile e di realizzazione di Progetti”, coinvolgendo artisti come Arturo Cirillo, Antonio Latella, Monica Nappo, Marco Plini, Pierpaolo Sepe, Riccardo Veno.
Basta guardare alla nuova stagione, che fra Natale e inizio 2010 vedrà in scena tre lavori di Latella, il “Don Chisciotte” e “(H) L_Dopa”, e la ripresa ad aprile di “Selvaggiamente le parole lussureggiano nella mia testa”, un trittico dai testi di Josef Winkler; e poi Gli Ipocriti di Erri De Luca per la regia di Giancarlo Sepe, e ospitalità importanti come Oscar De Summa, Lorenzo Loris… A chiudere “Chinese coffee” per la regia di Pierpaolo Sepe.
Questa stagione di primissimo piano si apre, e non a caso, con la rassegna dedicata ai giovani del progetto Eti Nuove Creatività, andati quasi tutti in scena ad inizio estate fra Roma e Torino (Festival Teatro a Corte), e che riprenderanno ora, aprendo le stagioni di alcuni teatri, da Napoli a Milano.
Perché il Nuovo Teatro Nuovo ha sempre guardato con interesse ai giovani, agli sperimentatori, ai nuovi drammaturghi e al territorio.
Un esempio è stato il progetto che ha proposto, negli scorsi mesi, alcune drammaturgie di Linda Dalisi, nella stagione passata con “La nera strada” interpretato da Chiara Baffi, Salvatore D’Onofrio, Lucilla Mininno, Francesco Zecca, e durante il Napoli Teatro Festival Italia con “W Niatri”. La Dalisi si è formata alla scuola di Leo de Berardinis, seguendolo a Bologna, ed è stata aiuto regia di diversi artisti tra i quali Pierpaolo Sepe, Monica Nappo, Renato Carpentieri, Antonio Calone; nel 2008 ha ricevuto la menzione speciale al premio Nuove Sensibilità per il progetto (drammaturgia e regia) “Più leggero di un sughero”, e ha pubblicato un libro sul teatro di Emma Dante. Per poi proporre nella seconda edizione del Ntfi un testo interpretato da Fabrizio Ferracane, Michele Riondino e Daniele Pilli.
“W Niatri” è il terzo progetto prodotto dall’associazione culturale TeatrUsica dopo “Ora va meglio” (2003) e “Sutta Scupa” (2005). Frammenti di vita di tre amici, in bilico verso le acque agitate del mare aperto, al quale però guardano dalle placida calma di un porto che sembra non volerli lasciar salpare.
Con Michele Mele, Linda Dalisi e gli interpreti dello spettacolo abbiamo passato alcune ore, realizzando i due video che vi proponiamo oggi. Felici di scoprire, tra l’altro, che l’attenzione di Klp per la dimensione artistica di ciascuno di loro è non solo ricambiata ma corroborata da robusta frequentazione delle nostre pagine.
Michele Mele
Linda Dalisi
