Note da un Orient Café poco suggestivo

Alessandro Langiu
Alessandro Langiu
Alessandro Langiu

Lo spazio è vuoto, sul fondale si scorgono due musicisti. Questa scatola nera si prepara ad accogliere vicende, musiche e canzoni del sud. Tre personaggi si alternano, raccontano le loro storie e quelle dei loro predecessori.
Siamo nella Puglia più profonda, in un Orient Café che si rivelerà crocevia di difficili passati e angusti presenti. Piotr e Judith gestiscono un bar, in realtà aiutano nordafricani disperati a raggiungere l’Europa. Mimmo è sulle tracce del nonno, che durante il Ventennio aveva aiutato alcuni deportati nel campo di concentramento di Alberobello. Storie lontane e vicine condannate a intersecarsi.
C’è una musica suggestiva a fare da cornice, che suonata dal vivo dona una certa atmosfera. Note a metà fra la tradizione pugliese e quella dell’est Europa.

Il testo dello spettacolo, scritto da Alessandro Langiu e presentato al Teatro Palladium di Roma per ZTL-Pro 2010, benché si sforzi di trovare una chiave che unisca la storia recente (il fascismo e le deportazioni) al presente dell’immigrazione europea, appare tuttavia didascalico e superficiale. Non riesce a creare un immaginario poetico come forse vorrebbe, risultando vago e poco incisivo per essere considerato teatro civile.

Le interpretazioni dei due “stranieri” appaiono troppo scolastiche, così confuse da non creare la necessaria empatia con il pubblico, nemmeno quando vengono declamate con coraggio in forma di canzoni sul sottofondo musicale di Yvonne Fisher e Matteo Nahum, eseguito alla fisarmonica da Desiree Infascelli, che resta la parte più riuscita dell’operazione. Altra nota positiva è il personaggio di Mimmo, interpretato da Langiu stesso, che nel suo tornare sui passi del nonno crea una storia interessante e drammaturgicamente originale, sorretta da un’interpretazione sincera e credibile. Troppo poco, però, per uno spettacolo che non riesce a far respirare l’aria della Puglia.

Prova fallita stavolta per ZTL, che inciampa – e per fortuna accade raramente – all’alba del suo terzo anno di “esperimento di produzione indipendente a Roma”.
A rievocare la giovane e vitale storia del progetto è adesso un volume, pubblicato da Editoria & Spettacolo e curato da Graziano Graziani, che ne ripercorre con accuratezza di dati e riflessioni le tappe fondamentali. Gli interventi critici a supporto degli spettacoli prodotti sono, fra gli altri, di Antonio Audino, Andrea Porcheddu e Massimo Marino. Un volume che sottolinea, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto nella capitale l’attività teatrale contemporanea, artistica ma anche di critica “militante” sia in questi anni vivace.

Viaggio per l’Orient Café
di Alessandro Langiu
con: Arianna Gaudio, Nicola Laieta, Alessandro Langiu
collaborazione alla regia: Armando Pirozzi
musiche: Yvonne Fisher, Matteo Nahum
eseguite alla fisarmonica da Desiree Infascelli
luci: Gianni Staropoli
durata: 43’
applausi del pubblico: 1’ 44’’

Visto a Roma, Teatro Palladium, il 20 marzo 2010

Join the Conversation

No comments

  1. says: alessandro langiu

    nel rispetto di quanto leggo preciso un paio di elementi.
    non è uno spettacolo finito, ma uno studio.
    questo purtroppo non è stato chiaro nella comunicazione non gestita da me.
    uno studio non è uno spettacolo ne finito ne completo, ma è un passaggio verso la conclusione.
    le musiche di pugliese, non hanno nulla, al momento, ma è lo sviluppo futuro.
    il teatro civile, non si sotituisce ai giornalisti, come troppo spesso si vede. il teatro deve presentare storie che vadano oltre, altrimenti meglio dedicarsi alle inchieste, che per quanto mi riguarda, sono la base dello sviluppo del testo , e non il testo stesso.

    per quanto riguarda ztl, non ho che ringraziarla, per aver sostenuto questo studio.
    sono temi che difficilmente trovano spazio in contesti di produzione ordinaria.

    darò notizia del debutto dello spettacolo.
    buon lavoro.

  2. says: Daniele T

    e chi ha gestito così male la comunicazione? Non si capiva da nulla che non era uno spettacolo finito. Non dico a te, che la tua onestà intellettuale è fuori discussione, ma me lo chiedo lo stesso. Non si manda un artista ad esser fucilato senza protezioni…
    Buon lavoro, verremo a vedere (verrò a vedere) anche lo spettacolo finito.
    Dt

Leave a comment
Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.