Familie Floz: noi e le nostre 150 maschere. Videointervista

“Dr. Nest” è la loro ultima creatura, e arriva al Teatro della Tosse di Genova direttamente dalla Germania, dove ha debuttato a distanza di qualche settimana.
Vediamo quindi lo spettacolo in prima nazionale e l’atmosfera è quella del grande evento. La sala è davvero piena e la sensazione è quella di festeggiare il ritorno a casa di qualcosa di caro. Già, perché c’è un legame forte tra Familie Floz e l’Italia, e si sente, sarà per quel recupero così particolare della tradizione della maschera, per la magia sempre tangibile di un contemporaneo delicato, per i ritmi clowneschi che lasciano spazio al sogno, c’è qualcosa di indefinibile nei loro spettacoli.

“Dr. Nest” è il pretesto per entrare nel quotidiano di una struttura psichiatrica ed accarezzare le inquietudini, le paure, le strampalate abitudini di chi vive quel mondo ogni giorno, da un lato e dall’altro di una barricata fortunatamente sempre più sottile.

Per tracciare meglio i contorni di una poetica tanto definita, al termine della replica incontriamo Gianni Bettucci, italianissimo manager del gruppo da 18 anni, e Hajo Schuler, regista e direttore artistico.


Mentre chiacchiera con noi, Gianni tiene in mano due delle tante maschere che solo pochi istanti prima si muovevano in scena, e siccome siamo proprio sul palco ci sembra di rivivere, da dentro, quel mondo surreale eppur così concreto che avevamo sbirciato dal buco della serratura della platea.
Parliamo anche con Hajo, approfittando della grande disponibilità al confronto, e scopriamo, tra le altre cose, che la fonte di ispirazione di questo particolarissimo genere teatrale sono anche le maschere di Amleto Sartori, rielaborate e riadattate a partire da un profondo lavoro corale.

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