How Long is Now. Per Balletto Civile passo a due con la vecchiaia

Balletto Civile in How long is now (photo: teatrodellatosse.it)

Balletto Civile in How long is now (photo: teatrodellatosse.it)

La potremmo definire, “How Long Is Now”, un’opera dove il passo danzato prende il posto della parola, la completa, la arricchisce e la carica di forza emotiva. 

Michela Lucenti, insieme con i suoi danz-attori per il debutto alla Tosse di Genova, dipinge un affresco un po’ felliniano partendo dal sogno di un vecchio professore di fisica, poeticamente accomodato in proscenio su una vecchia poltrona di pelle. 
Dietro di lui, su un prato verde, altrettanto poeticamente i ricordi, gli amori, gli episodi di una vita… prendono forma nei gesti e nelle battute dei performer.

Momenti esilaranti scivolano così via e si mescolano a frammenti più intensi che coinvolgono e travolgono lo straordinario protagonista. 
E’ così che riemerge dall’oblio la sensuale ballerina brasiliana di cui si era innamorato, o il vecchio postino che gli ha portato la corrispondenza per quarant’anni, ma anche la moglie buffa e pedante pronta a soffocare ogni suo guizzo, il nipote che chiedeva aiuto per i compiti portando il nonno in un mitico viaggio su un vecchio motorino. 


Sfregando quella lampada di Aladino che è il sogno tutto diventa possibile, anche se per poco tempo. Quella sorta di piacevole impalpabilità di passi di danza à la Bausch, di cui la Lucenti è stata allieva, alternati a momenti di recitato, concorrono a delineare le pagine più importanti di un’esistenza che in fondo pare collettiva, in cui ognuno può trovare la propria ballerina o il suo postino. 

La storia agita va ad incrociare quella vissuta anche grazie a qualche saltuario intervento audio con testimonianze reali. Il ricordo si fa sempre più chiaro, ed è lì che il fondale nero del teatro si solleva per lasciare intravedere con delicatezza tredici carrozzine su cui siedono altrettanti anziani. Sono gli ospiti della Residenza Duchessa di Galliera di Genova, con cui Balletto Civile ha tenuto un laboratorio in preparazione delle date genovesi dello spettacolo.
Di nuovo diventa limpido l’intento etico del gruppo della Lucenti, che si pone l’obiettivo di includere sul palco, costruire o ricostruire la comunità oggetto del lavoro artistico: la danzatrice e coreografa sostiene infatti da sempre che “partire dal corpo significa provare a partire dalla verità, e molto spesso la verità su di noi ce la fanno scoprire gli altri”.

E’ il momento dell’interazione dei performer con gli anziani, sulle note del bolero di Ravel, in una parziale restituzione, invero un po’ troppo lunga, del lavoro fatto insieme, dove ogni anziano interagisce con un danzatore attraverso piccoli gesti simbolici, volti a creare una coreografia collettiva.
Difficile non emozionarsi nel vedere avanzare lentamente le tante sedie a rotelle spinte da altrettanti danzatori. E pare quasi che lo stupore sia reciproco: in chi tocca questa verità dalla platea, e in chi, forse per la prima volta, è sul palco. 

How Long is Now
ideazione e coreografia Michela Lucenti
musica originale eseguita dal vivo Julia Kent 
script Maurizio Camilli 
liriche Sara Ippolito 
disegno luci Pasquale Mari 
datore luci Davide Sardella
tecnicismi Francesco Traverso 
danzato e creato da Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Francesco Gabrielli, Sara Ippolito, Andreapietro Anselmi, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Carlo Massari, Alessandro Pallecchi, Gianluca Pezzino, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Chiara Taviani 
produzione Balletto Civile / Festival Bolzano Danza – Tanz Bozen / Fondazione Teatro Comunale di Ferrara / Fondazione Teatro Due 
con il sostegno di Centro Giovanile Dialma Ruggiero 

durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 3′ 45”

Visto a Genova, Teatro della Tosse di Genova, il 31 ottobre 2014 


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