A Genova il teatro è ancora in Tilt

Alone - Luigi Marangoni|Fiona Dovo
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Fiona Dovo
Fiona Dovo in Per colpa di Nevio
Giunto tra molte difficoltà e peripezie alla quarta edizione, Teatro in tilt, vetrina/expo del teatro indipendente ligure, di cui avevamo già parlato lo scorso anno, presenta in questo 2014, oltre alle consuete “pillole”, tre spettacoli integrali scelti da una giuria composta da Anna Maria Monteverdi, Donato Nubile e Laura Santini.

A questa novità se ne va ad aggiungere una seconda: nel mese di giugno (14 e 15) nell’ambito del Festival di Teatro Contemporaneo NIN–Nuove Interazioni, ideato ed organizzato dalla Compagnia dell’Ordinesparso, quattro compagnie di Tilt, assieme ad altre del levante ligure, presenteranno pillole dei loro lavori a Sarzana (SP).

Nell’affascinante spazio de Il Munizioniere a Palazzo Ducale, immersi nel cuore del centro storico di Genova, abbiamo assistito a due dei tre lavori integrali in cartellone, ovvero “Per colpa di Nevio” e “Alone”. Due lavori che narrano storie autobiografiche, con protagonisti che ci raccontano con vena ironica realtà tragiche, tra frustrazioni, difficoltà e malattie, nel contesto di un quotidiano quanto mai reale e ostile, ma che lascia spiragli di speranza per una felicità talvolta inaspettata. Due spettacoli freschi e piacevoli, godibili nella loro interezza.

Fiona Dovo, formatasi alla Paolo Grassi di Milano, fondatrice nel 2005 del Teatro delle Formiche, è la protagonista di “Per colpa di Nevio”, messinscena che prende ispirazione da un monologo autobiografico dell’inglese Claire Dowie, tra l’altro una delle pioniere dello stand-up theatre.
Ci racconta di una giovane gay alle prese con l’improvvisa ricomparsa di un amore giovanile, ancora pulsante, e una maternità inaspettata quanto improbabile, che finirà con lo sconvolgere “felicemente” i suoi progetti. Una trama degna di un film di Pedro Almodóvar.

“A metà strada tra il teatro di narrazione e la stand-up comedy” si legge nella presentazione, anche se, coll’evolversi del lavoro, sembra che la protagonista e autrice propenda più per la prima direzione. Forse la drammaturgia è caratterizzata da qualche accelerazione di troppo, qualche salto per dirla in breve, ma questo non toglie freschezza e godibilità allo spettacolo. La Dovo ha talento, regge bene il palco, si avvale di brani musicali che divengono parte fondante dello sviluppo drammaturgico e, con una scenografia scarna ed essenziale, delinea con abilità le vicende di una trentenne single che si divide tra la ricerca di amore (quello vero) e il lavoro in un supermercato, tra frustrazioni, cinismo mescolato all’arte di “accontentarsi” e una realtà, quella degli adulti, dove tutti i sogni e le ambizioni sembrano naufragare malamente.

Alone - Luigi Marangoni
Luigi Marangoni in Alone
Interessante anche la prova di Luigi Marangoni, che in “Alone” di dinamiciteatri – gruppo fondato nel 2010 – interpreta Luca, un uomo sulla soglia dei quaranta anni che all’età di diciassette ha scoperto di essere afflitto dalla retinite pigmentosa.
Narra, con una buona dose di ironia, quattro lustri da “ipovedente grave” e non mancano stoccate alla realtà contemporanea dell’informazione, alla palude (dis)informativa dei mass media, ad una società sempre più consumistica e menefreghista, fra disoccupazione e sogni di riscatto.

Tra dolore e umorismo, “Alone” – tratto da una storia vera – delinea con tratti leggeri, come di acquarello, la storia del difficile rapporto con la malattia, e di come la conquista di un lavoro diventi, per il protagonista, ragione di vita, conducendolo sino a una conquista faticosa di un’autoconsapevolezza, “capace di cogliere il senso e la bellezza nella vita di tutti i giorni”.
In fondo, almeno il teatro ci restituisca un poco di speranza.
 

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