Il Paese Ritrovato di Monza, primo villaggio Alzheimer in Italia, trasforma la fragilità in arte e restituisce vita e dignità attraverso la magia del teatro
C’è un luogo, alle porte di Monza, dove il tempo rallenta e la memoria si fa carezza. Dove le persone con Alzheimer non sono “pazienti”, ma abitanti, attori, poeti. Si chiama “Il Paese Ritrovato”, ed è il primo villaggio Alzheimer in Italia. Qui, tra appartamenti protetti, vialetti alberati, piazze e botteghe, caffè e cinema, si vive in sicurezza ma anche in libertà, riscoprendo un quotidiano che sa di casa.
Ed è proprio da qui che nasce un’esperienza unica, poetica e rivoluzionaria: il docufilm “Telenovela”, nato da un laboratorio teatrale ideato e condotto da Paola Perfetti, drammaterapeuta, attrice e regista. Una scommessa ardita: portare in scena – e subito dopo sul grande schermo – persone con fragilità cognitiva. Ma il risultato è andato ben oltre ogni aspettativa.
“Telenovela” non è solo uno spettacolo. È un viaggio nell’anima, un’esperienza di riscatto emotivo e sociale. Per due mesi, una ventina di residenti del villaggio si sono immersi in un laboratorio teatrale intenso, fatto di improvvisazioni, giochi di ruolo, allenamento mimico e vocale. Hanno indossato costumi scintillanti anni Venti e Trenta, piume e paillette. Sono entrati e usciti da personaggi grotteschi, comici, drammatici. Hanno riso, pianto, ricordato. Hanno vissuto.
Il risultato non è stato un semplice spettacolo, ma un docufilm che mescola teatro, cinema e testimonianza. La narrazione – ispirata alle telenovelas anni Ottanta – è volutamente esasperata, caricaturale, surreale: amori impossibili, preti alcolizzati, maghe, maggiordomi, finti gay, intrighi e colpi di scena. Ma dietro la finzione, c’è una verità profonda: quella di persone che, nonostante la malattia, conservano ancora tutta la loro umanità.
Ogni interprete porta in scena sé stesso e qualcosa in più. Rosella Vittoria Foroni è una magnetica Carmensita Rodriguez, Francesco Meardi un appassionato Juan Gomez. Al loro fianco, Carla Tamanti, Marlies Melzer, Aldo Jeffrey Morley, Vittorio Meschi, Donato Moroni e molti altri. Ognuno con la propria storia, la propria memoria intermittente, i propri limiti e risorse. Ognuno protagonista.
Non è stato facile memorizzare battute, gestire l’ansia da prestazione, coordinarsi davanti alle telecamere. La regista Paola Perfetti racconta le difficoltà incontrate durante le riprese: “Nel laboratorio teatrale c’è un’intimità protetta. Ma davanti alle luci e all’obiettivo la pressione è diversa. Abbiamo dovuto segmentare le scene, rallentare i ritmi, e alla fine trasformare lo spettacolo in un docufilm. Ma l’energia teatrale, quella non è andata perduta”.
E proprio quella finzione – i personaggi, i costumi, il trucco, le scenografie – ha permesso agli attori di uscire da sé stessi, abbandonare per un attimo l’identità di “malati” per calarsi in un altrove immaginifico. Di sentirsi di nuovo vivi, utili, brillanti. Di giocare. Di ritrovare fiducia e autostima.
Il laboratorio teatrale ha potenziato l’espressività mimica e corporea, spesso soppressa dalla malattia, migliorato la coordinazione motoria e attivato canali comunicativi alternativi a quello verbale. Un approccio non farmacologico che mette al centro la qualità della vita e dimostra che, finché si è in vita, si può ancora comunicare.
Il docufilm è stato proiettato per la prima volta il 27 febbraio 2025 al cinema Anteo di Monza, registrando il tutto esaurito. A grande richiesta, è seguita una seconda proiezione il 27 marzo. In entrambe le serate, dopo la visione, il pubblico ha incontrato gli attori, la regista e due esperti, in un confronto partecipato sul valore dell’arte nella cura della demenza.
Non è stata una semplice proiezione. È stata una celebrazione della vita, della tenacia, dell’empatia. Molti familiari hanno pianto di gioia: “Mai avremmo pensato di rivedere nostra madre sorridere così. Recitare. Essere ammirata”. Nessuno ha guardato la malattia. Tutti hanno guardato la persona.
Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno della cooperativa La Meridiana, alla produzione video curata da Travis Scotti e Gianluca Tomei, al trucco di Rossella Nitti, ai costumi di Grandi Spettacoli, e alla donazione di Marinella Modigliani, che ha creduto profondamente nella forza di questo sogno.
Nel foyer, ad accogliere il pubblico, una mostra fotografica di Jordan Cozzi raccontava il backstage dello spettacolo: attori al trucco, cambi d’abito, attimi di attesa e concentrazione, momenti di regia. Dodici pannelli pieni di luce, umanità e bellezza.
Paola Perfetti non è solo una regista. È un’anima che abita il teatro come strumento relazionale e terapeutico. Laureata in Filosofia, attrice, counselor, lavora da oltre vent’anni nei contesti educativi e socio-sanitari. Al Paese Ritrovato ha ideato un modello di drammaterapia fondato sull’improvvisazione, la poesia, i racconti e perfino le lingue straniere. La sua è una cura dell’anima.
“I miei laboratori sono rituali – racconta – allenamenti alla presenza, al contatto, alla possibilità di esprimere ciò che le parole non dicono più. La poesia, ad esempio, arriva dove il linguaggio razionale non può. Rende presente il passato, restituisce dignità al silenzio”.
Il prossimo appuntamento è a Milano, il 21 settembre, Giornata Mondiale dell’Alzheimer, presso Arianteo Fabbrica del Vapore, a ingresso gratuito. L’obiettivo? Portare questo messaggio a più persone possibili. Far conoscere un altro modo di pensare la cura. Mostrare che la fragilità non è debolezza, ma una forma diversa di bellezza.
Perché il teatro non guarisce, ma illumina. Resta accanto. Accompagna.
E, come scriveva Kafka, “la meraviglia della vita è sempre a disposizione di ognuno… Se la si chiama con il giusto nome, essa arriva”.
TELENOVELA
Ideazione e regia: Paola Perfetti
Interpreti: Rosella Vittoria Foroni, Francesco Meardi, Carla Tamanti, Marlies Melzer, Aldo Jeffrey Morley, Vittorio Meschi, Donato Moroni, Maria Maddalena Soffientini, Anna Viapiana, Romano Bertoncini, Anna Maria Vian, Viviana Soffici, Sante Di Pumpo, Giorgio Ciribanti, Salvatore Serapione, Adele Tornaghi, Margherita Caruso
Trucco: Rossella Nitti
Riprese e video: Travis Scotti e Gianluca Tomei
Produzione: cooperativa La Meridiana (grazie alla quale esiste Il Paese Ritrovato)
Con il contributo di: Marinella Modigliani
