Custodi del nostro tempo e dei nostri valori: ecco cheFare

Il progetto Custodi parte da un risultato positivo: un pubblico nuovo e numeroso per L’importanza di essere piccoli, rassegna di poesia e musica che si svolge sull’Appennino emiliano e in cui alcuni borghi abbandonati delle province montane in agosto, luoghi che così ritornano a essere abitati.

Durante il festival gli abitanti dei borghi si sono presi la responsabilità della riuscita degli eventi proposti allestendo spazi, cucinando, ospitando artisti.
Durante l’anno vengono realizzate iniziative che ‘preparano il terreno’, ma sentiamo che quest’occasione di condivisione dovrebbe conservarsi diventando un progetto di lavoro culturale.

“Abbiamo deciso di abitare i margini attraverso la saldatura artistica di ferite sociali, economiche e culturali. La nostra ferita è il senso dell’abbandono: di progetti a lungo termine, di un territorio che si spopola, del passaggio dei saperi, degli anziani e dei luoghi della cultura. Desideriamo restare e “rimettere a cultura” quelle periferie, non solo geografiche. Per farlo ci vuole tempo, un luogo in cui lavorare con i metodi del co-working e una comunicazione che non faccia leva solo sul web, sulla volatilità, su eventi spot, ma che sappia fare innamorare”.

Per questo il progetto Custodi ha partecipato a cheFare, piattaforma culturale che permette alle imprese sociali profit e non profit di realizzare il proprio progetto, inducendo a fare rete e attivare network territoriali.
Tra il 24 settembre ed il 3 novembre 2012 cheFare ha raccolto, attraverso un bando, oltre 500 progetti di innovazione culturale che sono stati analizzati da un team di esperti.

I progetti selezionati sono ora sul sito per essere votati dal pubblico, fino al 13 gennaio 2013.
Gli utenti hanno anche la possibilità di finanziare i progetti preferiti, sostenendoli tramite crowdfunding con Eppela.
I primi cinque classificati saranno valutati da una giuria, composta da personalità del mondo della cultura, che eleggerà il vincitore il 29 gennaio 2013.

Obiettivo di Custodi è di dare dignità al lavoro nell’ambito della cultura, quindi verranno assunti alcuni operatori che verranno formati attraverso il fare e con corsi  di aggiornamento. Attraverso residenze artistiche fatte di laboratori, appuntamenti (nelle case, nei cortili, nelle piazze, nei boschi, nei sentieri), studio, formazione e lavoro condiviso, approfondirà il senso e l’atmosfera del festival estivo. Un modo per abitare diversamente un luogo, trasformato dallo sguardo dell’artista, e per pensarlo alla luce di una prospettiva: quella di ospitare e collaborare con altre realtà costruendo insieme a partire dal pensiero e dalla relazione tra le persone.

L’idea è quella che un’impresa culturale possa trasformare un luogo in crisi in un luogo nuovo, in grado di essere in qualche modo ‘appetibile’ anche per l’esterno, mettendo in pratica in modo non astratto una connessione tra cultura e ‘turismo’.
 

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