Filippo Dini e i parenti terribili di Jean Cocteau

I parenti terribili (ph: Serena Pea)
I parenti terribili (ph: Serena Pea)

Milvia Marigliano, Mariangela Granelli, Giulia Briata e Cosimo Grilli in scena nell’opera considerata perfetta dell’artista francese

Ha ancora senso proporre oggi “I parenti terribili” di Jean Cocteau, testo che il celebre autore francese scrisse in soli otto giorni nel 1938, coniugando in maniera sapida e coinvolgente commedia e tragedia, e traendone poi, dieci anni dopo, anche un film?
Secondo Filippo Dini è ancora possibile. E presenta il suo nuovo spettacolo teatrale collocandolo nel solco dei tre precedenti lavori registici: gli ottimi “Locke” (tratto dal film del 2013 di Steven Kinght), “Casa di bambola” di Ibsen e “Agosto a Osage County” di Tracy Letts, tre lavori che in modo diverso già indagavano il profondo malessere che spesso si annida nel nucleo familiare, troppe volte preso invece a modello di perfetta e amorevole convivenza. Grazie anche alla nuova traduzione che ne ha fatto Monica Capuani, Filippo Dini ci riconsegna adesso, in modo assolutamente contemporaneo, il linguaggio tagliente e corrosivo dei personaggi di Cocteau.

La terribile famiglia presa in esame è quella composta da Georges (lo stesso Dini), Yvonne (Mariangela Granelli) e il loro giovane figlio Michel (Cosimo Grilli), che soffoca nel rapporto morboso con la madre. Michel si invaghisce quindi, anche per uscire da questo giogo ossessivo, della giovane Madeleine (Giulia Braita), di cui tuttavia imprevedibilmente si innamora anche il padre.
Della partita è anche Leonie, zia di Michel nonché sorella di Yvonne ed ex amante abbandonata di Georges, di cui è ancora innamorata. Sarà lei, suo malgrado, intonando spesso significativamente “Ritornerai” di Bruno Lauzi, a cercare di ricomporre i fili del tutto, attraverso un gioco di incastri degli affetti assai indigesto, che metterà in luce tutti i meccanismi pericolosi che legano i cinque protagonisti.

Se, nella prima parte, lo spettacolo si muove su toni farseschi, quasi da vaudeville, che culminano con i duetti esilaranti tra Georges e la cognata (la bravissima Milvia Marigliano), nella seconda parte il gioco al massacro che si istaura con l’arrivo di Madeleine, e che rimarrà senza superstiti, viene condotto da Cocteau con grande perizia, attraverso toni di sommessa ferocia che ci ricordano molto da vicino “Le dieu du carnage” di Yasmina Reza, che debutterà però quasi 70 anni dopo la nascita di quest’opera, nel 2006.

La vicenda viene posta dalla scenografa Maria Spazzi in due luoghi diversi: nel primo troneggia un grande letto, significativamente sempre disfatto, che attraverso due pannelli mobili diventa poi il salotto dell’appartamento di Madeleine. Le luci cangianti di Pasquale Mari e le musiche di Massimo Cordovani danno ulteriore sostanza allo spettacolo.
Peccato, a nostro avviso, per le atmosfere oniriche mal congegnate all’inizio dello spettacolo e per i toni gridati, a volte fuori misura, che portano a un finale in definitiva poco risolto.

La produzione ha comunque il merito di ridonarci, in modo complessivamente confacente, un testo a torto dimenticato troppo presto.

I PARENTI TERRIBILI
di Jean Cocteau
traduzione Monica Capuani
regia Filippo Dini
con Milvia Marigliano, Mariangela Granelli, Filippo Dini, Giulia Briata, Cosimo Grilli
scene Maria Spazzi
costumi Katarina Vukcevic
luci Pasquale Mari
musiche Massimo Cordovani
assistente alla regia Alma Poli
assistente scene Chiara Modolo, assistente volontario Gennaro Madonna
TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Stabile Bolzano
Si ringrazia il Comité Jean Cocteau

durata: 1h 45′

Visto a Milano, Teatro Elfo Puccini, l’11 gennaio 2025

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