Commissione Teatro del MiC: dimissioni e nuovi criteri per lo spettacolo dal vivo

L'immagine scelta dal Teatro della Toscana per la nuova stagione
L'immagine scelta dal Teatro della Toscana per la nuova stagione

Giornate calde dopo le dimissioni di 3 componenti su 7 della Commissione Teatro del Ministero. E il Governo si muove per un sistema “più semplice e trasparente”

Sono, queste, settimane di presentazione delle prossime stagioni per tutti i principali teatri italiani. Così, in una cornice davvero inedita, ieri mattina, 20 giugno, a Firenze in piazza della Signoria, sull’Arengario di Palazzo Vecchio, è stata presentata dal direttore artistico Stefano Massini (a fianco della sindaca della città Sara Funaro) anche la stagione 25/26 del Teatro della Toscana, un progetto culturale vasto e cosmopolita che investe tutte e tre le sale della Fondazione: il Teatro della Pergola e il Nuovo Rifredi Scena Aperta a Firenze, e il Teatro Era a Pontedera.

Una stagione – ha spiegato Massini – che sottolinea la vocazione pubblica e civile del Teatro della Toscana, riaffermandone il ruolo fondamentale come fulcro di partecipazione, ispirazione e riflessione, per un teatro portatore di altri sguardi: “Diversi, nuovi e consapevoli”. Concetti che emergono in maniera evidente nella varia e diversificata programmazione.

La presentazione è avvenuta l’indomani della notizia delle dimissioni di tre componenti – su sette – della Commissione consultiva per il teatro del MiC (avvenuta il 19 giugno): Alberto Cassani, Carmelo Grassi e Angelo Pastore, espressione degli enti locali.
Gli altri quattro commissari, invece, nominati dal Ministero della Cultura, sono espressione della maggioranza di governo. Si tratta di Alessandro Massimo Maria Voglino, Marco Lepre, Luigi Rispoli e Gianpaolo Savorelli.
La Commissione Teatro, al momento, al di là di continuare ad esprimere uno sguardo esclusivamente al maschile, non ha quindi la totalità dei suoi componenti e a mancare è del tutto la rappresentanza degli enti locali.

Fra i motivi addotti dai tre componenti dimissionari, c’è anche “l’affaire” Teatro della Toscana, declassato e quindi non più Teatro Nazionale. I dimissionari hanno infatti motivato la loro decisione sottolineando come “la scelta della maggioranza della commissione di voler declassare la Fondazione Teatro nazionale della Toscana sulla base di motivazioni pretestuose, ci trova assolutamente contrari e rende impossibile la prosecuzione del lavoro”.

Molte le prese di posizione a sostegno di Cassani, Grassi e Pastore, sia da parte di colleghi giornalisti, che di molti artisti. E’ così nata in poche ore la “Dichiarazione di preoccupazione e richiesta di intervento sul caso delle dimissioni nella Commissione Consultiva Teatro del FNSV” (questo il link per chi volesse firmare: https://forms.gle/PdQQ2J56g6o4vLRq7), in cui si ribadisce come le motivazioni delle dimissioni non riguardino divergenze sul merito dei progetti o sulla qualità dei processi e dei percorsi valutati, ma siano connesse a questioni di metodo che appaiono determinate da logiche di appartenenza a schieramenti, rischiando quindi di compromettere i meccanismi dialettici alla base del confronto politico. Con un appello finale rivolto al Ministro Alessandro Giuli affinché respinga le dimissioni dei commissari.

Su questi gravi fatti è intervenuto anche C.Re.S.Co., il coordinamento nazionale che raccoglie e rappresenta oltre 200 tra artisti, professionisti, strutture e festival della scena contemporanea, e che si pone quale interlocutore propositivo presso le istituzioni nazionali e regionali, facendosi portavoce di istanze collettive. Anche C.Re.S.Co., attraverso una nota stampa, si è detto preoccupato delle dichiarazioni dei dimissionari, che hanno constatato “l’impossibilità di costruire, all’interno della Commissione, un percorso condiviso ed equilibrato nella valutazione degli organismi teatrali richiedenti”. Questa impossibilità, si chiede C.Re.S.Co., corrisponde all’inadeguatezza dei criteri di valutazione adottati finora?
“Tre su sette [commissari, ndr] sono molti, ma restano minoranza, una minoranza dialogica e fondamentale, per cui pare non esserci più posto in questo Paese, mentre oggi più che mai occorre un clima di collaborazione che consenta al sistema di dotarsi di una commissione composita e con tutta la rappresentanza necessaria, soprattutto degli enti territoriali, regionali e locali”.

La notizia, giunta pressoché all’indomani della pubblicazione delle ammissioni dell’Ambito Danza e dei relativi verbali, ha proseguito la nota, “lasciano le imprese che hanno già investito per metà dell’anno a chiedersi con paura con quali criteri sia stato esaminato il loro progetto, visto che in questa bagarre la qualità artistica – che dovrebbe essere unico oggetto delle valutazioni delle Commissioni – non sembra entrare in nessun modo”.

Nel frattempo, Gianmarco Mazzi, sottosegretario al Ministero della Cultura con delega allo spettacolo dal vivo, esponente di Fratelli D’Italia, in un comunicato di ieri ha affermato di voler creare un gruppo di lavoro per lo studio e l’individuazione di nuovi criteri per i contributi allo spettacolo dal vivo: “Dopo aver appreso delle plateali dimissioni di tre componenti della commissione teatro del Ministero e che due di loro, nominati come figure tecniche dalla Conferenza unificata di Regioni, Province e Comuni, sono in realtà esponenti di partito, ho deciso di accelerare una decisione già da tempo condivisa con le associazioni più rappresentative del settore”.

Mazzi sembra non voler perdere affatto tempo: “Insedieremo entro pochi giorni un gruppo di lavoro per lo studio e l’individuazione di nuovi criteri e nuove modalità per l’assegnazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, che lavorerà per i prossimi due anni e dovrà realizzare un sistema più semplice e trasparente di quello attuale, da lasciare come eredità alla prossima legislatura”.

Per guidare il gruppo di lavoro, il sottosegretario ha fatto il nome del 90enne Giorgio Assumma, famoso avvocato esperto in diritto d’autore ed ex presidente della SIAE, considerato l’avvocato dei vip e di diversi personaggi del mondo dello spettacolo. Sarà affiancato, ha dichiarato Mazzi, dai più autorevoli studiosi italiani della materia e dai migliori operatori del mondo dello spettacolo. Del resto, come ha dichiarato Massini nel presentare la stagione toscana, “Non veniamo a teatro per uscirne rassicurati, ma per togliere i paraocchi e vedere di più, vedere ancora, vedere meglio”.

Sipario.

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