Mal – Embriaguez Divina. Tutte le sfaccettature del male per Marlene Monteiro Freitas

Mal (photo: Peter Honnemann)
Mal (photo: Peter Honnemann)

Per Presente Indicativo, al Piccolo di Milano, la coreografa Leone d’Argento alla Biennale Danza 2018

E’ più facile, trovandosi a Reggio Emilia o a Torino, poter assistere a spettacoli internazionali di danza che allargano i loro orizzonti in performance in cui il movimento si sposa con il gesto per virare verso un teatro di immagine totale, che sa racchiudere in sé tutti i linguaggi della scena.
In famosi festival ospitati in quelle città abbiamo infatti potuto godere recentemente, tra gli altri, di spettacoli che ci hanno conquistato: pensiamo ai belgi Peeping Tom o al greco Dīmītrīs Papaïōannou.
Meno facile, paradossalmente, è trovare simili spettacoli a Milano. Ma ci ha pensato quest’anno la rassegna del Piccolo “Presente indicativo”, ideata da Claudio Longhi come omaggio ai 100 anni di Giorgio Strehler, a colmare il vuoto ospitando “Mal – Embriaguez Divina”, della quarantatreenne ballerina e coreografa capoverdiana Marlene Monteiro Freitas, Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2018.

Quasi due ore di spettacolo in cui nove performer, riempiendo tutto il grande palco del Teatro Strehler, ci conducono, attraverso un composito teatro-danza, senza quasi proferir parola ma con suoni onomatopeici, ad esplorare tutte le fattezze ambigue del male, espresse come una vera e propria “ebrezza divina”, un’ubriacatura intrisa di sacro da cui l’uomo difficilmente si può sottrarre.

Niente dunque di oscuro con streghe o diavoli, morti e assassinii, ma un mondo beffardo, quasi carnevalesco, introdotto e concluso da un’assurda parata compiuta dietro una bandiera bianca da personaggi costretti a marciare sotto minaccia di una figura che, imbracciando un kalashnikov, li distrae da una partita di pallavolo giocata in lontananza.


Per una cospicua parte dello spettacolo ci troviamo invece al centro di un vero e proprio tribunale, in cui i performer, impersonando dei giudici che all’occorrenza si camuffano in carnefici o in vittime, seduti su una tribuna a tre livelli, si muovono tra ripicche e rivalità, chiusi in un universo parossistico e presi da una frenesia senza scampo. Vivono in una specie di classe, come fossero dei bambini, governati da un improbabile re in un universo fatto di carta e fogli con cui immaginano anche piccoli mondi, che subito distruggono gettandoli sul pavimento.
E così, ad un certo punto, applaudono spasmodicamente (muniti di guanti viola per non deturparsi) “Il lago dei cigni” di Čajkovskij, in uno dei momenti più riusciti della performance.

Alla nostra memoria, seppur in altro contesto, tornano alla mente, vividissime, le immagini di uno spettacolo che ha cambiato letteralmente il modo di osservare la scena teatrale: “La classe morta” del maestro polacco Taddeus Kantor. Ma se in quello spettacolo le anime che popolavano i famosi banchi di legno della scuola ci conducevano a una riflessione totale sull’esistenza umana, qui ci pare che lo spettacolo giri un po’ su sé stesso, per stupire con meccanismi che a tratti smuovono poca empatia.
Tuttavia la performance della Freitas, quasi due ore – forse troppe per uno spettacolo di questo tipo, soprattutto nella prima parte -, possiede anche potenti momenti in cui il teatro si esprime con forza, proiettando sul palco sentimenti diversi, pervasi da un disagio che il ritmo frenetico dello spettacolo rende plausibili.

Mal – Embriaguez Divina
coreografia Marlene Monteiro Freitas
assistenza Lander Patrick de Andrade
con Andreas Merk, Francisco Rolo, Henri “Cookie” Lesguillier, Hsin-Yi Hsiang, Joãozinho da Costa, Mariana Tembe, Marlene Monteiro Freitas, Miguel Filipe, Tonan Quito
luci Yannick Fouassier
spazi Yannick Fouassier, Marlene Monteiro Freitas, Miguel Figueira
drammaturgia Marlene Monteiro Freitas, Martin Valdés-Stauber
suoni Rui Dâmaso, Rui Antunes
direzione di scena e operazioni luci João Chicó
oggetti di scena Marlene Monteiro Freitas, Flávio Martins
costumi Marlene Monteiro Freitas, Marisa Escaleira
ricerca Marlene Monteiro Freitas, Martin Valdés-Stauber, João Francisco Figueira
produzione P.OR.K – Soraia Gonçalves, Joana Costa Santos (Lisbona) e Münchner Kammerspiele (Monaco)
distribuzione Key Performance (Stoccolma)

Co-produzione Biennale de la danse de Lyon 2020 and Pôle européen de création – Ministère de la Culture/Maison de la Danse en soutien à la Biennale de la danse de Lyon 2020 (Lione); Culturgest (Lisbona); HAU Hebbel am Ufer (Berlino); Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles); International Summer Festival Kampnägel (Amburgo); Künstlerhaus Mousonturm (Francoforte); Festival d’Automne-Les Spectacles Vivants/Centre Pompidou (Parigi); NEXT festival (Eurometropolis Lille, Kortrijk, Tournai & Valenciennes); Ruhrtriennale (Bochum); TANDEM Scène nationale (Douai – Arras); Teatro Municipal do Porto (Porto); Theater Freiburg (Freiburg); Wiener Festwochen (Vienna)

Con il supporto di CML – Câmara Municipal de Lisboa (Lisbona); Dançando com a Diferença (Funchal); Fabrica Europa|PARC-Performing Arts Research Center (Firenze); La Gare – Fabrique des arts en mouvement (Le Relecq-Kerhuon); Pólo Cultural das Gaivotas | Boavista (Lisbona); Reykjavík Dance Festival (Reykjavík)

durata: 1h 45′

Visto a Milano, Piccolo Teatro, il 30 maggio 2022
Prima nazionale

 

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