ERT volta pagina: alla guida due donne, Natalia Di Iorio ed Elena Di Gioia

Natalia Di Iorio e Elena Di Gioia (photo: #UnCinquantesimo/Luca Finotello)
Natalia Di Iorio e Elena Di Gioia (photo: #UnCinquantesimo/Luca Finotello)

Per la prima volta nella sua storia, Emilia Romagna Teatro affida la direzione a una doppia leadership femminile. Una scelta che rilancia il tema della parità nel mondo dello spettacolo

Una svolta storica scuote il panorama teatrale italiano: ERT – Emilia Romagna Teatro sarà guidato, per la prima volta, da una direzione tutta al femminile. Natalia Di Iorio ed Elena Di Gioia sono le nuove figure al vertice, rispettivamente come direttrice generale e direttrice artistica. Una doppia nomina che non solo segna un cambio di passo per l’ente, ma accende i riflettori su un’urgenza ancora attuale: la parità di genere ai vertici culturali.

Un po’ di cronologia. Il 21 marzo è stato pubblicato il bando, che si è chiuso il 10 aprile. Cinquantacinque candidature: una è stata scartata per vizi procedurali. La commissione di valutazione ha quindi selezionato sei profili che rispecchiavano i requisiti richiesti dal bando, chiamandoli a esporre la loro idea progettuale davanti al CDA. Il voto è stato espresso il 7 luglio all’unanimità.

A tre settimane dall’insediamento, le due direttrici si trovano a lavorare assieme per la prima volta. In conferenza stampa, Di Iorio ricorda “di aver scritturato in passato uno spettacolo prodotto da Di Gioia per un festival” ma, abitando in città diverse, non c’è mai stata una frequentazione.

“Tutte le riunioni col personale le facciamo assieme, che si parli di programmazione o bilancio. È un’occasione di confronto” dichiara Di Gioia. Entrambe appaiono determinate a lavorare in sinergia, portando avanti il rispettivo ruolo in maniera parallela e intrecciata, affermando di condividere la stessa visione di teatropubblico: “Scritto tutto attaccato, senza spazi tra le parole”. Un teatro che lavora per le città, in collaborazione con le realtà del territorio e che saprà valorizzare ogni sede ERT, comprese le più piccole e decentrate, con l’intento “di far crescere il teatro dalla nostra regione”.

Verrà dedicata un’attenzione particolare alla formazione, attraverso il sostegno alla Scuola Iolanda Gazzerro, fucina creativa per le generazioni future. Verranno invitati grandi maestri, ma non mancheranno giovani compagnie; si darà spazio alla nuova drammaturgia, alla ricerca, all’innovazione, ai lavori più interessanti provenienti dall’estero.

Di Gioia annuncia anche l’intenzione di ripristinare VIE, il ricco festival internazionale organizzato in autunno nel Modenese, smantellato dalla precedente direzione per convogliare le energie nella produzione nazionale. Da questo punto di vista ci sarà un ampio discostamento dal percorso intrapreso da Valter Malosti, predecessore che negli ultimi anni aveva prodotto un ingente numero di spettacoli, senza necessariamente darvi un seguito in termini di distribuzione.

ERT continuerà a investire nella produzione, ma lo farà curando maggiormente la qualità dei lavori, sostenendoli anche nelle fasi successive alla creazione. Di Iorio lo dichiara apertamente: “È il sistema che ci impone di produrre, produrre, produrre, ma questo genera frustrazione, talvolta anche negli artisti”. Del resto, sono le stesse indicazioni ministeriali a prediligere i numeri quantitativi rispetto a quelli qualitativi, ma “ERT ha le spalle larghe e questa battaglia la può fare”.

Non bisogna tuttavia aspettarsi cambiamenti di rotta immediati. La prossima stagione è già stata definita dal precedente direttore. Gli impegni pregressi con le compagnie verranno rispettati. Le nuove idee progettuali si potranno dispiegare in seguito; per il momento, le neodirettrici si limiteranno a piccoli segnali, ad esempio con la creazione di eventi in occasione di giornate rilevanti del calendario civile.

Un primo appuntamento è “85 d’Agosto, tempo di continuare a dire”, una lettura animata con la regia di Davide Iodice, che si terrà nel Chiostro dell’Arena del Sole di Bologna per commemorare la strage alla Stazione di Bologna.

Rimaniamo dunque in attesa di scoprire, poco alla volta, che cosa ci serberà il futuro, in un momento così delicato per il teatro italiano, in cui le più recenti valutazioni da parte del Ministero preannunciano ingenti tagli a tante realtà consolidate, tra cui ERT.

La conferenza stampa si chiude dunque con dei bellissimi bouquet per le direttrici, applausi, sorrisi e aria di festa: eccitazione, aspettative, voglia di cambiamento e novità, ma anche di ritorno alle origini.
Si chiude una partita e se ne apre un’altra. Le carte paiono vincenti.
Noi auguriamo buon lavoro a questa nuova squadra che dice di muoversi a “passi minuti”.

Join the Conversation

1 Comment

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *