Interplay 22: dalle periferie un festival green che sostiene l’Agenda 2030

Nanhee Yook - Talk About Death
Nanhee Yook - Talk About Death

A Torino, dal 21 maggio al 14 giugno, torna la danza contemporanea che contamina la città

Dalle periferie al centro, dalla Spagna alla Francia, da Occidente a Oriente, e dalle rive del Po al Politecnico… passando ogni tanto perfino a teatro.
Da oltre vent’anni Interplay contamina Torino con la danza contemporanea, forse uno dei primi festival a sfruttare davvero le potenzialità (e le fragilità) di una città in maniera trasversale. Perché per Natalìa Casorati, storica direttrice artistica dell’evento, portare la danza contemporanea anche là dove non è solita arrivare è una vera mission. Rinforzata, ora, dagli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, di cui tutti noi dovremmo renderci promotori attivi, ognuno nelle proprie possibilità.

Si torna, per questa 22^ edizione in partenza sabato 21 maggio, alla piena capienza degli spazi, dopo l’edizione digitale del 2020 e quella ibrida dello scorso anno. Nonostante la pandemia, Mosaico Danza infatti non si è fermato, ma oggi è felice di tornare davvero a contatto con il pubblico, che sia quello già abituato alle sale quanto, e forse soprattutto, quello “inconsapevole”, agganciato casualmente in spazi insoliti e perfino scomodi, in quelle periferie che dovrebbero diventare tra i protagonisti degli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ottica di ridurre le disuguaglianze, riqualificare i quartieri poveri e potenziare un’urbanizzazione inclusiva.

E’ qui infatti che si darà il via alla manifestazione, in Barriera di Milano, storico quartiere d’immigrazione, prima dal Sud Italia e poi dall’estero, certo più famoso per la cronaca che per gli eventi culturali.
In questo cuore pulsante di vite, culture e lingue, a partire dalle 18 di sabato (nello spazio multidisciplinare di via Baltea e ai Bagni Pubblici di via Agliè) tre compagnie spagnole presenteranno, in prima nazionale, altrettante performance.
Per il focus che Interplay dedica quest’anno alla Spagna apertura quindi con Kateryna Humenyuk e Rolando Salamé di No Bautizados con “Lo invisible”, performance che integra danza e teatro fisico nella ricerca di sé; a cui seguirà Marcat Dance, casa artistica del pluripremiato coreografo spagnolo Mario Bermudez Gil e della cofondatrice americana Catherine Coury, che arrivano per la prima volta in Italia con “Azzurro”. Altra prima nazionale sarà “Dye Dye”, melting pot di linguaggi – dalla break dance al contemporaneo – firmati da Ertza, coreografo che in patria ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
A chiudere la giornata d’apertura, un percorso itinerante per il quartiere guidato da Sara Sguotti e Nicola Simone Cisternino insieme alla musica live di Pietra Tonale – Collective Band Orchestra.

Il festival ripartirà poi martedì 24 alle Lavanderie a Vapore di Collegno con Jacopo Jenna (“Alcune coreografie”) e il “Concerto for mandolino and string in C major by Vivaldi” del coreografo israeliano Gil Kerer: “Anche il suo spettacolo si sviluppa in stretta sinergia con la musica – spiega Casorati – E’ una composizione per corde pizzicate di mandolino sulla musica di Vivaldi”.
Seguirà il terzo spettacolo della serata, “Cuando somos”, di Carla Cervantes Caro & Sandra Egido Ibanez, un lavoro sull’identità di genere per combattere discriminazioni e stereotipi.

Presenti al festival anche due compagnie asiatiche: “La B.Dance, da Taiwan, è una giovane compagnia già molto affermata, selezionata al Festival d’Avignon 2019 – prosegue Casorati – Si ispirano a quelli che sono i combattimenti acrobati dell’Opera di Pechino coniugandoli con il linguaggio del contemporaneo”. Il coreografo della B.Dance, Tse-An Lin, terrà anche un workshop: “Visto che arrivano artisti da lontano, è un’occasione per creare delle opportunità di formazione tecnica”. I partecipanti scopriranno l’unione della danza contemporanea ai movimenti tradizionali asiatici e alle arti marziali.
“Lo spettacolo della compagnia sud-coreana Nanhee Yook è altrettanto delicato. Ci avvicina a quello che è lo spirito orientale. Parla di morte ma in senso positivo. E’ come se portassero in scena quello che è un rituale di accompagnamento verso l’aldilà ma vedendolo come un passaggio verso un’altra vita. Uno spettacolo molto poetico”.

Natalìa Casorati durante la conferenza stampa (ph: klpteatro)
Natalìa Casorati durante la conferenza stampa (ph: klpteatro)

Ci sono poi i giovani emergenti: “Alcuni, in realtà, sono già ben emersi. Penso ad Adriano Bolognino che presenta “Gli amanti” e il collettivo Mine [di cui su Klp leggerete prossimamente un’intervista, ndr] con “Esercizi per un manifesto poetico”.

Tra gli altri nomi di punta del festival segnaliamo, il 26 maggio, il ritorno di Guy Nader & Maria Campos con “Set of Sets” al Teatro Astra; mentre il 28, sempre sullo stesso palco, Giselda Ranieri con “Re_Play” e a seguire due produzione di MM Contemporary Dance Company: “Round trip” di Roberto Tedesco e “Brutal love poems” di Thomas Noone.
La serata del 30 vedrà invece l’arrivo di C&C Company & Cob Compagnia Opus Ballet con “Right”, libero adattamento del celebre “Le sacre du printemps” di Stravinsky, una rilettura (resa celebre anche da Pina Bausch) in chiave contemporanea e “senza veli”. Con questo lavoro Carlo Massari – che dirige nove danzatrici della compagnia fiorentina Opus Ballett – propone il tema della violenza sulle donne attraverso il mito del sacrificio di una vergine. A seguire, sul tema delle provocazioni, una chiacchierata con la critica Elisa Guzzo sulla battaglia femminista e l’identità oggi.

Il 31 spazio ad Ambra Senatore, che in seno a Torino e a Mosaico Danza è nata e cresciuta prima di affermarsi anche all’estero (dal 2016 dirige il Centre Chorégraphique National de Nantes); torna al festival con “A posto”, in cui protagoniste sono di nuovo tre figure femminili alla ricerca di qualcosa o qualcuno.
A seguire Manfredi Perego con l’anteprima nazionale di “Totemica, liturgia della dispersione”.

Prosegue il focus sulla Spagna sabato 4 giugno, quando ci si trasferirà all’Imbarchino, nel Parco del Valentino, con il ritorno della compagnie Marcat Dance in “Adama” e Proyecto Larrua con la performance di danza urbana “Idi-Begi”.

Non si dimenticano gli artisti torinesi. Saranno infatti presenti le compagnie Egribiancodanza con Raphael Bianco, Codeduomo con Daniele Ninarello, Zerogrammi con Simone Zambelli e il Balletto Teatro di Torino con Silvia Gribaudi.

Infine una nota green, perché Interplay vuol essere un festival ecosostenibile; da qui il sostegno economico ad alcuni progetti ambientali così da “compensare l’inquinamento che generiamo con le nostre iniziative”. Mosaico Danza ha quindi incontrato gli organizzatori di Treedom, Biorfarm e 4Ocean, che appoggiano i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dal Programma di Sviluppo per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti. E ha dato il proprio contributo acquistando 50 alberi, favorendo il riassorbimento di CO2 per circa 10 tonnellate e sostenendo la raccolta di 10 kg di plastica da mare e fiumi: “Non è tantissimo – prosegue Casorati – ma nel nostro piccolo cerchiamo di fare queste azioni per il pianeta e, ovviamente, ci farà piacere se pubblico o altri programmatori volessero unirsi a noi per fare un’azione ancora più forte per l’ambiente”.

Non vi abbiamo ancora raccontato tutto, perché gli appuntamenti – fino al 14 giugno – sono davvero tanti, e si arricchiscono di progetti e collaborazioni collaterali: ecco tutto il calendario.
Klp seguirà il festival come mediapartner e ve lo racconteremo!

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