David Larible è il Clown dei Clown. E il teatro diventa circo

David Larible
David Larible

Al Teatro Menotti Perego di Milano David Larible, il clown italiano che ha fatto il giro del mondo

Un visionario capace di emozionare e di liberare la risata di pancia. Timido e impacciato, duttile e irriverente, David Larible arriva al Teatro Menotti Perego di Milano con il suo spettacolo cult “Il Clown dei Clown”. Colpisce per un talento poliedrico, assai raro da trovare in una sola persona.
Un tributo agli slanci, all’inventiva e all’utopia; un inno alla fantasia elevato da un poeta dell’ordinario: tutto questo è “Il Clown dei Clown”. L’arte si frantuma in mille derivate e traccia una scia luminosa di recitazione e clownerie, performance e ballo, musica con diversi strumenti. E poi la mimica, gli sguardi, il canto. Bizzarrie drammaturgiche: la stilizzazione dei gesti, il capovolgimento della logica, l’imprevedibilità che spiazza lo spettatore.

Prendere posto in platea e attendere che il palcoscenico s’illumini. Strabuzzare gli occhi ed entrare nella dimensione del sogno. Farsi contagiare da una traboccante capacità di divertire.
“Il Clown dei Clown” approda a Milano dopo aver toccato Russia, Messico, Argentina, fino al Madison Square Garden a New York, dove è stato visto da oltre 120mila persone in un solo weekend.

Nato a Verona in una famiglia di clown da sette generazioni, David Larible è ospite fisso del Circo di Montecarlo e di quello di Mosca. Gli hanno reso tributo personaggi come Geraldine e Victoria Chaplin, Woody Allen, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, Charles Aznavour e Jerry Lewis. È stato anche protagonista di un cameo nel film “Ocean Eleven”.
“Il Clown dei Clown” è uno spettacolo onirico capace di far coesistere l’operetta con la danza, l’avanspettacolo con la musica da camera. E poi le arti circensi.

Un uomo lunare con scopa e secchio sale su un palcoscenico e sogna di diventare pagliaccio. Ci riesce animando stracci e veli, interagendo con una palla fatta di luce, agganciato alla musica come un palloncino con la corda.
La ciliegina sulla torta è l’interazione costante con il pubblico. Larible è un mago anche dell’improvvisazione altrui. Riesce a ottenere performance incredibili da spettatori racimolati a caso dalla platea e catapultati sul palcoscenico. Tutti apprendisti stregoni. Essi riescono dal nulla a improvvisare una scenetta, un concerto, un’aria da melodramma: il teatro è sì talento, preparazione, assiduità, ma anche maieutica, intuizione, folgorazione.

Una scenografia retrò polverosa da café chantant. Un pianoforte suonato dal pianista Mattia Gregorio. Una miriade di altri strumenti, a fiato o a percussione, suonati dallo stesso Larible. Un paravento. Un attaccapanni con una sfilza di costumi di scena. Un grammofono. Le luci disegnate da Mirko Oteri, e per accenderle basta tirare una grossa fune rossa che penzola dal soffitto sul palco. La biacca sul viso di quest’attore-acrobata della scena, che definire clown è riduttivo. Nugoli di cipria. L’irrinunciabile ciliegia sul naso. Un paio di grosse scarpe deformi ai piedi.
Gli ingredienti sono ordinari, ma al servizio di un talento multimediale animano uno show che strega sia gli spettatori attempati, sia il pubblico infantile. Sono queste le occasioni ideali per appassionare i bambini al teatro.

Si spazia da Nino Rota a Frank Sinatra (tradotto e cantato in dieci lingue diverse), da Mascagni a Verdi, fino al Piovani di “Beautiful that way”. Larible è demiurgo ma anche saltimbanco surreale. Sono deliziosi i duetti con i coni di luce. È una dialettica incorporea. Con una palla di luce si può volare e dialogare. La si può solleticare. Vi si può inciampare, giungendo finanche ad azzuffarsi. L’attore spadroneggia tra palco e platea. Libera una poetica tenue, una comicità gentile anche nei momenti derisori.
Larible oscilla tra ridicolo e grottesco. È una maschera dagli occhi spalancati e dall’incedere ciondolante, che trova uno sparring partner in Andrea Ginestra, gran cerimoniere in livrea che lo inibisce e catechizza continuamente, provando a dissuaderlo dal recitare.
Ma l’arte è come il sudore di un corpo. Quando si scalda, non la puoi trattenere. Specie quando è liberata dalla smania del gioco.
Larible non lascia indifferenti per la sua capacità di evocare l’infanzia circondata di un alone magico: età degli stupori, delle scoperte, delle fantasie e dei sogni, in cui amiamo rifugiarci soprattutto quando la vita adulta ferisce con la sua brutalità.

IL CLOWN DEI CLOWN
Scritto, diretto e interpretato da David Larible
Con Andrea Ginestra
Al piano M° Mattia Gregorio
Disegno luci Mirko Oteri
Direzione tecnica Alberto Fontanella
Direzione di produzione Eva Manzato

durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 5’

Visto a Milano, Teatro Menotti Perego, il 29 gennaio 2022

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