ExcuseMe! Lo spettacolo di Csilla Nagy ancora non c’è

Csilla Nagy
Csilla Nagy
Csilla Nagy

Csilla Nagy, ungherese classe 1981, è coreografa e perfomer. Entra a far parte della compagnia Artus di Gábor Goda nel 2008, da quando cioè – con lavori suoi – si è distinta al Solo Dance Theatre Festival di Stoccarda, e prima ancora di diplomarsi in danza moderna, nel 2009 alla Hungarian Dance Academy. Con il suo collettivo EU & ME si è esibita in Italia, Polonia, Svezia, Olanda, Germania, Stati Uniti, Hong Kong, Singapore, Malesia e in Spagna, partecipando anche a programmi di scambio e residenza sia negli Stati Uniti che nella Repubblica Ceca.
Ospitata questo mese a Milano dal Pim Off, Csilla Nagy ha presentato lo spettacolo “More than three episodes”, lavoro successivo a “Three episodes”, miglior coreografia quest’anno al Fringe Festival di Pecs. La sua residenza al Pim si è poi conclusa con la presentazione del nuovo studio “ExcuseMe!”, incentrato sul tema delle scuse, del senso di colpa e del perdono nella nostra cultura.

Csilla ci accoglie con un fiore in testa, giacca e abito coordinati a motivi arabeschi, jeans e scarponcini. Ci invita (in inglese) a curiosare, uno per volta, dietro una porta dove si trova una delle sue due istallazioni. “Ora, se tutti avete visto, potete seguirmi”, e i sensi si predispongono alla prova di danza.
A esibirsi in un camerino del Pim Off è invece Minnie, un pupazzo grande quanto una mano. Csilla lo muove attraverso un filo di nylon legato al cestino della spazzatura; lo stereo sullo sgabello dà il tempo e il coperchio del bidone mosso abilmente anima la bambolina. Il filo trasparente nasconde il trucco, e al termine della prima performance ecco spiegata la frase appesa sopra lo specchio: “M’illudevo di poter ballare da sola, se vuoi puoi gettarmi”. Ironica, delicatissima, semplice ma non scontata (così come si presenta la stessa Nagy), è l’introduzione allo spettacolo che, ci avverte, seguirà “on stage”.

Entriamo silenziosi, attirati da lei e già conquistati, curiosi di scoprire quale “arte” vuone portare a Milano.
Su di un rettangolo ricavato da un cartone da imballo, la risposta scritta a mano: “Io colleziono sorrisi”.
“Questa non è una performance, ma è ancora la fase di studio di un progetto che non so ancora cosa può diventare”. Csilla racconta di ripetere a Milano quello che ha già sperimentato in altre metropoli come Budapest e Barcellona: va in giro per la città (in questo caso facendosi aiutare dai ragazzi partecipanti al laboratorio tenuto durante la residenza al Pim Off) a cercare movimenti reali e casuali che poi riporterà, elaborati, in scena. Osservando quanto siano più o meno filtrati. Csilla e i suoi collaboratori, infatti, attraverso il carattere e le parole usate per la frase scritta sul cartello, incarnano diverse figure sociali. Un esempio: un “grazie” dopo “io colleziono sorrisi” basta a suggerire (erroneamente) a un estraneo una richiesta di elemosina da parte di un senzatetto.
Una serie lunghissima di altri comportamenti e interazioni vengono riportate al pubblico, seduto sul palco in cerchio con l’artista. Rappresentano nient’altro che i più svariati casi incontrati durante l’esperimento urbano. Ma la danza dov’è? Csilla, riflettendo sull’esperimento, spiega che è andata alla ricerca di una reazione fisica immediata, quindi un movimento, che fosse conseguenza diretta di un pensiero. Il suo scopo di performer non è tanto nel trovare un’azione, quanto piuttosto la reazione dall’interazione, per poi riportarla in scena. Come risposta “competente” può bastare?

Difficile dire di aver assistito a uno spettacolo, ma neppure a un nuovo studio, come invece annunciato sul programma.
Eppure la sorpresa c’è. Csilla sa offrire spunti per una riflessione semplice ma profonda, ed è molto seducente nel farlo: vellutata, delicata ma sostanziosa, diretta e per niente invadente, tanto da offrire l’impressione di essere quasi intimidita. Caratteristiche che sa ricoprire di quella sensualità che solo le danzatrici professioniste hanno, e che emerge semplicemente nel muovere le mani, nel commentare con i morbidi movimenti del corpo le proprie parole: è l’attitudine di Csilla Nagy a parlare con il corpo.
Tuttavia, se così non fosse stato, se la performer si fosse mostrata incoerente con quanto stava facendo sul palco, l’idea di assistere a una bella fregatura avrebbe colto molti spettatori.
Il pericolo stavolta è scampato. Salviamo la buona fede di Csilla, insieme alle sue mani che danzano. Manca solo la musica.

ExcuseMe!
di e con Csilla Nagy
durata: variabile in base alle domande del pubblico

Visto a Milano, Pim Off, il 20 dicembre 2010

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