Dance Card: in Lombardia la danza 24/25 costa la metà

La Dance Card lombarda
La Dance Card lombarda

“DANCE! Il party di Dance Card” presenta l’iniziativa alla Fabbrica del Vapore. Enrico Coffetti ci spiega tutti i segreti della tessera

Milano Dancing Queen. Una carta per assistere a prezzi dimezzati agli spettacoli di danza in tutta la Lombardia. Sarà presentata in una festa danzante giovedì 27 giugno alle ore 19 alla Fabbrica del Vapore di Milano. La festa spettacolo, intitolata “DANCE! Il party di Dance Card”, si svolgerà con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.
L’evento, nel palinsesto di “Milano è Viva”, prevede varie performance di danza, con Flux, WHYNOT e dj set. A introdurlo, un corteo di baccanti con le allieve e gli allievi di Artemente, e le incursioni comiche di Lunanzio, vivace menestrello meneghino dal virtuosismo barocco.
Visitando il sito dance-card.org, e scrivendo a info@dance-card.org, sarà possibile acquistare a 15 euro il biglietto di accesso all’evento + consumazione + dance card valida per la stagione 2024-25.
Fiore all’occhiello della serata, “FLUX – Full experience”, ibridazione immersiva tra virtuale e performance live mediante uso di visore. Un’esperienza ispirata al concetto ancestrale di animale guida, con otto spettatori per volta (orari 19.00 / 19.20 / 19.40 / 20.00 / 20.20 / 20.40 / 21.00) al centro di un viaggio psichedelico nella galassia danza: prenotazioni scrivendo a info@fattoriavittadini.it.

La dance card è altrimenti acquistabile separatamente a 5 euro, sull’app di Danza Dove e nelle strutture che aderiscono all’iniziativa (Ariella Vidach AiEP, Circuito CLAPS, Cro.me, Danae Festival, DANCEHAUSpiù, DiDStudio, Fattoria Vittadini, Festival Danza Estate, Festival MILANoLTRE, Milano Dancing City, PimOff, Più Che Danza Festival, Teatro Fontana, Teatro Franco Parenti, Teatro Ponchielli).
Con la card sarà possibile acquistare a metà prezzo i biglietti per tutti gli spettacoli proposti da questi enti.
Ci presenta l’iniziativa Enrico Coffetti, presidente della rete Dance Card. Letterato, laureato in Cattolica con alle spalle una formazione teatrale al CRT di Milano e una lunga assiduità con Sisto Dalla Palma, Coffetti, già responsabile del Corpo mimi e danzatori del Teatro alla Scala, ha collaborato con registi come Ronconi, Zeffirelli, Scaparro, Strehler, Savary, Vitez, Chéreau, Lavia. Ma sarebbe lunghissimo presentare il suo curriculum.

Presidente Coffetti, come vi è venuta l’idea di una card per la danza?
La prima idea per una iniziativa di questo genere è venuta ad Annamaria Onetti – co-direttrice di “Dancehaus più – centro nazionale di produzione della danza” – per ottenere in formula collettiva quella visibilità e promozione che singolarmente teatri, festival e rassegne non potevano permettersi. La sua formula è molto semplice: con Dance Card si può accedere agli spettacoli di danza presso tutti gli enti aderenti con uno sconto del 50%. Se la formula è semplice, il progetto è molto articolato, dato che prevede molte azioni coordinate di promozione e formazione del pubblico nel corso di tutto l’anno.

Come avete raccolto le realtà che hanno aderito all’iniziativa?
Il principio è stato il semplice passaparola. Che tuttavia si è trasformato subito in qualcosa di più organico e strutturato, raccogliendo una adesione fattiva da parte di quasi tutti i programmatori milanesi e allargandosi subito alla regione con Bergamo e Brescia. Cominciando con tavoli di lavoro e discussioni, abbiamo elaborato diverse azioni e obiettivi condivisi in unico progetto. È stata la prima volta che tutti questi enti lombardi hanno condiviso un progetto e un’azione comune.

Quando è nata l’iniziativa e chi sono stati i primi aderenti?
Nel settembre 2019 è stata formalizzata la ATS Dance Card con 13 aderenti (Dancehaus più, AieP, DiD Studio, C.L.A.P.S Spettacolo dal vivo, Teatro delle Moire/Danae Festival, Festival MilanOltre, Cro.Me – Cronaca e Memoria dello Spettacolo, Elsinor/Teatro Fontana, PiM Spazio scenico/PIM OFF, Festival Più che Danza, Fattoria Vittadini/The Workroom, Festival Danza Estate e Teatro Ponchielli). Fondamentali da subito sono stati i sostegni di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, che ancora oggi ci supportano.

Quanto è conosciuta la Card, e che altri vantaggi consente?
La Dance Card, oltre all’accesso agli spettacoli con il 50% di sconto e la possibilità di prenotazione immediata, consente la partecipazione a diverse iniziative di formazione e coinvolgimento che la rete organizza a favore di una community in crescita. Citiamo ad esempio: l’informazione costante, dettagliata e particolareggiata sulla programmazione della danza in Lombardia di cui tutti gli utenti Dance Card possono usufruire tramite l’applicazione DanzaDove con area riservata; gli incontri di approfondimento con Dance Circle condotti in collaborazione con “Stratagemmi – Prospettive Teatrali”; seminari e workshop con gli artisti; le manifestazioni partecipative di Dance BUS e momenti particolari di aggregazione quali la prossima festa/ spettacolo / DJ set del 27 giugno a Milano e la conferenza spettacolo del 3 luglio a Varese.
In questi anni la dance card è molto cresciuta. Si è digitalizzata. Si sono aggiunti due nuovi partner, Festival Milano Dancing City e Teatro Franco Parenti. È sicuramente apprezzata dagli utenti per il rinnovo della Card che fanno ogni anno e per il numero di nuovi aderenti. Ad oggi, abbiamo una media di 2000 adesioni l’anno. Ma siamo in crescita, con ottimi numeri per la comunicazione social e soprattutto con la media di spettatori per anno che è stata difficile da recuperare dopo la pandemia, caduta proprio nel primo anno di attività della Dance Card.

Che tipo di pubblico avvicinate?
Il nostro pubblico di riferimento è il mondo giovanile tra i 15 e i 22 anni. Ma abbiamo raccolto anche molte adesioni dal pubblico over 50. Stiamo lavorando per recuperare sulla fascia 25/40 anni, che è complessa. Stiamo di fatto operando con azioni che vanno oltre il bacino degli appassionati per scelta, studi o professione, per arrivare a un pubblico trasversale. I nostri migliori risultati sono in effetti sulla città di Milano, perché offre una programmazioni più intensa e frequente, dove la Dance Card offre maggiori vantaggi. Ma le prossime azioni della rete 2025/26 saranno rivolte con più attenzione ad altre città e province lombarde, elaborando proposte che portino motivazione e partecipazione a utenti di diversi territori, e cercando di allargare la rete a nuove adesioni di programmatori extra-metropolitani.

Lei ha visto nascere l’esperienza del CRT, che nel 2024 ha compiuto 50 anni. Com’è cambiato il panorama della danza, in Italia e in Europa, nell’ultimo mezzo secolo?
L’osservazione più evidente è che la danza ha rappresentato negli ultimi decenni del XX secolo una delle forme espressive e performative che meglio rispondeva alle inquietudini e alle aspirazioni di una intera società. Soprattutto, era lanciata alla scoperta di nuove estetiche, nuovi corpi, nuove modalità di rappresentazione. Era una materia viva, sostenuta dall’estro di artisti (soprattutto femminili) che creavano movimento e stili originali seguiti da tutti, anche fuori del mondo della danza. È stata per decenni il linguaggio performativo più proiettato in avanti, disposto a mettersi in dialogo con altre forme di linguaggi, aperto a contaminazioni reciproche, a confrontarsi con le tecnologie in crescita. Tutto questo è certamente continuato. Ma questa vitalità si è lentamente formalizzata, cristallizzandosi in estetiche e tecniche più ripetitive e perdendo questa energia visionaria e coinvolgente. Tuttavia, proprio di recente, assisto a una nuova vitalità. A nuove produzioni che stanno riprendendo in mano temi e forme di ampio respiro. Con coreografi meno concentrati sul proprio mondo estetico-espressivo pronti ad affrontare un confronto con la storia e la società, elaborando forme originali di spettacolo.

Milano è una città con una sua specificità riguardo alla danza che lei conosce molto bene. Ci sono in Italia altre realtà con lo stesso fermento?
Milano è sempre una città di riferimento. Anche per il mondo della danza è sempre sul pezzo. Tutti i teatri, i festival e le rassegne di Milano sono testimonianza di fermento e novità, a cominciare da quelli della rete Dance Card che stanno davvero facendo un grande lavoro per proporre ospitalità, produzioni, incontri di grande interesse. Per l’Italia il mio personale interesse va a Bolzano Danza che festeggia 40 anni, a Kilowatt Festival in Toscana, a Scenario Pubblico a Catania e alla prossima NID – Piattaforma della nuova danza italiana di Vicenza (9/12 ottobre), che è un ottimo momento di presentazione dello stato dell’arte.

Per finire: quanto costa e qual è la durata?
La Dance Card può essere sottoscritta direttamente dall’applicazione DanzaDove (gratuita) e dal sito ufficiale Dance Card al costo di 5 euro, pagabili direttamente online. La card ha validità stagionale, dal 1° settembre al 31 agosto. Eccezione per le card acquistate ora, alla festa del 27 giugno, che varranno direttamente sino a ottobre 2025.

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