Masolino D’Amico: “Tutto cambia ma il teatro resiste”. Videointervista

Masolino D'Amico
Masolino D'Amico

Ospite della rassegna Passepartout per parlare di James Joyce in occasione del centenario dell'”Ulisse”, incontriamo il critico e studioso teatrale

Approfittiamo della presenza di Masolino D’Amico ad Asti, nell’ambito della rassegna Passepartout, per una breve chiacchierata che ci accorda con piacere.
In realtà il suo intervento non riguarda il teatro, è qui per parlare dell’Ulisse di Joyce in una conferenza dal titolo “Scandaloso Ulysses”, in occasione dei cent’anni dalla scrittura dell’opera.
Oltre ad essere un noto critico, infatti, il professore è anche anglista, con diverse traduzioni all’attivo di Wilde, Shakespeare, Baum, Williams, Miller… solo per citarne alcuni.

Ma noi vogliamo chiedergli del teatro, della sua infanzia casualmente straordinaria, a stretto contatto con quelli che saranno i più grandi registi, attori, sceneggiatori del secondo Novecento. Merito, se così si può dire, della madre, Suso Cecchi D’Amico, immensa sceneggiatrice di Visconti, Antonioni, Rosi, Comencini, Fellini, Zavattini… che, lavorando principalmente a casa, era quotidianamente attorniata da artisti, ma senza dimenticare anche il padre, musicologo, figlio del fondatore dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma Silvio D’Amico.
Così ci troviamo a parlare delle origini, del fascino di quei tempi in relazione ad un oggi incerto.


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