Franco Sale e Mario Morittu: dentro le anime delle maschere sarde. Videoreportage

Franco Sale (photo: Davide Sannia)
Franco Sale (photo: Davide Sannia per Krapp's Last Post)

Nella Barbagia più arcaica alla scoperta dei Mamuthones e del Gruppo Su Budhu

Siamo stati in Sardegna, più precisamente nella Barbagia, in provincia di Nuoro. Un viaggio che ci ha portato a toccare con mano l’essenza dei riti antichi di risveglio della terra. Quelle manifestazioni ancestrali di vestizione, gestualità e movimento probabilmente molto precedenti alla nascita del teatro, almeno per come lo conosciamo oggi.

Il nostro percorso è iniziato da Mamojada dove da anni, in periodo di Carnevale, si svolge l’uscita dei Mamuthones. Ci siamo trovati qui il Martedì Grasso ed abbiamo avuto diverse straordinarie possibilità. La prima è stata quella di incontrare Franco Sale nel suo laboratorio. Accanto a lui abbiamo passato buona parte della giornata. Ha realizzato per l’ obiettivo della nostra videocamera la maschera in legno, che è uno degli elementi fondamentali per l’entrata in qualcosa che è “altro da sé”. Mentre le sue mani lavoravano ci ha raccontato molto delle radici più profonde di questa tradizione, che trova nel rapporto con l’animale e con la natura molte delle risposte che cerca.

Franco è un cultore delle tradizioni popolari sarde oltre che uno scultore. Per anni ha indossato personalmente gli abiti da Mamuthone sfilando con il suo gruppo per le vie del paese. Essendo depositario consapevole di questa eredità antica, non si è fermato all’intaglio del legno e ha voluto cercare e approfondire. Per la rivista di studi “Antropologia e Teatro” dell’Università di Bologna ha pubblicato l’articolo “Storia, analisi e valutazioni sui Mamuthones” dove evidenzia, tra l’altro, il pericolo dell’adulterazione dovuto alla svalutazione turistica dei contenuti e degli oggetti del rito, ma anche lo zelo eccessivo delle associazioni folcloriche, la negligenza delle amministrazioni, la scomparsa dei momenti e degli attori della trasmissione orale.

La seconda grande opportunità, davvero rara, è stata quella di poter assistere al rito nel rito. L’associazione Atzeni ci ha aperto le porte della sua sede, di norma chiuse, dove avviene la vestizione dei protagonisti prima dell’uscita in pubblico. Un dietro le quinte prezioso che si può vedere nel nostro video. I momenti che precedono la vestizione, proprio come il dietro le quinte di un teatro, sono densi di eccitazione, agitazione, nervosismo. L’intreccio delle cinghie e dei campanacci è un momento complesso, che necessita di almeno due persone di supporto al protagonista prima che la maschera venga indossata e che tutto cambi.

Ci siamo spostati poi di qualche chilometro e abbiamo raggiunto il piccolo borgo di Orani. Basta allontanarsi di poco per trovare riti di matrice comune ma dalle forme più diverse.

Qui abbiamo incontrato Mario Morittu del Gruppo Su Budhu, e anche con lui abbiamo fatto quattro chiacchiere davanti alla videocamera. Bundhos e Maimones sono due maschere arcaiche, di recente riscoperta, la cui figura è arrivata quasi certamente dall’epoca nuragica. Sono grandi e realizzate totalmente in sughero. Essendo anche lui realizzatore di maschere per il suo gruppo, oltre che protagonista delle uscite in pubblico, ci siamo fatti raccontare qualcosa in più.

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