Il Ronaldo di Garcìa ha perso la rabbia

andrea_dicasa
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Andrea Di Casa (photo: Fattore K)
Già da qualche anno gli spettacoli dell’autore e regista argentino Rodrigo Garcia creano un certo scompiglio nel panorama teatrale internazionale. Provocatori e trasgressivi, mirano a scioccare lo spettatore, che si sente vulnerabile, in preda all’imprevedibile ed oggetto, qualche volta, di untuose e umide violenze.

Garcia, che definisce i suoi testi “inscindibili dalla messa in scena”, si mette a scrivere solo dopo un primo periodo di prove con i propri attori, necessario per avere materiale concreto e agito su cui lavorare.
Sono quindi particolarmente interessanti i presupposti di questo nuovo allestimento italiano: un testo di Garcia sì, ma la cui “inscindibile” messa in scena è curata da un altro regista, Giorgio Barberio Corsetti.

Un giovane lavoratore della catena Mc Donald’s, interpretato da Andrea Di Casa, ripercorre come in un racconto autobiografico aneddoti ed episodi della sua vita legati al celebre fast food: da quando la zia ce lo portò la prima volta, il giorno della morte del padre. Tra una passata di straccio, una sgrassata ai muri ed un happy meal, riflette sulla nostra civiltà impazzita tutta dedita al consumismo e all’eccesso, sulla mal distribuzione del cibo e su come un bambino in Europa possa andare al Mc Donald’s tutte le domeniche mentre in altri paesi sia costretto a cucire palloni se non peggio.


In un crescendo di auto-imbrattamento con insalate e panini, si giunge al transfert finale del giovane commesso con Ronaldo, la famosa mascotte-pagliaccio gialla e rossa di Mc Donald’s che dà il titolo allo spettacolo: il rimando è a It, mostruoso personaggio nato dalla penna di Stephen King che, stavolta, non emerge dalle fogne ma direttamente dalla cucina, creando stragi di stomaci infantili sedotti dalla sua manina che saluta.

L’allestimento fa della semplicità delle azioni, condite dalla musica dei Queen e dagli slogan proiettati sulle piastrelle bianche, un buon punto di partenza, funzionale ed intelligente, ma che non riesce poi a tenere il passo delle parole. La violenza e l’urgenza che crescono nel testo si risolvono a fatica con qualche palloncino fatto scoppiare o con un po’ di disordine in scena. L’impressione è quella di una eccessiva colloquialità, di uno spettacolo politicamente corretto che, come tale, potrebbe apparire stonato e distorto rispetto alle argomentazioni sostenute.

Garcia, forse, il ketchup e le insalate le avrebbe svuotate direttamente in testa al pubblico, convinto di perseguire comunque un ideale poetico e politico tanto nelle parole quanto nelle azioni. Discutibile, certo, ma coerente.

La storia di Ronaldo il pagliaccio del Mc Donald’s
di Rodrigo García
regia: Giorgio Barberio Corsetti
assistente alla regia: Raquel Silva
con: Andrea Di Casa
disegno luci: Gianluca Cappelletti
scena: Valentina Fusco e Mariano Lucci
costumi: Marina Schindler
realizzazione costume di Ronaldo: Anna Coluccia
video: Paco Capaldi e Luca Mattei
produzione: Fattore K

durata: 50′
applausi del pubblico: 1′ 17”

Visto a Civitanova Marche, Teatro Cecchetti, il 4 aprile 2008

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