A MILANoLTRE MM Company Dance Company rilegge “Grande Fuga op. 133”, avviando il dialogo tra musica e danza
L’occasione di apprezzare le corrispondenze tra musica e danza. In “Grosse Fugue” – produzione MM Contemporary Dance Company – la famosa coreografa francese Maguy Marin incontra “Grande Fuga op. 133” di Beethoven, e crea uno spettacolo di grande impatto fisico ed emozionale.
Siamo all’Elfo Puccini, all’interno di MILANoLTRE, longevo festival diretto da Lorenzo Conti e Rino Achille De Pace giunto alla 38ª edizione. In scena quattro donne vestite di rosso: Emiliana Campo, Matilde Gherardi, Fabiana Lonardo e Alice Ruspaggiari. Quattro interpreti, ognuna con la propria cifra stilistica e personalità. I costumi di Chantal Cloupet creano piccole variazioni nella foggia, per escludere ab ovo ogni possibile appiattimento corale, e dare carattere specifico a ogni danzatrice.
Da una stessa enfatica cellula melodica nascono quattro movimenti, ciascuno con una fisionomia ritmica. Ne deriva un disegno bizzoso, dalle geometrie dissonanti, di profondo e inarrestabile dinamismo. È una continua oscillazione tra sonorità melodiche e movenze marcate, scomposte, aspre.
Libertà e arditezza. Cancellare la forma, perché esploda l’energia. Gesti mai del tutto nitidi, sempre al servizio delle emozioni.
È una prova d’assoluta generosità. Maguy Marin (coreografia rimontata da Dorothée Delabie, maestro ripetitore Enrico Morelli) realizza l’incontro mozzafiato tra danza classica e danza contemporanea, sulla falsariga dello stesso Beethoven, che aveva associato il contrappunto polifonico rinascimentale e la fuga barocca all’armonia classica, ottenendo effetti di grande potenza drammatica.
“Grosse Fugue” è un quartetto d’archi. Ogni ballerina è uno strumento: primo violino, secondo violino, viola, violoncello. Al centro c’è la forza femminile, la tempra e le battaglie che le donne affrontano nella vita, gettando il cuore oltre ogni remora e fragilità.
La molteplicità della scrittura contrappuntistica di Beethoven si traduce scenicamente in una macchina complessa, con i movimenti d’ensemble che lasciano sempre spazio all’estro delle singole interpreti, alla modalità personale di reagire ai differenti input sonori.
Campo, Gherardi, Lonardo e Ruspaggiari sono figure in perenne agitazione. Sono amazzoni coraggiose, eroine spavalde. Percuotono la scena con instancabile energia. A volte traballanti o cadenti, mai prostrate, sanno sempre risollevarsi.
La coreografia è una celebrazione della vita con le sue storture, che non risparmia insidie e dolori. È una composizione che lascia senza fiato perché nasconde una profonda resilienza, pur in un colore vermiglio che alla nostra epoca rimanda a scenari di violenza subita. Ma qui le diverse declinazioni di rosso rappresentano soprattutto la vitalità appassionata, l’intensità, e la tenacia delle protagoniste.
Il movimento in scena è implacabile. Le effimere pause, i momenti di liricità e cedevolezza, non acquietano mai l’impeto delle danzatrici, che erompe in vigorosi climax. Anche l’esito orizzontale – schiacciato sul palco – di un tempo che si esaurisce, non pare dilapidare quella sensazione di riuscita: di (r)esistenze femminili, vissute nella pienezza e nel fervore.
GROSSE FUGUE
coreografia Maguy Marin
coreografia rimontata da Dorothée Delabie
musica Ludwig van Beethoven, “Die Grosse Fuge, op.133”
costumi Chantal Cloupet
luci François Renard
maestro ripetitore Enrico Morelli
interpreti Emiliana Campo, Matilde Gherardi, Fabiana Lonardo, Alice Ruspaggiari
produzione MM Contemporary Dance Company
co-produzione Reggio Parma Festival, Festival Bolzano Danza/Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, MILANoLTRE Festival
prima mondiale Compagnie Maguy Marin: 2001 – Espace Jean Poperen – Meyzieu
anteprima nazionale con MM Contemporary Dance Company: 16 dicembre 2023 – Reggio Parma Festival – Teatro Ariosto, Reggio Emilia
prima nazionale con MM Contemporary Dance Company: 16 luglio 2024 – Festival Bolzano Danza
durata: 20’
applausi del pubblico: 2’
Visto a Milano, Teatro Elfo Puccini, il 5 ottobre 2024
